mondiali russia 2018

In vista dell’imminente inaugurazione dei Mondiali di Russia 2018 (domani con la partita tra i padroni di casa e l’Arabia Saudita) abbiamo sondato la nostra redazione sportiva per vedere quali sono le sensazioni a poche ore dal via.

Prima domanda, scontata, qual è la favorita alla vittoria finale?

Marco Bagozzi: Come sempre difficile fare un nome secco. Però dico Argentina, perchè Messi deve riuscire a vincere questo mondiale. Sampaoli deve fare semplicemente pochi disastri, indirizzare la squadra sul talento di Leo, cercare di prendere pochi gol e sfruttare la voglia di rivalsa di Higuain, che prima o poi dovrà segnare un gol decisivo.
Dietro le solite: Spagna, che può di fatto contare su una squadra fenomenale solamente guardando chi rimane a casa; Germania, un po arrugginita in certi interpreti, ma con un talento medio altissimo; Brasile, che dovrebbe aver appreso la lezione del mondiale casalingo e che può annoverare una generazione importante dopo il fallimento di quella precedente (Marcelo, Coutinho, Firmino, William, Douglas Costa, Gabriel Jesus e ovviamente Neymar).

Francesco Scabar: Non vedo una grossa favorita all’attuale stato delle cose: tra le europee la Francia ha un enorme potenziale ma potrebbe pagare divisioni nello spogliatoio e la mancanza di un vero attaccante capace di siglare gol pesanti nei momenti decisivi (Giroud è più giocatore da manovra, Griezmann e Mbappé sono più mezze punte). La Spagna ha un buon organico con tanti piedi buoni, ma il suo autentico fuoriclasse è il vecchietto Iniesta, la Germania è un po’ un incrocio tra iberici e transalpini: buona qualità media ma senza quel quid capace di farti svoltare nei momenti decisivi con l’assenza di un terminale offensivo all’altezza della tradizione teutonica. Tra le sudamericane vedo con favore il Brasile che potrebbe proseguire sulla falsariga degli ultimi decenni: difesa solida, centrocampo di lotta più che di governo per coprire l’estro di Neymar, la probabile star di questo mondiale. Non vedo bene invece l’Argentina, abbastanza scombussolata sul piano tattico dal “bielsista” Sampaoli e con poche certezze dalla metà campo all’ingiù, alla fine aggrapparsi a Messi non so quanto possa portare lontano. Personalmente, dopo la vittoria a sorpresa della Germania in Brasile (la prima volta di un team europeo sull’altra sponda dell’oceano) vedo possibile il successo dei verdeoro nella grigia Mosca (e sarebbe la prima volta di una squadra del continente americano in Europa), do quindi al Brasile il favore del pronostico seguito da Francia, Spagna e Germania.

Federico Camarin: Un pronostico diretto e senza fronzoli in una competizione come un Mondiale di calcio risulta sempre complesso. Se dovessimo dar retta alle statistiche che negli ultimi giorni impazzano, diremmo in massa Brasile, ma per quanto mi riguarda sarà la rivale albiceleste ad avere la seconda possibilità nel giro di quattro anni. Messi farà il suo Mondiale, se la squadra lo seguirà e il CT saprà tenere unito lo spogliatoio attorno al più grande calciatore di quest’epoca, allora l’Argentina sarà la favorita. Quando la Pulce decide di vincere, non lo ferma nessuno. Gli equilibri generali ad oggi li può spostare solamente il 10 della Seleccion. Il contorno è decisamente meno valido rispetto all’ultimo mondiale, ma qualche ottimo elemento come: Salvio, Banega, Di Maria, Aguero e Dybala ci sono, non resta che vedere come sapranno coesistere tra loro gli attaccanti (punto forte della nazionale).

Mirco Coppola: Il Mondiale è sempre un torneo a sé stante nel quale conta molto lo stato di forma in cui arrivano i giocatori importanti di una nazionale. Per fortuna in questa edizione, diversamente che in altri tornei iridati, non ci sono particolari condizioni atmosferiche e climatiche a inficiare le prestazioni dei calciatori in campo e in Russia ci sarà un clima godibile. I nomi delle favorite sono le solite, tuttavia credo che la Francia abbia buone possibilità di arrivare fino in fondo, se Deschamps sarà in grado di dare quella concretezza ai suoi che a volte sembra mancare. I galletti sono secondo me una delle squadre più complete, con il giusto mix tra giovani e esperti e con un certo pedigree internazionale, anche se Lloris fra i pali convince poco. L’Argentina sono anni che non mi convince e sono più vecchi di quattro anni fa, ma c’è l’incognita Messi, che per una volta potrebbe trascinare l’albiceleste. La Germania ha avuto diverse difficoltà soprattutto in un uomo fondamentale come il portiere Neuer e l’ultima volta che qualcuno ha vinto due mondiali consecutivi è stato il Brasile di Pelè. Il Brasile è la squadra con il maggiore talento, ma Neymar come leader ha sempre deluso. La Spagna resta una delle favorite, ma con troppi giocatori a fine carriera. L’Italia di Mancini potrebbe invece essere trascinata… ah no!

