Le Isole Salomone hanno scompaginato i piani nel Pacifico di Stati Uniti ed Australia, firmando un patto di cooperazione in materia di sicurezza con la Cina. Il Paese insulare ha subito pressioni dai suoi tradizionali alleati affinché rifiutasse l’accordo con la Cina, la cui influenza nella regione continua a crescere.

Il leader delle Isole Salomone ha detto al suo Parlamento che il patto non pregiudicherà “la pace e l’armonia della regione”. Ciò non ha attenuato le preoccupazioni di Stati Uniti ed Australia per il possibile allestimento di una base navale cinese a soli 2.000 km dall’Australia.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha dichiarato il 19 aprile – il giorno in cui è stato annunciato il patto – che la cooperazione includerà “il mantenimento dell’ordine sociale, la protezione e la sicurezza delle vite e dei beni delle persone, l’assistenza umanitaria e la risposta ai disastri naturali, per aiutare le Isole Salomone a rafforzare lo sviluppo delle proprie capacità e salvaguardare la sicurezza”.

Secondo un rapporto dell’Associated Press, il giorno dopo il primo ministro Mannesseh Sogavare ha detto al suo Parlamento a Honiara che consentirà alla Cina di inviare polizia e personale militare alle Isole Salomone “per aiutare a mantenere l’ordine sociale”. Anche le navi da guerra cinesi potrebbero fermarsi nel porto per “rifornimento logistico”.

Sogavare ha insistito sul fatto che il patto non avrebbe permesso alla Cina di costruire una base militare (una preoccupazione sorta dopo che una bozza di copia è trapelata online a fine marzo) ed ha affermato con forza il diritto del suo Paese a una politica estera indipendente.

I diplomatici cinesi corteggiano Sogavare da anni e lui ha ricambiato rafforzando i rapporti con la superpotenza asiatica, compresa la decisione di trasferire il riconoscimento diplomatico del paese a Pechino da Taipei nel settembre 2019.

Quel cambiamento è stato uno dei fattori della crescente agitazione interna tra il governo di Sogavare e la provincia di Malaita, in cui risiede un terzo della popolazione complessiva della nazione (650.000 abitanti). Daniel Suidani, che guida Malaita, è stato un accanito critico del passaggio alla decisione di tagliare i rapporti diplomatici con Taiwan.

L’anno scorso, i manifestanti anti-cinesi hanno chiesto le dimissioni di Sogavare, stando a quanto ha riferito l’emittente australiana, mentre l’Herald delle Isole Salomone ha affermato che i negozi nella Chinatown della capitale sono stati saccheggiati e danneggiati.

Sogavare ha chiesto che le truppe australiane aiutassero a sedare i disordini anche se accusava “altre potenze” di incoraggiare il sentimento anti-cinese. Pochi mesi dopo è arrivato il patto di sicurezza con la Cina.

La Cina ha cercato a lungo di rafforzare la sua presenza nell’Asia-Pacifico, anche costruendo la sua marina e costruendo strutture militari sulle isole contese nel Mar Cinese Meridionale.

I falchi di guerra in Australia e negli Stati Uniti hanno avvertito che il patto di cooperazione per la sicurezza potrebbe aprire la strada all’hardware militare cinese e alla fine a una base navale nel Pacifico meridionale, anche se non a breve. Gli Stati Uniti hanno minacciato di “rispondere di conseguenza” nel caso in cui la Cina dovesse installare una base militare sul territorio delle Isole Salomone.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica