In Francia siamo ormai alla quinta settimana di scontri a Parigi tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Le parole di Macron in televisione, all’inizio della settimana, come sappiamo non sono servite a granché. Nessuno gli crede, e la volontà dei Gilet Gialli di non cedere è sempre più palese.

L’attentato di Strasburgo, com’è stato facilmente intuibile già a pochi minuti dal suo avvenimento, è servito ai media e alla politica europee per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dalla grave situazione francese, che stava cominciando ad espandersi anche in altre parti d’Europa (ad esempio a Bruxelles), al solito “spauracchio” del fondamentalismo musulmano di matrice ISIS oggi, al Qaeda ieri. In questo modo, nel giro di un sol giorno, il grosso delle persone ha dimenticato le scene dei carri armati e dei blindati con la bandierina europea sulla corazza che sfilavano per Parigi, a schiacciare la protesta dei manifestanti. Oggi, però, si ricomincia da capo.

Oggi le prime tensioni si sono create quando alcuni gruppi di Gilet Gialli, che marciavano verso l’Eliseo, hanno tentato d’aggirare il blocco predisposto dalle forze dell’ordine presso gli Champs-Elysees passando attraverso le strade laterali, in direzione del Trocadero. I manifestanti avrebbero, secondo le ricostruzioni dei media, acceso dei fumogeni, e per tutta risposta la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni.

Nel frattempo giunge la notizia che una donna sarebbe rimasta uccisa nella Nazionale 2, a nord est di Parigi, secondo quanto confermato anche da Radio France Bleu Picardie. Secondo le testimonianze, mentre era in moto col suo compagno, sarebbe rimasta travolta poco prima di un posto di blocco creato dai Gilet Gialli, mentre stavano facendo inversione di marcia, da parte di un’auto che sopraggiungeva nella direzione opposta. L’ottava vittima, invece, s’è avuta in prossimità della frontiera col Belgio, ad Erquellinnes, anche in questo caso per un incidente non voluto.

A Parigi, invece, la situazione pare per il momento “sopportabile”. I manifestanti, respinti coi lacrimogeni dalla polizia fra l’Arco di Trionfo ed il Trocadero, si sarebbero messi in piedi, in massa, con le mani giunte sulla testa, a richiamare le foto scandalose degli studenti che la scorsa settimana erano stati costretti ad inginocchiarsi e ad umiliarsi dinanzi alla brutalità delle forze dell’ordine. Il fatto, avvenuto a Mantes-la-Jolie come in altre località francesi, continua tuttora a destare un profondo scandalo nell’opinione pubblica nazionale.

In ogni caso, data la situazione di relativa calma, una parte degli Champs-Elysees è stata riaperta al traffico veicolare. Duecento manifestanti si sono limitati a cantare la Marsigliese, senza tuttavia ostacolare il ripristino del traffico, tant’è che anche l’Etoile, la grande rotatoria intorno all’Arco di Trionfo, alla fine è stata riaperta al traffico. Stando ai dati della Prefettura, i fermi oggi sarebbero solo una ventina, e 64 le identificazioni, contro le 500 di una settimana fa.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.