Il Presidente cinese Xi Jinping ed il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal si sono incontrati oggi per delineare i contorni della nascente e promettente collaborazione tra i loro paesi. “La Cina e l’Algeria sono fratelli”, ha dichiarato Xi Jinping, sottolineando l’importanza dell’avvenimento, e trovando la gradita risposta della controparte. I due paesi da tempo vantano relazioni amichevoli e già hanno collaborato su più fronti.

Nel febbraio del 2014 la Cina e l’Algeria hanno annunciato il loro partnerariato strategico globale, celebrando così i 55 anni dello stabilmento delle loro relazioni diplomatiche ed il decimo dell’avvio della loro cooperazione strategica. Xi Jinping ha rivolto uno spassionato invito alla controparte algerina affinchè i rapporti tra i due paesi, già oggi molto solidi, possano conoscere un ulteriore ampliamento.

A tal proposito Xi Jinping ha sottolineato come la Cina continuerà nella sua politica di favorire lo sviluppo del grande paese nordafricano, che per Pechino costituisce anche un importante fornitore energetico oltre che un sicuro mercato per i suoi prodotti finiti. Su tale rapporto andrà ad innestarsi una preziosa ed importante collaborazione anche in ambito culturale, mediatico, educativo e medico-scientifico.

In occasione del quindicesimo anniversario del Forum sulla Cooperazione Cina-Africa, Xi Jinping ha anche sottolineato l’importanza che l’Algeria riveste nell’implementare i rapporti tra Pechino ed il mondo arabo ed ancora tra Pechino ed il mondo africano.

Dal canto suo, Sellal ha posto l’accento sull’importanza del sostegno ricevuto nel corso del tempo dal popolo algerino da parte della Cina, aggiungendo che indubbiamente la cooperazione economica conoscerà grandi sviluppi. Sellal si trova in Cina da martedì e ripartirà venerdì: è la prima volta che un primo ministro algerino visita la Cina dai tempi dell’indipendenza raggiunta nel 1962.

In tale occasione, Sellal ha anche indicato come l’Algeria potrebbe svolgere un ruolo strategico nella nuova Via della Seta sostenuta da Pechino per sviluppare i propri rapporti con l’estero e l’Occidente.

Fonte

Filippo Bovo

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