A partire da oggi, la frase “ce lo chiede l’Europa” farà sicuramente meno paura. L’esplosione collettiva di gioia nella sede di Syriza dopo la diffusione dei primi sondaggi sull’esito del referendum chiesto dal premier Alexis Tsipras per conoscere la volontà del popolo ellenico sulle proposte lacrime e sangue dei creditori di Atene in cambio di ulteriori finanziamenti, è un grido di battaglia contro i banksters che hanno rubato dignità e sovranità alla Grecia. In base ai primi voti scrutinati (l’11,51%), il no sarebbe avanti al 60,2%.
“Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa”, aveva dichiarato qualche ora fa il premier ellenico dopo aver votato, “perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo”.
Ed il popolo greco ha dimostrato che esiste un’Europa viva e pensante, orgogliosa e fiera che vuole spezzare le catene del debito e dell’usura. In attesa dei risultati definitivi, si rincorrono voci di incontri e di nuovi ed immediati scenari. Stasera si dovrebbe tenere una riunione tra il ministro delle Finanze Varoufakis e la Banca di Grecia che sarebbe pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza alla Bce. La Merkel che non è riuscita a trattenere la sua rabbia nelle scorse ore, accusando Tsipras di voler portare il paese contro un muro, domani volerà a Parigi da Hollande. E’ saltato, invece, l’incontro programmato per domani dai ministri dell’eurogruppo. Lo riferiscono fonti ufficiali dell’Eurozona. Tutti i sondaggi delle tv greche danno il No in vantaggio sul Sì nel referendum. Ant1 dà il No al 51% contro il 37% di Sì. Mega dà il No al 51,5%, il Sì al 48,5%; Skai il No al 52% contro il 48% di Sì, mentre Star dà il No al 49% ed il il Sì 46%. Secondo la tv greca Ant1 l’affluenza al referendum è stata attorno al 65%. Il quorum necessario per la validità della consultazione, del 40%, è stato ampiamente superato. All’appuntamento con la storia, il popolo greco ha risposto “presente”.

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