Parigi, manifestante all'Arco di Trionfo. Foto AFP.

Se qualcuno s’aspettava che la mobilitazione dei Gilet Gialli si sarebbe progressivamente arenata o indebolita dinanzi all’atteggiamento sordo ed oltranzista del governo francese, ebbene, costui si sbagliava. Anche oggi, infatti, a Parigi i Gilet Gialli provenienti da tutto il paese si sono ritrovati per dare vita ad una nuova e grande manifestazione, contro cui ben presto s’è scontrato l’apparato di polizia del governo.

Numerosi sono stati infatti gli scontri, che tuttora non accennano a finire, dall’Arco di Trionfo fino ai quartieri più periferici. Intorno all’Avenue Foch si possono vedere auto in fiamme, e tra queste vi è pure la berlina di rappresentanza di un’ambasciata, che è stata rovesciata e data alle fiamme. Altre macchine in fiamme si trovano nell’Avenue de Friedland e nella Rue de Tivoli. Gli ultimi dati della prefettura parlano al momento di 92 feriti, fra cui almeno 11 agenti di polizia, ma il numero è in costante e robusto aumento, insieme a quello dei fermi, pari a 205.

Secondo le autorità e numerosi media nazionali allineati al governo, fra i Gilet Gialli si sarebbero intrufolati i cosiddetti “casseurs”, provocatori provenienti dalle frange più estremiste. Va notato come, da giorni, allo scopo proprio di delegittimare il movimento di protesta, tali fonti insinuino l’esistenza di una sua contiguità con l’estrema destra. In contemporanea, elementi violenti hanno tentato d’approfittare della situazione per dar luogo a gravi atti di teppismo finalizzati a rovinare proprio la reputazione e la legittimità della protesta. Per esempio, nei Grands Boulevards sono state assalite filiali bancarie e saccheggiati negozi, mentre l’Arco di Trionfo è stato oggetto di “vandalismo”. Anche un palazzo nelle immediate vicinanze è stato invaso e dato alle fiamme.

Il premier Eduard Philippe ha dichiarato nel corso del pomeriggio che vi sarebbero in tutto il paese manifestazioni organizzate da non meno di 36mila manifestanti, dei quali 5500 a Parigi. Tali numeri, tuttavia, sembrano verosimilmente piuttosto bassi, sebbene in forte risalita a quelli che erano stati dichiarati per la manifestazione di una settimana fa. Non a caso al Ministero dell’Interno è in atto, proprio in queste ore, una riunione di crisi, mentre il Presidente Emmanuel Macron si trova in Argentina, al G20 di Buenos Aires. Ieri, il premier Philippe aveva incontrato, senza esiti, i rappresentanti dei Gilet Gialli, che avevano poi abbandonato in anticipo la riunione, risoltasi in un nulla di fatto.

Quella di oggi è la terza manifestazione dei Gilet Gialli contro il carocarburante ma frutto anche e soprattutto della rabbia accumulata da anni di politiche pagate sempre dai ceti popolari più deboli. Già prima delle nove del mattino vi erano stati i primi tafferugli contro le forze dell’ordine, presenti in gran forze nel centro della Capitale, contro la manifestazione che non aveva ricevuto nessuna autorizzazione. Solo a Parigi sono stati così mobilitati non meno di cinquemila agenti, con gli Champs-Elysees chiusi al traffico veicolare ed accessibili soltanto ai pedoni.

Secondo le ultimissime notizie, anche le manifestazioni nel resto del paese starebbero mettendo fortemente sotto pressione le forze di polizia. A Nantes, per esempio, per ragioni di prudenza è stato bloccato l’aeroporto.

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