Nel febbraio del 2015 le forze siriane dislocate a Nord della metropoli settentrionale di Aleppo, già cuore economico e manifatturiero della Siria, con un intenso sforzo offensivo arrivarono a pochi chilometri dalle cittadine di Nubbul e Zahraa, abitate prevalentemente da Sciiti e circondate dai terroristi dalla seconda metà del 2012.

Mancava pochissimo alla liberazione dei due centri abitati quando, calando come locuste dalla frontiera turca migliaia di terroristi addestrati dal MIT di Erdogan e armati e riforniti coi milioni di petrodollari sauditi e qatarioti ricacciarono indietro le avanzanti truppe siriane che si attestarono una ventina di Km dal loro obiettivo.

I militanti di Hezbollah e i combattenti della Forza di Difesa Nazionale di Nubbul e Zahraa hanno atteso un altro anno, respingendo continui assalti da parte dei takfiri cari ad Ankara, Doha, Riyadh e Tel Aviv (e in fondo anche a Washington), settimana dopo settimana, mese dopo mese, sapendo benissimo che se le loro difese avessero ceduto sarebbero diventati le vittime dell’ennesima atrocità wahabita commessa in Siria.

Ora, finalmente, con il contributo dell’Hezbollah libanese, dei Kataeb Hezbollah irakeni (miliziani dotati di proprie truppe corazzate) e dei volontari delle milizie sciite di Harakat al-Nujaba, alcuni dei quali arrivati dal Pachistan, la 4a Divisione Meccanizzata dell’Esercito Siriano, comandata dal fratello minore del Presidente Assad, é riuscita a collegarsi con le cittadine sciite circondate, rompendone l’assedio.

Il risultato si collega con le recenti importantissime vittorie ottenute a Sud e Sud-Ovest del centro città, nonché ad Est, con la liberazione della base aerea (anch’essa a lungo circondata) di Kuweires e col successivo allargamento della zona-cuscinetto attorno ad essa, che ha messo in pericolo roccaforti terroristiche come Al-Bab e Deir Hafer.

Per questo successo l’aiuto iraniano (che ha supervisionato e indirizzato l’afflusso dei rinforzi irakeni, libanesi e sciiti in genere) e russo (con intensissimi, puntuali e precisi raid aerei sulle colonne logistiche dei takfiri) é stato fondamentale. Grazie ai suoi sinceri e fedeli alleati la Siria ha colto la vittoria che poco più di un anno fa l’arroganza delle potenze della NATO e dei regimi reazionari del petrolio le aveva negato.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome