Mondiali russia 2018

Pazzo Diego amalo!

L’esultanza pazza e sguaiata di Diego Armando Maradona che festeggia la qualificazione per il rotto della cuffia della sua Argentina è l’immagine copertina di questa terza tornata dei mondiali che ha fatto calare definitivamente il sipario sulla la fase a gironi con non poche sorprese: la più clamorosa è l’eliminazione della Germania campione del mondo che così conferma la “maledizione dei campioni in carica”: anche i tedeschi infatti, dopo la Francia nel 2002, l’Italia nel 2010 e la Spagna nel 2014 sono usciti ai gironi in modo assolutamente ignominioso finendo addirittura ultimi nel loro raggruppamento dietro Corea del Sud, Messico e Svezia.

Sono proprio gli svedesi, e non i messicani, la vera sorpresa di questo torneo. Avanti come da pronostico invece Uruguay e Russia nel Gruppo A, Spagna e Portogallo nel Gruppo B, Francia e Danimarca nel Gruppo C, Croazia ed Argentina (pur con qualche patema!) nel Gruppo D, Brasile e Svizzera nel Gruppo E, Belgio ed Inghilterra nel gruppo G ed infine la Colombia nel Gruppo H.

Le uniche sorprese autentiche sono quindi rappresentate dalla Svezia e dal Messico nel raggruppamento F e dal Giappone secondo classificato nell’ultimo raggruppamento ed occhio che adesso il tabellone incomincia già a fare qualche scherzo: da una parte infatti abbiamo Portogallo, Spagna, Uruguay, Argentina, Francia, Brasile e Belgio che presumibilmente si giocheranno due posti nelle semifinali, dall’altra parte invece abbiamo Spagna, Croazia ed Inghilterra che hanno grosse possibilità di arrivare tra le prime quattro (anche se gli inglesi agli ottavi hanno l’insidia Colombia).

Gruppo A: Russia – Uruguay (3-0) e Arabia Saudita – Egitto (2-1)

Come era facile pronosticare, alla prima squadra seria la Russia del baffuto Cherchesov si è liquefatta come neve al sole: troppo forte l’Uruguay del Duo Fasano Cavani-Suarez, squadra che non ruba l’occhio per estetica ma che dietro è una muraglia e davanti, pur non palleggiando in maniera fluida, riesce sempre a trovare la via della rete sfruttando in maniera impeccabile soprattutto le palle inattive. Per gli uruguagi adesso però c’è un ottavo abbastanza indecifrabile contro il Portogallo di Cristianone Ronaldo, squadra che assomiglia molto a quella di Tabarez e che ha nel fuoriclasse del Real un ottimo antidoto alla muraglia guidata da Godin, prevedo una sfida estremamente equilibrata!

Nel quasi derby tra Egitto ed Arabia Saudita la sfiga di Cuper colpisce ancora: i faraoni passano infatti in vantaggio con Salah ma poi se la fa addosso al cospetto dell’Arabia Saudita, a nulla serve infatti il rigore parato dal quarantacinquenne El Hadary perché gli arabi alla fine riescono a centrare un successo che mancava dal lontano 1994.

Gruppo B: Marocco – Spagna (2-2) e Iran – Portogallo (1-1)

Avanti col brivido Spagna e Portogallo. Gli spagnoli hanno giocato una partitaccia contro il già estromesso Marocco: tanto possesso palla, tanti ghirigori ma in difesa gli ispanici hanno ballato al cospetto di un avversario che fino ad ora si era distinto per la sterilità offensiva. Invece i marocchini sono riusciti a segnare due reti e solo una prodezza nel finale di Yago Aspas ha permesso alla squadra di Hierro di arrivare prima.

