Arrestato a Napoli il boss della camorra Marco Di Lauro. Era latitante dal 7 dicembre 2004, quando scampò a un blitz noto come la “notte delle manette”. È il quarto figlio del boss Paolo Di Lauro, detto “Ciruzzo o’ milionario”, storico capo del clan di Secondigliano. E’ stato uno dei protagonisti della faida di Scampia. Astuto ed evidentemente ancora forte di una fitta rete di coperture, era diventato “invisibile”, nonostante le decine di segnalazioni che lo voleva di volta in volta in Europa, Asia, Sudamerica ed Emirati Arabi. Negli ultimi mesi si parlava di Dubai come suo blindatissimo e dorato approdo.

Era ricercato per associazione di tipo mafioso e altri reati. Dal 17 novembre 2006 era iniziata la caccia a lui anche in campo internazionale e faceva parte dell’elenco dei latitanti di massima pericolosità. Considerato dagli inquirenti il secondo latitante più pericoloso d’Italia dopo Matteo Messina Denaro. Nel 2010, un collaboratore di giustizia ha indicato il più piccolo dei Di Lauro come mandante di 4 omicidi.

Sul capo di “F4” (così era indicato su degli appunti trovati in un covo), pende anche un processo per omicidio, quello per l’agguato che il 24 gennaio del 2005 costò la vita ad Attilio Romanò, incolpevole commesso di un negozio di telefonia, ucciso per errore nella fase più sanguinosa della faida di Scampia tra il clan Di Lauro e gli “Scissionisti” . Per questo episodio, si attende la fissazione di un nuovo processo di appello dopo l’annullamento della Corte di Cassazione. Il vero obiettivo dell’agguato era Salvatore Luise, nipote del boss degli acerrimi rivali della sua famiglia, Rosario Pariante.

Marco Di Lauro, 38 anni, si trovava in un appartamento in via Scaglione, nel quartiere di Chiaiano, a Napoli. Deve scontare 10 anni per associazione. Il boss non era lontano dalla sua roccaforte, in via Cupa dell’Arco a Secondigliano. Con lui c’era una donna, anche lei portata in Questura.

La zona in cui trovava il boss era sotto la stretta osservazione delle forze dell’ordine. Via Emilio Scaglione è a pochi di chilometri dal quello che era il quartiere generale del clan. Stamane, avuta la certezza che l’uomo era in casa, è scattato il blitz congiunto di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

“Catturato il superlatitante di camorra Marco Di Lauro, grazie a un’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri. Complimenti alle forze dell’ordine, che dopo l’arresto di un terrorista algerino dell’Isis mettono a segno un’altra operazione importantissima. Nessuna tregua ai criminali”. Questo il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Marco Di Lauro non era armato e non ha opposto resistenza”, ha detto il questore di Napoli, Antonio De Jesu. Soddisfazione è stata espressa anche dal comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, colonnello Ubaldo Del Monaco. Le forze dell’ordine sono state coordinate della Dda di Napoli guidata dal procuratore Melillo.

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