Valeria Valente ha battuto Antonio Bassolino. L’allieva ha superato il maestro nella corsa di primavera a sindaco di Napoli. La coordinatrice in Campania di “Rifare l’Italia”, la corrente del Pd che fa capo a Roma al presidente del partito Matteo Orfini e al ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha solo 39 anni ma già tante stagioni della politica alle spalle. Nel 1997 è stata eletta per la prima volta consigliere comunale. Rieletta nuovamente nel 2001, è entrata in giunta nel 2006, come assessore di stretta osservanza bassoliniana alle Pari opportunità e al Turismo della giunta presieduta da Rosa Russo Iervolino. Erano gli anni dello strapotere di Re Antonio e del patto d’acciaio con Donna Rosetta e la giovane Valeria era parte di un sistema di potere che il Pd renziano giudica oggi come il “vecchio” da consegnare ai cassetti polverosi della politica.

Con l’uscita di scena dei suoi maestri, la Valente da comprimaria è diventata protagonista. Eletta nel 2011 coordinatrice delle donne democratiche della Campania, nel dicembre 2012 ha partecipato alle “parlamentarie” dei dem e, nel febbraio del 2013, è stata eletta deputata nella circoscrizione Campania I. Nel parricidio elettorale di ieri, è stata sostenuta dall’intero apparato del Pd compresi i fedelissimi del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Ma la vittoria è stata tutt’altro che larga. Ha prevalso con 13.419 voti, pari al 43,7% dei votanti. Al secondo posto Antonio Bassolino con 12.967 voti (42,2%). Terzo Marco Sarracino con 3.266 (10,6%); quarto Antonio Marfella con 1.044 voti, pari al 3,4%. La distanza tra lei e Bassolino è stata di appena 452 voti. I dati sono stati annunciati dal presidente della commissione di garanzia del Pd di Napoli, Giovanni Iacone. “È un nuovo inizio, la città ha scelto di guardare avanti, ha deciso di dare fiducia a una nuova classe dirigente. Ora avanti tutta per battere de Magistris, il centrodestra e gli altri avversari”, ha affermato in preda alla gioia la “giovane turca”, lanciando il guanto di sfida all’attuale sindaco di Napoli: “Dobbiamo riprenderci Palazzo San Giacomo”. Duro il commento del primo cittadino partenopeo: “La Valente non è espressione di rinnovamento politico. Nasce da una esperienza bassoliniana, di cui ancora paghiamo le conseguenze. La mia campagna elettorale inizia il 2 maggio. Il risultato di ieri ci stimola ad andare avanti”. Una partecipazione, quella registrata alle primarie, che de Magistris liquida così: “E’ andata a votare gente importante ma non sono grandi numeri. Non c’è stata massa di popolo, sono state primarie di partito. Abbiamo un candidato del partito che diventa avversaria con circa 12-13 mila voti”.

Un consenso non enorme su cui si sono addensate già le prime nuvole minacciose. A Scampia, Piscinola e San Giovanni a Teduccio, a quanto pare, sarebbero state riscontrate diverse irregolarità, riprese dalle telecamere di Fanpage.it. Diversi consiglieri comunali e municipali sono stati filmati all’esterno dei seggi, mentre fornivano ai votanti il denaro necessario (1 euro) per esprimere la preferenza per la Valente. Onore delle armi per Antonio Bassolino da parte della vincitrice, con un invito ad accompagnarla verso Palazzo San Giacomo: “Bassolino ha fatto una bella campagna elettorale e ha combattuto come un leone; adesso cerchiamo di averlo al nostro fianco nella battaglia per riconquistare Palazzo San Giacomo. Mi ha scritto un sms e gli ho risposto che faremo questa battaglia insieme. Conosco la sua serietà; sarà sicuramente dei nostri. Alle elezioni non temo nessuno, ma ci confronteremo con tutti e siamo sicuri di potercela fare”. “Il nostro avversario, conclude l’ex assessore iervoliniano, resta innanzitutto il centrodestra e avversiamo anche De Magistris, per la cultura di cattivo governo che ha dimostrato in questi cinque anni. Lavorerò per verificare se ci siano le condizioni per allargare la mia coalizione guardando a sinistra e anche al centro”.

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