Ha fatto forse peggio il Portogallo che ha sofferto il gran catenaccio dell’Iran e deve ringraziare una “trivelata” di Quaresma se ha centrato la qualificazione. I portoghesi hanno comunque confermato ancora una volta di essere privi di idee e di gioco con una difesa che prende acqua facilmente ed un centrocampo che non filtra, se Ronaldo (che contro gli asiatici ha mostrato le sue fattezze umane sbagliando un rigore) canta e porta la croce sarà proibitivo il match contro l’Uruguay, anche se è nel gioco difensivo e cinico che questo Portogallo sa esaltarsi. Esce a testa altissima invece l’Iran del portoghese Queiroz che ha pagato un attacco troppo sterile e inconcludente, altrimenti con la sua grande applicazione difensiva avrebbe potuto benissimo centrare l’impresa.

Gruppo C: Danimarca – Francia (0-0) e Australia – Perù (0-2)

Danimarca e Francia non si fanno del male e in un match senza grossi sussulti (il primo zero a zero di questa rassegna russa) festeggiano entrambe la qualificazione agli ottavi di finale. Entrambe le squadre a dirla franca non mi hanno del tutto convinto, specie i galletti transalpini che sembrano un’accozzaglia di solisti messi un po’ alla rinfusa. Agli ottavi troveranno l’Argentina di Messi, una squadra che è della sua stessa pasta (se non peggio): se i Bleus andranno fuori agli ottavi per Deschamps sarà un fallimento completo perché la qualità a disposizione c’è.

Nell’altro match primo successo per il Perù che sconfigge la quadrata Australia salutando la Russia con tre punti che mancavano dal lontano 1978.

Gruppo D: Nigeria – Argentina (1-2) e Islanda – Croazia (1-2)

Che sospiro di sollievo per l’Argentina! A cinque minuti dalla fine per Messi e soci si profilava infatti un autentico psicodramma, essendo inchiodati sull’uno a uno dalla modesta Nigeria, ma il piattone destro di Rojo ha spalancato (immeritatamente) alla Selécion la porta degli ottavi di finale facendo esplodere l’incontenibile gioia (unito al suo noto aplomb!) di Diego Armando Maradona. C’è solo questo però da gioire in casa l’Argentina: anche contro i verdi africani la squadra ha dimostrato di essere poca cosa, sfilacciata, senza un’idea di gioco. Il nano pelato e tatuato, per fortuna degli argentini, è stato esautorato dal duo Mascherano-Messi che, dobbiamo dare atto a loro, hanno messo in campo una formazione abbastanza sensata anche se in alcuni tratti del match, invece che sfondare la porta avversaria, si poteva vedere le maglie albicelesti che passavano la palla indietro verso la propria porta, segno di autentica confusione mentale mista a paura di perdere! Lionello, decisivo sul primo gol, può comunque vantarsi (assieme al collega-rivale Ronaldo) di aver portato praticamente da solo (l’altro giocatore di calcio è Banega) la propria nazionale agli ottavi di finale imbroccando semplicemente una partita. Ricordiamoci però che gli argentini, lo diceva Brera, sono “degli italiani che parlano spagnolo e si atteggiano da inglesi” e che nei scontri da dentro e fuori, potrebbero esaltarsi proprio come fece la nostra Italia nel 1982. Difficile però che un’accozzaglia del genere, dopo essersi ammutinata al proprio tecnico, possa resuscitare in così poco tempo!

Nell’altro, insignificante match, la Croazia 2 ha battuto l’Islanda che ha pagato gli sforzi profusi nella prima partita, i nordici si sono comunque confermati una squadra ostica ed un movimento calcistico in salute.

Gruppo E: Serbia – Brasile (0-2) e Svizzera – Costa Rica (2-2)

Il Brasile batte la Serbia come da pronostico e si qualifica da prima del girone, fatto non così scontata alla vigilia, perché gli slavi si sono confermati un osso decisamente duro. Gli slavi hanno pagato, come molte squadre eliminate precocemente in questo torneo russo, la presenza di una prima punta imbarazzante come Mitrović. Il Brasile non mi ha impressionato nemmeno in quest’occasione, anche se rispetto alle ultime edizioni, i verdeoro sembrano giocare con più tecnica e fraseggi come da tradizione del joga bonito, in difesa però Alisson e soci non mi sembrano così imperforabili.

Nell’altro match il pareggio tra Costa Rica e Svizzera qualifica (da seconda) la selezione elvetica, anche se i centroamericani hanno confermato di essere una nazionale di tutto rispetto: contro i serbi sono stati sconfitti da una punizione, contro il Brasile hanno ceduto solo negli ultimi minuti.

Gruppo F: Corea del Sud – Germania (2-0) e Messico – Svezia (0-3)

La caduta degli dei, adesso anche la Germania, per assomigliare all’odiata Italia, potrà vantarsi di aver conosciuto una Corea cioè una disfatta storica con tanto di eliminazione al primo turno dei mondiali (la prima volta in assoluto ai gironcini). E’ un epilogo meritato per una squadra svuotata di energie, che in questi anni si è dimostrata totalmente incapace di innovarsi. I tedeschi nell’infausta Russia hanno fatto vedere solo uno sterile tiki-taken, con una difesa lenta e da brividi, e con un attacco che più spuntato di così non si può. Il solo Toni Kroos, che per giunta non è un grande normalizzatore del centrocampo, non un giocatore capace di inventare gioco, non ha potuto fare nulla in questo deserto. Alla Corea del Sud invece vanno fatti solo i complimenti perché, pur quasi eliminata, la squadra asiatica ha buttato l’anima in campo dando un’autentica lezione ai tedeschi.

Nell’altro match devo fare una correzione: la vera sorpresa di questo torneo è la Svezia che ha dato un’autentica lezione di tattica (difesa arcigna e rapidi contropiedi) ad un Messico parso troppo leggerino e forse appagato dalle prime due vittorie, Janne Andersson (sosia scandinavo di Ottmar Hitzfeld) ha compiuto un capolavoro incredibile: ha eliminato l’Olanda nel girone di qualificazione, ha cacciato l’Italia agli spareggi, ha messo in fila Messico, Corea del Sud e Germania ai mondiali. Il tutto con un attaccante (Berg) che sverna in Arabia ed un’altra punta (Toivonen) che in carriera non è mai andato in doppia cifra, chapeau veramente!

Gruppo G: Inghilterra – Belgio (0-1) e Tunisia – Panama (1-2)

Diciamocela tutta, l’Inghilterra non si è strappata i capelli dopo lo 0-1 incassato dal Belgio: gli inglesi che fanno dei calcoli è una cosa assolutamente inedita nella storia del calcio, però Gareth Southgate avrà avuto i suoi buoni motivi per far riposare i suoi pezzi da novanta (bomber Kane su tutti) nell’unico vero match del suo girone. Entrambe le squadre a mio avviso presentano pregi e difetti similari: difese ballerine ma centrocampo e attacco di livello con degli attaccanti (Harrykane e Lukakone) capaci di fare la differenza. Personalmente vedo gli inglesi possibili semifinalisti, anche se con la Colombia bisognerà sudare, mentre il Belgio, dato per scontato che riesca a superare il Giappone, anche se l’accorta fase difensiva dei samurai farà sudare Hazard e… company.

Dall’altra parte della barricata il Panama si è confermato il materasso del mondiale perdendo anche contro la modesta Tunisia.

Gruppo H: Senegal – Colombia (0-1) e Giappone – Colombia (0-1)

Sconfitta indolore per il Giappone che è stato vittima del sussulto d’orgoglio della Polonia, delusione del mondiale dopo la vicina Germania (tra l’altro altra nazione che non ha grande feeling storico con la Russia!).

I nipponici comunque possono festeggiare lo stesso perché il Senegal si è suicidato, come spesso capita a molte squadre africane quando devono fare il fatidico salto di qualità, contro la folle Colombia che così ha trovato anche il primo posto in classifica. Questo girone ha comunque confermato un fatto che in pochi evidenziano: il calcio asiatico nell’ultimo ventennio è cresciuto molto di più di quello africano, pur disponendo di minor talento “grezzo”.

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