Il Dr. Mohamed Sayed Ahmed è il segretario per gli affari politici del Partito Nasseriano Unito; il partito raccoglie sotto il suo ombrello quattro partiti d’ispirazione nasseriana: il Partito Nasseriano Arabo e Democratico, il Partito della Dignità (Al-Karama) che è stato fondato dall’ex candidato alle elezioni presidenziali Hamdeen Sabahi, il Partito della Conciliazione Nazionale (Al-Wefaq) e il Partito della Conferenza Nasseriana Popolare. Il Dr. Mohamed Sayed Ahmed è inoltre segretario generale della Coalizione Nazionale Araba Indipendente. Accademico presso l’Accademia di El Shorouk al Cairo, ha scritto numerosi libri, i più recenti dei quali trattano dell’aggressione imperialista alla Repubblica Araba di Siria: citiamo, tra gli altri, “La guerra universale contro la Siria”, “Le differenze tra la battaglia in Egitto e Siria”, “Chi disturba la sicurezza della Siria?” e “Il tradimento di Faisal, Aljazeera e Qatar”.

1) Il suo paese, in Italia, non è proprio ben conosciuto, politicamente parlando. Ciò è davvero disdicevole. Pertanto i nostri lettori sono davvero curiosi di conoscerne la situazione politica. Potrebbe riassumerla per loro?

Dopo la caduta del presidente Mursi e dei fratelli musulmani, e con la presa del potere nelle mani del presidente Al Sisi, con il sostegno popolare, sono comparsi i problemi causati dal terrorismo takfiri. I terroristi hanno iniziato ad attacare su diversi fronti: da est, nella zona del Sinai, e da ovest, attraverso il confine con la Libia, e dal sud, ai confini del Sudan.

L’esercito sta cercando di contrastare la minaccia terroristica con il sostegno della popolazione.

Malgrado la situazione economica del paese, il governo è riuscito a finanziare da solo il progetto del nuovo canale di Suez, senza l’aiuto di paesi stranieri.

Il popolo egiziano ha dimostrato il suo potere decisionale e sovrano con la caduta dei fratelli musulmani e con la nuova elezione del governo attuale.

Al livello internazionale, l’Egitto, ha iniziato a distaccarsi gradualmente dall’influenza americana all’interno del paese e ha iniziato a bilanciare l’influenza straniera nel paese allacciando nuovi rapporti con la Russia, la Cina e i paesi africani.

Mi auguro che al più presto il governo comminci a contrastare in modo efficace la corruzione e il potere capitalistico contro gli interessi del paese, come sta facendo contro il terrorismo e che lavori per arrivare all’autosufficenza economica.

Fino ad oggi, gli stessi capitalisti dell’epoca di Mubarak hanno avuto una grande influenza su i media e sull’economia del paese; per il momento, il governo sta cercando di limitare la loro influenza, ma purtroppo ciò non è abbastanza sufficente.

A causa della difficile situazione economica del paese, il governo ha firmato accordi economici con le monarchie del golfo. Sono deluso dal fatto che non sono ancora stati riallaciati i rapporti con la Siria che aveva sospeso il governo Mursi. Per me, restaurare i rapporti con il governo siriano e’ un passo importante per la sicurezza nazionale egiziana.

2) Qual è il ruolo e l’opinione del suo Partito circa l’attuale situazione in Egitto e ciò che è accaduto in questi ultimi anni?

Il partito Nasserista sostiene la laicità dello Stato. Ha sostenuto al Sisi, perche entrambe le alternative, i fratelli musulmani e i seguaci di Mubarak, seguono l’agenda sionista ed americana, e anche perchè l’esercito nazionale egiziano in questo momento è l’unica sicurezza per la stabilità del paese.

Nonostante il nostro sostegno per al Sisi, continuamo a chiedere con insistenza azioni piu efficaci contro quei capitalisti egiziani che non lavorano per gli interessi del paese. Questo è necessario per cambiare la politica sociale e economica attuale. Inoltre, siamo contro l’appoggio dei capitalisti corrotti per la lotta contro il terrorismo perche non ci fidiamo di loro, perche loro hanno creato un altro genere di terrorismo, cioè economico. Le loro politiche capitalistiche sono la causa del fatto che il 44% degli egiziani è sotto il livello di povertà, e un 23-25% è vicino alla sogla del livello di povertà.

E noi, come partito, abbiamo a cuore le classi povere della popolazione.

Anche sosteniamo la libertà e il pluralismo.

3) Qual è la sua opinione circa l’attuale situazione in Medio Oriente, generalmente? Dallo Yemen alla Siria, dall’Iraq alla Libia, senza dimenticare la Palestina, certamente ci sono molte cose che stanno avvenendo e questi sviluppi meritano un’approfondita analisi.

La situazione mediorientale va di male in peggio.

Dagli anni settanta è in corso un progetto occidentale per dividere i paesi arabi e loro eserciti in piccoli staterelli, precisamente i tre eserciti iraqeno, egiziano e siriano. E la cosidetta “primavera araba” in realtà è una primavera ebraica per gli interessi israeliani.

La divisione settaria é uno strumento di questo progetto.

In questo modo occupandosi dei problemi locali, gli arabi hanno dimenticato la cause palestinese.

Ma l’esercito egiziano e quello siriano non hanno permesso che questo progetto avesse successo. Anche se il progetto sionista non si é fermato, ed anche per questo, c’é bisogno di coordinamento tra i quatro eserciti egiziano, iraqeno, siriano e algerino in addizione alla resistenza libanese, Hizbullah.

4) Cosa si aspettano il tuo Partito ed il tuo paese dall’Occidente, soprattutto dall’Europa e dal nostro paese?

Ci espettiamo dell’Europa che le loro posizioni non siano servili a quelle americane, ma siano posizioni giuste e umane, perchè questo progetto sionista ed americano va contro i reali interessi europei è perchè il terrorismo sostenuto dall’occidente si rifletterà all’interno dei paesi europei.

5) Pensa che i BRICS possano influenzare positivamente l’attuale situazione mediorientale, aiutando la regione a stabilizzarsi?

I paesi dei BRICS hanno sostenuto la stabilità del Medioriente attraverso il loro sostegno al governo siriano, perchè la caduta del governo siriano averebbe minato la stabilità degli altri paesi mediorientali.

In particolare, il ruolo russo é stato molto importante, tramite i vari veti al Consiglo di Sicurezza e anche attraverso l’azione diplomatica per risolvere la crisi siriana in coordinamento con i governi siriano ed egiziano.

6) L’ISIS ha compiuto un attacco terrorista contro il consolato italiano in Egitto. Come stanno l’Egitto e gli egiziani fronteggiando la minaccia del terrorismo? Cos’altro potrebbe essere fatto per sradicare questa minaccia e quali sono le sorgenti della sua forza?

L’esercito egiziano sta combattendo questi gruppi takfiri da due anni e ha perso molti martiri vittime di questo conflitto.

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