Mondiali 2018, Cristiano Ronaldo

BOCCIATI

POLONIA: la delusione ancora “calda” di questa prima giornata. Squadra senza capo né coda, che dopo soli 90 minuti si trova già davanti ad un bivio insidioso, visto che battere sia Giappone che Colombia non sarà facile per i biancorossi incapaci di impensierire un pur fortunato Senegal. Ennesimo colpo a salve di mr. Lewandowski, che dopo aver bombardato di reti l’Hansa Rostok o l’Armenia, all’alba dei trent’anni deve cominciare a dimostrarsi decisivo anche nelle gare che contano (2 reti tra Euro 2012 e 2016). Tanto rumore per nulla

GERMANIA: Khedira, Boateng, Hummels, Müller, Neuer a dir poco arruginiti. Il ct Löw che indebolisce la selezione con scelte, a dir poco, cervellotiche: Brandt poco più di un cameo, Goretzka nemmeno in campo, Sanè nemmeno convocato. Affidarsi agli stessi senatori dopo una vittoria mondiale ha già dimostrato non pagare (vedi Italia 2010 o Spagna 2014). Evidentemente le lezioni non vengono studiate. Ripetenti

SAMPAOLI: In attesa della solita agiografia acritica in tema di calcio sudamericano, il “mago” Sampaoli riesce nell’impresa di disinnescare Messi, arrivando laddove solo il Tata Martino era giunto. Mascherano è ormai impresentabile a questi livelli ma, pare, comandi più dell’allenatore. Che già ha fatto fuori Icardi e panchinato Dybala. Arridatece Sabella! Agnostico

LA FEDERCALCIO ITALIANA: il nulla dopo la tempesta. Eliminato Tavecchio (il male assoluto!) ci regalano un finale di stagione da incorniciare in quanto ad idiozia. Prima il valzer sui playoff di B, conclusi in modo indegno dai giocatori del Frosinone. Poi la follia di Reggiana-Spezia. Poi ancora le amichevoli ammazza-ranking contro Francia, Argentina e Inghilterra. Infine la scelta scellerata di issare come partner privilegiato un’eccellenza mondiale come l’Arabia Saudita. Ottimo Fabbricini. Il vuoto

IL CORRIERE DELLO SPORT: Il titolo dedicato a Leonel Messi si commenta da solo. Capre

PROMOSSI

IRAN e GIAPPONE: 24 giugno 2010 è la data dell’ultima vittoria asiatica ad un Mondiale: Giappone-Danimarca 3-1. Dopo allora, Mondiali 2014 compresi, zero vittorie. In Russia, paese a cavallo tra Europa ed Asia, sono già due le vittorie per le squadre d’oriente. Bello l’Iran, giovane e rognoso. Bello anche il Giappone, talentuoso e affascinante. Faranno strada? Il sole sorge ad est

DENIS ČERYŠEV: Si alza dalla panchina e segna due reti, lanciando la squadra di casa alla netta vittoria contro l’Arabia Saudita, segnando dopo 11 gare i primi gol in nazionale. Per l’esterno del Villareal un esordio con i fiocchi. Profeta in patria

INGHILTERRA: la squadra che ha mostrato il gioco più fluido e spettacolare. Ha un’età media molto bassa e questo potrebbe rivelarsi un inghippo quando il gioco si farà duro, ma al momento paiono i più brillanti, con un bomber vero. BrexIN!

DRIES MERTENS: il più bel gol del mondiale, ad oggi. E un impatto da campione vero, per un talento che ad oggi non aveva ancora avuto un impatto così importante in manifestazioni internazionali. DeLa si lustra gli occhi e con lui tutta Napoli. Ciro, Ciro, Ciroooo!!

LE DIFESE: Islanda, Iran, Tunisia, Panama, Egitto. “Piccole” con enormi capacità tattiche e organizzative. Fino ad ora è il mondiale della fase passiva. Tutti dietro alla palla, linee strettissime, palloni sporcati in ogni zona del campo. Tutti dietro

CRISTIANO: semplicemente unico. Mostro

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