Ancora poche ore e poi oltre 13 milioni di italiani si recheranno alle urne. Si vota in un solo giorno dalle 7.00 alle 23.00 in 1.300 Comuni, 25 capoluoghi di provincia. Lo scrutinio dei voti inizierà subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno, sempre dalle 7.00 alle 23.00.

Con il premier Matteo Renzi che pare interessato unicamente al referendum costituzionale di ottobre, Berlusconi con un partito dimezzato ed una coalizione a geometria variabile e Grillo e il suo giovane direttorio alle prese con i problemi di crescita e radicamento del Movimento e le inevitabili fibrillazioni interne (tra candidati certificati, ripudiati o esclusi), potrebbero registrarsi diverse sorprese.

Le sfide cruciali sono quelle di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari e Trieste. Matteo Renzi, avendo fiutato il pericolo dietro l’angolo, in particolar modo per ciò che potrebbe scatenarsi dopo i probabili flop dei suoi Roberto Giachetti a Roma e Valeria Valente a Napoli e la frenata dell’ex super favorito Beppe Sala a Milano a vantaggio dello sfidante azzurro Stefano Parisi, si è affrettato a dichiarare: “Non è un voto sul governo, la sfida è sul Referendum”.

Tra le grandi città, è indubbiamente Napoli a preoccupare la squadra di governo, al netto dei verdiniani di Ala. I napoletani dovranno eleggere il sindaco, il consiglio comunale, i presidenti delle 10 municipalità e i consiglieri dei 10 consigli municipali. I consiglieri comunali da eleggere sono 40, mentre ogni consiglio di municipalità si compone di 30 consiglieri. Gli elettori sono 788.291.

A contendersi la fascia tricolore, saranno Luigi de Magistris (sindaco uscente) sostenuto da 12 liste; Valeria Valente (candidata del centrosinistra) sostenuta da 11 liste; Gianni Lettieri (candidato civico sostenuto dal centrodestra) sostenuto da 10 liste; Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle); Marcello Taglialatela (Fratelli d’Italia) sostenuto da 2 liste; Luigi Mercogliano (Popolo della Famiglia); Martina Alboreto (Fratelli del popolo italiano); Domenico Esposito (Qualità della vita per Napoli); Nunzia Amura (Partito comunista italiano) e Paolo Prudente (Partito comunista dei lavoratori).

Il favorito è Luigi de Magistris, slegato dai grandi carrozzoni politici ed abile a cavalcare il sentimento antirenziano dei napoletani e la delusione di una parte della base del Pd dopo il discutibile esito delle primarie e la faida tra Valeria Valente e Antonio Bassolino. Tra luci ed ombre, l’ex pm ha avuto la forza di completare il mandato e si prepara a capitalizzare le defaillance del già citato Pd, di Forza Italia che non è riuscita a trovare un nome diverso da quello di Lettieri, già sconfitto 5 anni fa, e del Movimento 5 Stelle che con il fin troppo “morbido” Matteo Brambilla, scelto all’ultimo momento (ha vinto le votazioni online, contestate anche all’interno del Movimento, con il 48 per cento delle preferenze, pari a 276 voti) e “snobbato” anche da Grillo, non appare capace di impensierirlo nella corsa a Palazzo San Giacomo.

“Domenica sera, ha dichiarato qualche giorno fa, de Magistris, raccoglieremo una grande vittoria. Nascerà la repubblica popolare partenopea. Il nostro obiettivo è fare diventare Napoli capitale del Mediterraneo, della cultura, dei giovani, dell’accoglienza, della solidarietà, dell’inclusione e dell’amore”.

Il suo avversario più accreditato in vista dell’eventuale ballottaggio, resta Gianni Lettieri del centro destra che ha guadagnato qualche punto nei sondaggi, facendo calare le probabilità di una vittoria già al primo turno di De Magistris, molto alte fino a qualche settimana fa.

E si fanno sempre più insistenti le voci di una convergenza tra due settimane del Pd su Lettieri, storicamente in ottimi rapporti con Bassolino e tutt’altro che sgradito a Renzi, per sconfiggere il sindaco uscente. Di un patto tra le due forze in campo ha parlato apertamente il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Matteo Brambilla: “Non serve un’alleanza fra Pd e Forza Italia perché fra Valente e Lettieri c’è un’assoluta identità”.

“Forza Italia (in teoria il centrodestra) che supporta Lettieri, ha aggiunto l’ingegnere grillino, ha iniziato il corteggiamento del Pd (in teoria il centrosinistra) abbracciato a sua volta dall’Ala di Verdini(nelle cui fila è candidato il figlio di un presunto boss) giunto a Napoli per sostenere Valeria Valente”.

Ha bypassato diplomaticamente la questione, invece, il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta: “Lettieri andrà tranquillamente al ballottaggio e poi tra lui e de Magistris i napoletani, senza bisogno di inciuci, sapranno per chi votare”.

In prima battuta toccherà all’imprenditore azzurro, poi al Patto del Nazareno.

Ernesto Ferrante

 

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