di Giuliano Bifolchi

BAKU – Oggigiorno le società multiculturali non rappresentano più una novità, ma sono una realtà che si sta sempre più affermando; anche l’Italia può oramai essere definita una società multiculturale a seguito delle diverse ondate migratorie che hanno coinvolto il nostro paese ed hanno modificato la nostra società vedendo comparire cittadini di diverse culture e fedi religiose.
Con il recente fenomeno migratorio dovuto alla situazione di insicurezza in Medio Oriente e Nord Africa è sempre più chiaro che l’Italia si trasformerà in una società dove il multiculturalismo sarà l’elemento essenziale; sfortunatamente il nostro paese non sembra ancora pronto per poter rispondere dal punto di vista istituzionale, ma anche sociale, al cambiamento che sta avendo e quindi potrebbe essere utile trovare le soluzioni ai tanti problemi che può avere una società multiculturale nelle esperienze e pratiche di quei paesi che hanno fatto del multiculturalismo un elemento caratterizzante e di forza.
Visita Chiesa Cattolica di BakuTra questi figura proprio l’Azerbaigian, Stato della regione del Caucaso meridionale il quale può essere definito un vero melting pot grazie alla composizione variegata della sua popolazione rappresentata da differenti culture, minoranze etniche e confessioni religiose. Proprio di Azerbaigian, ed anche Marocco, si è parlato il giorno 28 ottobre 2015 presso l’Università Lateranense di Roma durante la conferenza dal titolo “Multiculturalismo e pluralismo religioso come valori: la pratica della libertà religiosa in Marocco e Azerbaigian” alla quale hanno partecipato l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, S.E. Vaqif Sadiqov, l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub, il Rettore della Pontificia Università Lateranense, Mons. Enrico Dal Covolo, e sono intervenuti Pasquale Ferrara, Segretario generale Istituto Universitario Europeo di Firenze, Lubomir Zak, Docente Introduzione e Storia della Teologia – Pontificia Università Lateranense, Benedetto Ippolito, Professore di Storia della Filosofia – Terza Università Roma grazie alla moderazione di Alessandro Meluzzi, psichiatra e psicologo, con l’obiettivo di analizzare due sistemi di governo che potrebbero essere presi a modello dall’Italia per risolvere alcune dei propri problemi.
Centro Multiculturalismo Baku 2Con l’intento di approfondire la tematica del multiculturalismo e delle politiche adottate dall’Azerbaigian in tale materia abbiamo incontrato i rappresentanti del Centro Internazionale del Multiculturalismo di Baku, organizzazione istituita dal Governo azerbaigiano con l’obiettivo di implementare progetti volti alla tutela ed all’insegnamento del sistema multiculturale che il paese è stato in grado di delineare.
Di grande interesse è il progetto sviluppato dal Ministro dell’Istruzione azerbaigiano in collaborazione proprio con il Centro del Multiculturalismo e con la Baku Slavic University che ha visto come obiettivo quello di promuovere il multiculturalismo dell’Azerbaigian all’estero interessando paesi come Italia, Bulgaria, Bielorussia, Russia, Georgia, Portogallo, Lituania, Repubblica Ceca con il fine di erogare insegnamenti all’interno di un corso universitario, e poi organizzare una Summer School in Azerbaigian, che potessero promuovere le politiche adottate dal Governo di Baku e favorire la maggiore conoscenza e comprensione del paese caucasico.
Meeting Centro Multiculturalismo BakuLo scorso anno si è svolta la prima edizione di questo progetto, chiamato Azerbaijani Multiculturalism, che ha interessato anche l’Italia la cui seconda edizione ha preso il via proprio in questi ultimi giorni di ottobre grazie alla presenza a Roma presso l’Università La Sapienza di Irina Kunina, professoressa associata nel Dipartimento di Diplomazia e Politica Estera presso la Baku Slavic University e rappresentante del Centro di Baku.
Dopo l’esperienza di Roma la professoressa Kunina ha potuto evidenziare come “inizialmente gli studenti hanno mostrato una conoscenza superficiale e limitata dell’Azerbaigian e le uniche nozioni specifiche erano legate al conflitto del Nagorno-Karabakh oppure alla presenza delle risorse energetiche nel paese caucasico; con il proseguire delle lezioni, però, gli studenti sono stati coinvolti maggiormente alle dinamiche storiche e socio-culturali dell’Azerbaigian riconoscendo il nostro paese come uno dei più tolleranti a livello mondiale”. Riportando le parole di Francesca Ecuastre, studentessa della Sapienza che ha preso parte alle lezioni tenute dalla professoressa Kunina, è possibile notare il piacere avuto nel partecipare a tale programma ed il grande interesse suscitato nel conoscere e comprendere l’articolo 18 della Costituzione della Repubblica dell’Azerbaigian il quale garantisce uguaglianza tra i cittadini senza distinzione di fede religiosa o di appartenenza etnica.
Anche Daniel Pommier, Presidente dell’Associazione Giovani Studiosi Azerbaigian e Caucaso e docente del corso di Storia delle relazioni internazionali presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università La Sapienza che ha ospitato il corso sul multiculturalismo azerbaigiano, ha commentato positivamente il progetto sottolineando come le lezioni non abbiano avuto l’obiettivo di fornire una conoscenza dei fatti, ma invece si siano concentrate sui diversi aspetti culturali ed umanitari presenti all’interno dell’arte, della letteratura, della storia e delle scienze politiche.
Centro Multiculturalismo Baku 3Durante l’incontro con i rappresentanti del Centro, Nariman Gasimoglu, Direttore del Dipartimento di Studi Analitici, ha voluto porre l’accento sulla politica varata dal Governo azerbaigiano che prevede l’introduzione all’interno del sistema legislativo della protezione dei diritti delle minoranze etniche, religiose e culturali; un esempio di questa politica è dato dalla promozione all’interno delle scuole del paese delle lingue minoritarie per poter permettere la loro preservazione e la conoscenza da parte delle nuove generazioni.
Secondo Gasimoglu, “L’Azerbaigian ha una composizione sociale variegata rappresentata non solo da cittadini azeri ma anche da georgiani, armeni, turchi, a cui si uniscono minoranze tipiche del Caucaso ed attualmente europei. L’Azerbaigian non è imbarazzato da questa composizione multietnica e multiculturale e non guarda al proprio paese come un territorio esclusivo per la popolazione di etnia azera, ma invece valorizza la propria storia ed il proprio retaggio culturale che ha visto il passaggio di grandi civiltà ed imperi del passato e la diffusione del Giudaismo, del Cristianesimo ed infine dell’Islam. La Chiesa dell’Albania Caucasica è stata un elemento caratterizzante del nostro territorio in passato e noi siamo fieri del nostro legame con il mondo cristiano che fonda le sue radici fino agli albori del Cristianesimo. Siamo allo stesso modo fieri della minoranza giudaica presente in Azerbaigian oppure dell’Islam, la religione attualmente predominante, sia nella sua variante sciita che in quella sunnita. Inoltre non possiamo negare il nostro passato che ci ha permesso di avere un legame con l’Iran, con la Turchia e con la Russia che vediamo come una ricchezza e risorsa e che ha permesso alla nostra società di strutturarsi in modo da favorire il multiculturalismo ed il pluralismo religioso”.
Pensando all’Italia ed ai problemi che il paese sta avendo recentemente per quel che riguarda la convivenza tra persone di cultura e fede differenti, Nariman Gasimoglu ha dichiarato che “L’Italia in passato non è stato un paese multiculturale ed attualmente deve affrontare questa nuova sfida ed ovviamente si trova ‘disarmata’ anche perché nel vostro paese è fin da sempre esistita una forte cultura italiana caratterizzata dalla lingua a differenza dell’Azerbaigian, paese da tempo multiculturale dove si parlano azerbaigiano, russo insieme alle numerosi lingue delle minoranze caucasiche ed attualmente l’inglese. Parlando della religione e del problema di convivenza tra fedi differenti, alla luce anche del recente fenomeno dell’estremismo religioso, devo dire che una grande influenza nel nostro paese l’ha esercitata il sistema sovietico che durante il XX secolo ha ridotto al minimo la componente religiosa ed ha lasciato una eredità che ha permesso all’Azerbaigian di divenire un paese laico e secolare anche se a maggioranza musulmana dove è possibile praticare ogni confessione religiosa grazie proprio alla tutela ed alla promozione dello Stato.
Per fare un esempio vorrei citare la nuova Chiesa Cattolica dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria presente qui a Baku realizzata nel 2006 dopo la visita del Pontefice Giovanni Paolo II nel maggio del 2002 ed eretta per volere del Presidente con l’intento di colmare il vuoto dovuto alla vecchia chiesa operante dal 1915 al 1931 e distrutta dal regime sovietico. Questa chiesa è il simbolo della nostra apertura verso ogni confessione religiosa e della possibilità per ogni comunità di poter riunirsi in un’area o struttura dedicata.
Per quel che riguarda il radicalismo religioso ovviamente all’interno della società ci sono persone che perseguono l’idea di uno stato basato sulla legge della shari’a in Azerbaigian e che appoggiano o sono vicini all’Iran oppure all’ISIS, ma queste sono una minoranza e non hanno una capacità di influenzare la società. Siamo così aperti al multiculturalismo ed al pluralismo religioso a tal punto che nel nostro paese non esiste una forte distinzione o contrapposizione tra Islam sciita e sunnita ed entrambe le comunità si rispettano”.

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