L’8 settembre, all’apertura dei Giochi Paralimpici di Rio, la squadra bielorussa portava la bandiera russa in solidarietà con gli atleti che sono stati esclusi dai Giochi per decisione del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC).

La bandiera russa è stata portata dal funzionario sportivo Andrey Fomochkin, un famoso atleta. Anche se non gli è stato permesso di portare la bandiera fino alla fine dello stadio, il messaggio simbolico è stato consegnato: la squadra della Bielorussia ha mostrato la propria solidarietà con gli atleti russi esclusi dalla partecipazione ai Giochi Paralimpici.

L’IPC aveva precedentemente annunciato che portare la bandiera russa sarebbe stato considerato una “protesta politica”, ed aveva minacciato gli atleti di incorrere in contromisure specifiche. Questa affermazione, volta a scoraggiare la squadra Bielorussa dal compiere questo gesto, ha in realtà aumentato l’antipatia verso gli Stati Uniti in Russia ed in Bielorussia.

Molti osservatori pronosticavano una severa punizione per squadra bielorussa da parte dell’IPC, aspettandosi che la nazionale del Paese fosse privata del diritto di partecipare alle Paralimpiadi. Tuttavia, la soluzione a questa faccenda è stata una sorpresa: la mattina del 9 settembre, si è saputo che alla partecipazioni dei giochi di Rio sarebbero mancati solo due membri della delegazione bielorussa: Fomochkin stesso ed un altro rappresentante del paese.

Nel frattempo, in Bielorussia ed in Russia ha già preso il via un’ondata di indignazione per le azioni dei funzionari dello sport degli Stati Uniti. Il presidente bielorusso Lukashenko ha sostenuto le azioni della sua delegazione. A sua volta, il presidente Putin ha espresso la sua ammirazione per l’azione di Fomochkin. Sui social network di Russia e Bielorussia si leggono molte pubblicazioni a sostegno del funzionario sportivo e suggerimenti a Putin di insignirlo come protagonista dell’Ordine dell’Amicizia.

L’incidente della rimozione del team paralimpico russo è stato una conseguenza della politica anti-russa della WADA e dell’IPC. Le azioni di queste organizzazioni, per via del rifiuto di atleti disabili, hanno indignato anche Donald Trump.

Ma la Russia non ha lasciato cadere nel vuoto la rimozione del suo team paralimpico. L’8 settembre, in contemporanea con l’apertura dei Giochi Paralimpici di Rio, nei pressi di Mosca ha avuto luogo l’apertura dei Giochi alternativi, con la partecipazione degli atleti della squadra russa.

Le Paralimpiadi alternative si svolgono in Crimea. Come riportato da diverse fonti russe (vesti.ru, sport-express.ru, gazeta.ru etc.), nei primi due giorni dall’inizio dei Giochi alternativi, la squadra russa ha superato numerosi record mondiali. L’atleta russa per il salto in lungo, Alexandra Moguchaya, ha saltato 20 centimetri più in là rispetto all’atleta dalla Nuova Zelanda, Anna Grimaldi, che si è guadagnata l’oro ai Giochi Paralimpici di Rio. Nel nuoto, Sergei Sukharev e Anna Krivshina hanno superato il record mondiale nella categoria di stile libero, 50 metri in 27.66 e 27,22 secondi, rispettivamente; altri record superati dalla squadra russa sono stati nell’atletica, nella sparatoria, nella corsa e nel lancio del giavellotto. Questi record, tuttavia, non verranno ufficialmente riconosciuti per via dello status informale della competizione.

Non vi è ragione di credere che la Russia sosterrà più finanziariamente la WADA, mostratasi di parte e nemica di Mosca, ma creerà invece delle strutture sportive alternative alle quali vogliono partecipare anche altri Paesi.

Il mondo è sempre più bloccato, mentre il tradizionale spirito olimpico internazionale si è ormai spento.

Silvia Vittoria Missotti

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Reporter di politica russa interna ed estera. Vive in Russia dal 2014.