I deputati del M5S hanno contestato in maniera plateale le norme sui mutui, durante il question time alla Camera. Mentre il governo si accingeva a rispondere ad una interrogazione, i deputati pentastellati hanno innalzato striscioni con la scritta “La casa non si tocca”, sventolandoli fin sotto il banco della presidenza. Il vicepresidente Luigi Di Maio ha richiamato all’ordine diversi deputati, poi ha espulso il deputato Bianchi e sospeso la seduta. Il decreto legislativo sui finanziamenti ipotecari, tartassa i cittadini e premia banche e speculatori. L’atto del governo n. 256, trasmesso alla Camera dal ministero retto da Maria Elena Boschi, modifica alcuni punti salienti del testo unico della Finanza e agevola le vendite forzose degli immobili da parte delle banche. La direttiva europea 2014/17 volta ad aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito, nel nostro paese è stata recepita a svantaggio di questi ultimi. Per velocizzare il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il governo ha cancellato l’articolo 2744 del codice civile che vieta il cosiddetto “patto commissorio” e cioè “il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore”. Ciò significa che le banche potranno entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive. A prevederlo è l’art. 120 quinquiesdecies che al comma 3 recita: “Le parti del contratto possono convenire espressamente al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza”. Renzi e i suoi toglieranno ai consumatori e alle famiglie le poche tutele che ad oggi esistono, incentivando la modifica unilaterale delle condizioni anche ai mutui già erogati, dato che la pattuizione sul trasferimento della proprietà dell’immobile a soddisfacimento del debito può essere introdotta anche in un momento successivo alla stipula del contratto di finanziamento. Il decreto, inoltre, non si limita a cancellare il divieto di “patto commissorio”, ma dà anche la possibilità alle banche di vendere gli immobili a qualsiasi prezzo pur di recuperare i propri crediti. Non è prevista, infatti, alcuna garanzia a favore del debitore, eccetto un generico riferimento nell’articolo 120- quinquiesdecies alla stima effettuata “da un perito scelto dalle parti di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento” e al diritto del consumatore ad avere l’eccedenza (se positiva) tra il prezzo di vendita dell’immobile e il rimborso del debito. Se invece la differenza dovesse risultare negativa (un prezzo di vendita non sufficiente ad estinguere il debito), “il relativo obbligo di pagamento decorre dopo sei mesi dalla conclusione della procedura esecutiva”. Una sciagura per migliaia di famiglie che da un giorno all’altro potrebbero ritrovarsi sul marciapiede, con le loro case vendute “al meglio”. Alle banche, ciliegina sulla torta, è assicurata infine la defiscalizzazione pressoché totale degli importi incassati dalle vendite forzose degli immobili, come stabilito dall’articolo 16 del provvedimento.

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