I veicoli militari della NATO con le bandiere americane, messi in bella vista in una piazza centrale di Chisinau, capitale della Moldavia, sono stati spostati lontano dal luogo della celebrazione del Giorno della Vittoria a seguito delle proteste da parte della popolazione.

La mostra di apparati militari americani in Piazza della Grande Assemblea Nazionale era stata presentata come parte delle celebrazioni del Giorno della Vittoria, ma ciò invece ha provocato le proteste dei militanti del partito socialista e dei cittadini, scesi in piazza per protestare, alle grida di: “La NATO non ci serve”, “andate a casa!” e “la Moldavia è uno stato neutrale.”

In particolare, la questione della neutralità è molto sentita in Moldavia, il cui popolo, a differenza dei governanti, non ha la minima intenzione di venire coinvolto in una guerra contro la Russia.

“Si è trattata di una chiara provocazione contro la Russia, di uno schiaffo alla nostra costituzione, che prevede la neutralità” è la sintesi del pensiero dei manifestanti, fatta da Dodon, leader del Partito socialista di Moldavia. “La Moldavia è un Paese pacifico e neutrale. Non facciamo parte di blocchi militari e non vogliamo la guerra. Abbiamo visto cosa è accaduto in Yugoslavia, Libia, e Siria.” Dodon ha poi minacciato di far scendere in piazza migliaia di persone, se i militari della NATO fossero rimasti in piazza.

Subito dopo l’inizio delle proteste, le truppe americane sono tornate al proprio sito stazionamento a Negresti, a circa 20 chilometri da Chisinau.

Un giornale locale parla apertamente di tentativo dell’occidente di minimizzare il ruolo avuto dai Paesi dell’Est europeo, in particolare quello russo, nella sconfitta di Hitler; questo, nonostante le maggiori perdite si siano avute proprio nei Paesi ex sovietici.

Massimiliano Greco

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