Se dovessimo indagare la possibile sorpresa del torneo?

MB: Vado molto lontano e sparo Iran. Non arriveranno in fondo, ma faranno strada. Oltre alla Spagna, Hanno un girone non impossibile, con Marocco e Portogallo. Potrebbero giocarsi con i lusitani il secondo posto. Hanno una squadra molto giovane, con alcuni talenti niente male: da Jahanbakhsh, fenomeno in Olanda, ad Azmoun, talento del campionato russo. In panchina sarà decisiva l’esperienza di Carlos Queiroz.

FS: Eterna delusione alla rassegna mondiale, l’Inghilterra di Gareth Southgate potrebbe essere la grande sorpresa in senso positivo di questa rassegna russa. Schierata in campo con un inedito (per i britannici) 3-4-3, con tanti giocatori giovani innestato sullo scheletro del Tottenham, gli inglesi faranno certamente meglio rispetto alle ultime, indegne uscite ai mondiali, soprattutto a livello di gioco. Molto dipenderà dalla forma di Harry Kane che agli ultimi europei ha deluso abbastanza: se il centravanti del Tottenham sarà in forma i tre leoni potrebbero ruggire fino alle semifinali dove potrebbero pagare un pizzico d’inesperienza. Il movimento calcistico inglese però, dopo anni di magra e cattivi investimenti, ha finalmente lavorato positivamente nei propri settori giovanili e la semina prima o poi darà qualche frutto in futuro.

FC: Dico Uruguay. E’ una nazionale che si presenta solida, arcigna e soprattutto continuativa nei risultati. Tabarez, il Ct, crede fortemente sull’idea di gruppo, non per nulla rinominata in patria “club de amigos”, proprio in virtù del fatto che il tecnico tende a non cambiare idea sulle convocazioni iniziali, quelle sono e quelle rimangono. Il rinnovamento è stato silenzioso e lento per arrivare pronti a questo mondiale. Tabarez ha preferito da sempre l’intesa tra i suoi, utilità al suo gioco indagando sulle qualità specifiche, piuttosto che sul talento o cavalcando le prestazioni estemporanee di un dato calciatore. Da sottolineare come il mister in questione è coordinatore di tutte le divisioni inferiori della nazionale Urugagia, e come esse abbiano sempre centrato la qualificazioni alle competizioni dal 2006 ad oggi. Coronando il percorso nel 2011 con la vittoria della Coppa America. Sarà il plausibile 4-3-1-2 l’assetto tattico al mondiale, molto fluido e gestito al centro dal (probabilissimo e ritrovato) De Arrascaeta. Altri nomi come Nandez, Vecino, Bentacur, e i due attaccanti Cavani e Suarez fanno ben sperare. L’Uruguay farà la sua gran figura.

MC: Romanticamente spero nel bis della favola islandese. La nazionale vichinga ha superato il girone di qualificazione in maniera agevole, battendo addirittura la Croazia in uno dei due match fra andata e ritorno, condannando i balcanici ai playoff con la Grecia (superati senza troppi patemi d’animo) tuttavia non sarà facile per capitan Gunnarsson e i suoi. Voglio spezzare anche una lancia a favore del Belgio: l’esclusione di Nainggolan può essere la spia della voglia di Hazard e compagni di fare gruppo. Se qualche anno fa i fiamminghi erano una squadra piena di buoni talenti, ma con poca esperienza oggi gente come Courtois, De Bruyne, Mertens, Lukaku possono dare la spinta giusta a una compagine che finora è effettivamente mancata nei momenti importanti.

E dopo la sorpresa, arriva la delusione. Che squadra pensate sia ben al di sotto delle aspettative mediatiche?

MB: Il Belgio, che ormai ci ha abituati a scendere in campo con la voglia di fare di un’All Stars, senza la capacità di immedesimarsi nello spirito di una selezione nazionale.

FS: Il Portogallo, vincitore a sorpresa degli ultimi europei, potrebbe pagare lo scotto del suo primo successo ad una manifestazione per nazionali. Tutto dipenderà dalle condizioni fisiche di Cristiano Ronaldo, apparse precarie negli ultimi due mesi, e dalla tenuta tattica della squadra. Giocare con il fuoriclasse di Madeira infatti obbliga l’allenatore a presentare in campo le due punte, tutto quindi dipenderà dalla tenuta del centrocampo: se gli avversari riusciranno a evidenziare i limiti dei lusitani nella zona nevralgica del campo gli uomini di Santos non avranno un cammino lungo.

FC: Il Belgio di Martinez. Probabile delusione, visti i precedenti. Una squadra piena di sé, ha sempre ostentato grande sicurezza nonostante dalla sua, oltre la qualità tecnica, non avesse altro. Inesperienza, e supponenza hanno reso questo organico alla fine dei giochi pressoché stantio, inconcludente. E per questi Mondiali vedo un’altra plausibile caduta.

MC: Secondo me sarà proprio la squadra di casa. La Russia dopo l’exploit del 2008 con il mago Hiddink e gli investimenti di non poco conto nel campionato di casa è arretrata di molto negli ultimi anni, complice anche il perpetuo conflitto diplomatico con l’Europa e l’Occidente che hanno forse indotto il governo di Mosca a non investire in uno sport molto eurocentrico come il football. Pochi sono i grandi campioni che la Prem’er Liga riesce ad attrarre e pochi i calciatori russi con esperienza internazionale di alto livello.

Chi sarà l’uomo copertina, il capocannoniere dei mondiali?

MB: Mi gioco un euro su Luis Suarez, che alle spalle ha un Uruguay molto quadrato e battagliero che punterà tutto sul suo massimo goleador per fare strada. Tra le alternative ci metto Mbappè o Kane.

FS: Per me sarà il mondiale di Neymar, giocatore che quest’anno ha pagato l’esibizione in un palcoscenico calcistico di secondo piano (la Ligue 1 francese) ma che in Russia potrebbe disputare un grande mondiale seguendo le orme di Pelé, Romario e Ronaldo.

FC: Difficile trovare un solo nominativo, ma punterei su pochissimi nomi, tra questi: Kane, vista la stagione ad alti livelli, Mbappè, calciatore talentuoso e rapace sotto porta, Messi, non serve soffermarsi sulle motivazioni e per finire Neymar, per lui una ghiotta occasione di eccellere in toto.

MC: Probabilmente Neymar. Ha saltato per diverso tempo la seconda parte della stagione a causa della frattura al piede, ciò gli ha permesso di risparmiare energie e presentarsi in gran forma in Russia. Messi in nazionale assume un ruolo di rifinitore più che di goleador rispetto alla sua collocazione tattica nel Barcelona. Vedo molto bene anche Higuain, che nei gironi con le squadre meno forti potrebbe fare sfracelli come sua abitudine. Da non sottovalutare neanche Griezmann che può esaltarsi in contropiede. Ma il mondiale ci ha abituato a grosse sorprese anche sotto questo aspetto.

Qualche ultima parola sulla possibile squadra materasso del torneo…

MB: Arabia Saudita. Il nuovo “super-partner” privilegiato della nostra Federcalcio (in barba ad un genocidio perpetuato in Yemen da ormai 3 anni!) è poca cosa. I “prestiti forzati” dei talenti locali nelle squadre spagnole hanno dato pochissimi frutti e i sauditi si presentano in Russia con una squadra con pochissimo talento e priva di grossa esperienza internazionale. Vedremo subito di che pasta sono fatti, visto che giocheranno la gara inaugurale.

FS: Per il Panama è già un grande successo qualificarsi tra le prime trentadue squadre del mondo con una rosa che ha un valore complessivo di 9,43 milioni di Euro infarcita di sconosciuti che militano nel locale campionato oppure nei più “prestigiosi” campionati della MLS statunitense (proprio gli Stati Uniti sono stati la vittima eccellente dei panamensi) o della Primera Division messicana. Già fare un punto contro la Tunisia sarà un grosso risultato per la selezione centroamericana.

FC: Nessuno crede in qualcosa di positivo per il Panama, e come dar torto ai pronostici che la vedono eliminata ai gironi? Non si può. La nazionale ha agguantato la sua prima storica qualificazione, ma è indubbia la pochezza della rosa in termini prettamente tecnici. I risultati difensivi sostengono i moltissimi detrattori dell’esordiente sudamericana, mettendola al secondo posto nel podio come peggior nazionale assieme ad Iran e Corea del Sud. Dopo il Panama nella mia personale classifica degli orrori metterei proprio gli asiatici, che hanno dalla loro un record poco invidiabile, maggior reti subite in un’edizione mondiale, era il 1954, e i gol al passivo ammontavano a 16. Non hanno mai brillato, tranne nella storica quanto discussa edizione 2002. Come punto a favore invece c’è da segnalare la loro nona qualificazione consecutiva ai mondiali di calcio, niente male.

MC: Come ogni mondiale che si rispetti le squadre materasso sono immancabili. Dalla Corea del Sud, che è arrivata a 7 punti dall’Iran nel girone di qualificazione all’Arabia Saudita che torna al mondiale dopo 12 anni, all’improbabile Panama, alla sua prima partecipazione, sono diverse le squadre che rischiano un passivo pesante alla fine dei gironi eliminatori. Ci sarebbe forse qualcosa da rivedere nel modello delle qualificazioni al mondiale, ma la FIFA è così contenta di come vanno le cose che ha deciso di allargare il torneo mondiale del 2026 a 48 partecipanti. Contenti loro, ma sarebbe forse ora di organizzare dei tornei ufficiali interlocutori e utilizzare soprattutto il ranking per almeno le prime 12-16 squadre: assurdo ad esempio che i detentori dei tornei continentali non siano mai stati di diritto qualificati alla massima competizione mondiale per rappresentative nazionali.

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