L’eurodeputato Piernicola Pedicini, vicepresidente del “Movimento 24 agosto – Equità territoriale”, ha denunciato pubblicamente l’esistenza di un patto trasversale tra i partiti italiani, che ha portato i loro deputati al Parlamento Europeo a votare a favore della politica agricola comune (PAC) per il 2023-2027.

“Piuttosto che utilizzare un terzo del bilancio dell’UE (parliamo di quasi 387 miliardi di euro) per contrastare i cambiamenti climatici e supportare i piccoli agricoltori, spiega Pedicini, l’accordo finale preferisce mantenere lo status quo. Le più potenti lobby dell’agro-business – quelle che per intenderci promuovono le coltivazioni intensive a base di pesticidi chimici e fertilizzanti – sono riuscite a spuntarla grazie all’appoggio di governi e deputati che sono al loro servizio”.

L’europarlamentare iscritto al Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, non risparmia nessuno: “Tutti i paladini della giustizia italiani, quelli che dicono di stare dalla parte del popolo: Pd, Forza Italia, M5S, Fratelli d’Italia ad eccezione di una manciata di deputati, hanno votato a favore della nuova Politica agricola comune. Mentre la Lega si è astenuta sull’Organizzazione Comune dei Mercati agricoli. I partiti italiani purtroppo continuano a sostenere le ragioni delle lobby, non quelle dei cittadini. Ricordatevelo alle prossime elezioni”.

I rappresentanti italiani del partito unico che in Italia sostiene Draghi, hanno perso un’altra buona occasione per difendere i piccoli agricoltori di casa nostra. Se si esclude qualche caso isolato, non si ricordano levate di scudi o azioni forti invocare misure che aumentino la trasparenza di processi e prodotti, attraverso l’obbligo dell’etichettatura d’origine, e garantiscano competitività agli agricoltori italiani sul piano europeo e mondiale, applicando il concetto della reciprocità negli standard produttivi. E’ assolutamente necessario che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali dei nostri supermercati, vi sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. E sul fronte interno occorre un Piano Strategico Nazionale per la crescita e lo sviluppo che garantisca sostegni economici congrui all’attività agricola.

Le lobby dell’agro-business, cannibalizzando centinaia di imprese, distruggono storie, tradizioni e disciplinari. Ma probabilmente questo aspetto è sfuggito a chi ha preferito salire sul carro del vincitore, anche al Parlamento europeo.

Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica