In risposta alle affermazioni del segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, secondo cui Pechino lancia “una sfida sistemica alla sicurezza delle democrazie”, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato che “da tempo, il capo della NATO ha ignorato i fatti e confuso il nero con il bianco lanciando accuse, diffamazioni e attacchi infondati contro la Cina”, aggiungendo che le autorità cinesi “condannano duramente queste critiche”.

“La NATO, prosegue Zhao Lijian, ha aderito da tempo ad un concetto di sicurezza obsoleto, impegnata in uno scontro a blocchi secondo un manuale da vecchia Guerra Fredda. Pur affermando di essere un’organizzazione difensiva ha costantemente creato problemi e scontri. Se da un lato chiedeva ai Paesi di attenersi alle norme di base che regolano le relazioni internazionali, dall’altro ha condotto guerre contro Paesi sovrani sparando indiscriminatamente proiettili che hanno portato alla morte di civili e allo sfollamento”.

Poi un affondo durissimo per le crescenti provocazioni nel Pacifico: “Negli ultimi anni la NATO, un’organizzazione militare nel Nord Atlantico, è arrivata nell’Asia-Pacifico per mostrare i muscoli e provocare tensioni chiedendo a gran voce una nuova Guerra Fredda di confronto di blocco. Ciò fornisce ampie ragioni per un’elevata vigilanza e una ferma opposizione da parte della comunità internazionale”.

“La Cina, afferma il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, è sempre stata un costruttore di pace mondiale, ha contribuito allo sviluppo globale custodendo l’ordine internazionale”.

La Cina avverte Stoltenberg ed i suoi capi a Washington: “La NATO dovrebbe smettere immediatamente di diffondere disinformazione e osservazioni provocatorie contro la Cina e abbandonare l’approccio conflittuale di tracciare linee ideologiche. La NATO ha sconvolto l’Europa. Dovrebbe smettere di cercare di destabilizzare l’Asia e il mondo intero”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica