Mongolia: Erchim

Erchim, solo Erchim. Una Khurkhree National Premier League dominata in largo e in lungo, dall’inizio alla fine per la squadra che raggiunge la “stella” dopo 10 campionati vinti, nelle ultime venti stagioni (da quando nel 1996 si inaugurò il primo campionato professionistico mongolo).

Un dominio costante sul campo di gioco dimostrato da un dato inequivocabile: 17 vittorie in 18 gare (unica sconfitta alla quarta giornata contro il Khoromkhon). I biancorossi possono contare sull’asse portante della nazionale, tra il portiere Ariunbold Batsaikhan, i difensori Tuguldur Galt e Tserenjavyn Enkhjargal, i centrocampisti Oyuunbatyn Bayarjargal e Tuguldur Erdeniin,  oltre che su una colonia straniera tra le più forti, con il veterano serbo Miloš Perišić (quarto titolo per lui, ma al passo d’addio), con il connazionale Nikola Djuričić e con i giapponesi Shuta Ishino e Matsuki Maru. In particolare Ishino (ex Fujieda MYFC ed FK Berane, squadra montenegrina) è stato grande protagonista della stagione, con ben 27 reti in 18 gare, capocannoniere a pari merito con il bomberone del Khangarid Mijiddorj Oyunbaatar, appena diciannovenne (classe 1996).

Proprio il Khangarid, squadra di Erdenet, è stata la squadra che più di ogni altra si è avvicinata all’Erchim, chiudendo al secondo posto. Tra i giocatori più interessanti messi in mostra c’è anche il centrocampista Altansükhiin Erdenebayar. Staccatissime tutte le altre. Terzo il Khoromkhon del trinidadese Akil Pompey, uno degli stranieri più popolari fra le steppe di Gengis Khan.

L’Ulaanbaatar University (che schiera due stranieri veterani, il canadese coloured Ryan Fante e il giapponese Yousuke Minami: sempre solide le loro prestazioni) chiude al quarto posto, confermando sostanzialmente la buona posizione della stagione precedente. La vera sorpresa è il Deren, che in linea con il “progetto giovani” messo in piedi dal mister serbo Vojislav Bralušić e dall’ex capitano della nazionale Bysalgalan Garidmagnai, chiude con ben 14 punti in più rispetto alla scorsa stagione (erano appena 9 nel 2015) e occupa l’ultima posizione della parte destra della graduatoria.

Salvezze comode ma stagioni estremamente deludenti per l’FC Ulaanbaatar, il Selenge Press e l’Ulaanbaatar City. I biancorossi dell’FC UB, secondi appena un anno fa, nonostante l’allenatore giapponese Jan Fukuda (ex giocatore del team) e la colonia nipponica in campo (Hashairo Ogino e Tomoya Kasiwagi) e un buon attaccante come Bayasgalan Amarbayasgalan, si conferma una delle squadre più incostanti della Lega. Delude ancora il Selenge Press. Capitan Murun Altankhuyag, il primo calciatore mongolo professionista, non ha saputo guidare la sua squadra oltre al settimo posto, nonostante una batteria di “legionari” di tutto rispetto, da Taku “little wizard” Hoshida a Joan Victor.

In crescendo la stagione dell’Ulaanbaatar City, partito con obiettivi ambiziosi si è immediatamente perso tra una gestione societaria discutibile (tre cambi di allenatore in pochi mesi, chiudendo con il malagueño Rodrigo Hernando, che ha radicalmente migliorato le prestazioni del team) e una rosa probabilmente non competitiva (molti giocatori all’esordio nella massima divisione). Si salvano in pochi, tra i quali il nostro Giacomo Ratto, portiere e primo italiano a giocare da quelle parti. Sicuramente positiva la sua stagione. La proprietà è però in corsa per costruire il primo stadio al coperto di tutta la Mongolia, grazie ai fondi FIFA. Sarebbe un passo storico per il football tra le steppe.

Chiudono la classifica e retrocedono nella 1st League il Bayangol di Paul Watson, una squadra al confine tra esperimento sociale e scuola calcio, e l’Ulaanbaatar Mazaalaynuud, squadra materasso per eccellenza del calcio mongolo. Il Mazaalaynuud ha infatti chiuso all’ultimo posto in sei stagioni e al penultimo in altre tre nei dodici campioniati in cui ha militato nella Lega. Unica stagione da incorniciare fu quella del 2010 quando arrivò addirittura ad un passo dal titolo, perdendo la finale di playoff contro il Khangarid per 2-1. Quest’anno, primo con le retrocessioni, però è senza possibilità di replica per i “materassai”.

Nella prossima stagione troveremo ai nastri di partenza anche l’Athletic 220 e il Goyo che hanno trionfato nella 1.st League, Nell’Athletic sono da segnalare i 13 gol di Mark Kubin e i 12 di Munk-Erdene. Occhio anche al bomber Tsopmonbaatar, 24 reti con la maglia dei “turchi” del Beşiktaş JK, potrebbe diventare un nome caldo per la prossima stagione.

Per commentare la stagione abbiamo raggiunto il nostro Giacomo Ratto che ha commentato la sua prima stagione mongola: “qui c’è talento, serve solo un’organizzazione e una professionalizzazione. Personalmente sono contento della mia stagione, ho fatto molto bene tanto che la federazione mi ha chiesto di rimanere a fare da preparatore dei portieri della nazionale e mi hanno detto che sono il portiere più forte sia mai passato da queste parti”.

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