campionato serie a 2018 2019

Torna finalmente (in realtà molto presto rispetto alle nostre abitudini) il campionato italiano di calcio. È l’ottantasettesima edizione del campionato a girone unico, che fece il suo esordio con il nome di Serie A nel 1929 per la stagione 1929/1930, la centodiciassettesima edizione di un campionato nazionale sotto l’egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Inizierà il 18 agosto e finirà il 26 maggio, per un totale di 38 giornate. Fa il suo esordio in Serie A la partita del 26 dicembre, come accade abitualmente in Inghilterra, dove la festività di Santo Stefano è sostituita dal Boxing Day. Seguirà la pausa invernale di all’incirca due settimane dal 29 dicembre del 2018 al 13 gennaio del 2019.

In questa stagione per la prima volta dopo diversi anni la Serie A comincia con un solo allenatore straniero, tuttavia il calcio italiano continua ad esportare tecnici formatisi a Coverciano. Dopo Ranieri, Ancelotti, Mancini, Zola, Di Canio, Conte, Mazzarri, il calcio inglese accoglie ancora una volta un tecnico italiano, e ancora una volta sarà il Chelsea di Abramovich ad avere come guida tecnica un italiano. Sarà infatti Maurizio Sarri ad allenare per le prossime tre stagioni il club londinese, dove lancerà il guanto di sfida al Manchester City di Guardiola e il Liverpool di Klopp.

Per quel che riguarda i club, la Campania e il Veneto dopo un anno di “paradiso” tornano ad essere rappresentate da una sola squadra, a seguito delle retrocessioni della cenerentola Benevento e di una classica della Serie A come l’Hellas Verona. Il ritorno nella massima serie di Frosinone, Parma e Empoli, ha rinforzato la sempre nutrita schiera delle compagini dell’Emilia Romagna, la regione più rappresentata nel nostro campionato con ben 5 compagini, segue il Lazio con 3 club, mentre la Fiorentina sarà tenuta in compagnia dalla rivale dell’Empoli per quel che riguarda la Toscana.

Con la retrocessione del Crotone invece, la massima espressione del calcio italiano non avrà rappresentanti più a sud di Napoli. In generale, se non consideriamo le laziali la Sardegna, il Napoli resta l’unica squadra del sud: non accadeva dalla stagione 2002/2003 con la Reggina unica compagine meridionale a partecipare alla Serie A di quell’anno. Non proprio una buona notizia per il nostro calcio.

La buona novella

Un’ottima notizia invece viene dalla sessione estiva del calciomercato. Quest’anno la Lega di A ha voluto venire incontro ai tecnici che mal digeriscono l’inizio del campionato a mercato aperto, con giocatori che rischiano di giocare le prime due giornate di campionato in una squadra e le successive in un’altra. Per cui la fine della campagna acquisti dei club di A è stata anticipata al 17 agosto alle ore 20, tuttavia l’Italia e l’Inghilterra sono stati gli unici due paesi a far coincide la chiusura del mercato con l’inizio del campionato, addirittura la Premier ha chiuso il mercato in entrata il 10 agosto.

La buona notizia è però che la Serie A ha dato segnali di risveglio: Cristiano Ronaldo approda alla corte di Allegri, il Napoli riporta Ancelotti in Italia dopo 9 anni, il Milan prende Higuain (e non solo lui) dalla Juventus, l’Inter fa un grande mercato e prova a strappare Modric al Real Madrid. Volano stracci, ma già l’aver potuto pensare di portare il vicecampione del mondo croato la dice lunga sulla ripresa della Serie A rispetto ai suoi competitors europei. La domanda però è: a che prezzo vengono affrontate queste operazioni finanziarie? Lo sapremo solo vivendo…

Ad ogni modo il ritorno di nomi importanti e le 4 squadre ammesse in Champions League faranno sicuramente crescere la Serie A, che alla scadenza del contratto appena rinnovato dei diritti tv potrà sicuramente fare un balzo in avanti per ricavi. La stessa Champions League e i suoi introiti faranno ad ogni modo girare molta più liquidità tra i club italiani, quasi tutti pesantemente indebitati e bisognosi di ripianare i loro bilanci.

Le cattive notizie

Proprio i diritti tv possono essere annoverati tra le cattive notizie: in primis il modo in cui si è arrivati al rinnovo del contratto esclusivo con Sky. Inizialmente assegnati a Mediapro con un’offerta superiore, il bando è stato poi annullato dal Tribunale di Milano. Eppure Mediapro opera tranquillamente in altri paesi come la Francia, offrendo cifre superiori a quelle ottenute dalla Lega di A per il prossimo triennio.

Discutibile anche il modo in cui la Lega ha venduto i diritti, concedendo le esclusive relativamente all’orario e al giorno delle partite, che avranno orari prefissati, con ben poche gare giocate in contemporanea, e la novità della partita del sabato alle 15. Sky per la prima volta non trasmetterà in esclusiva tutte le partite, ma soltanto il 70%, le partite restanti saranno trasmesse dal canale di Perform Group, ovvero Dazn (pronuncia “dazòn), esce di scena Mediaset Premium che non ha partecipato al bando di gara.

Questo modo di distribuire i diritti ha causato non poche lamentele da parte degli appassionati, che saranno costretti a sottoscrivere due abbonamenti per poter vedere tutte le partite della loro squadra del cuore, che è poi l’unica cosa che interessa all’appassionato di calcio, o almeno alla maggior parte dei tifosi.

Molti i problemi relativi anche alla piattaforma DAZN che sarà accessibile soltanto attraverso una connessione ad internet, una vera piaga per l’analfabeta digitale, che non ha dimestichezza con lo strumento informatico e in generale l’arretratezza delle infrastrutture per adsl e fibra ottica in Italia rendono la fruizione di un evento live su internet spesso difficoltoso.

Non è stato il solo problema di questo inizio di stagione: il calcio italiano è affetto da seri problemi disciplinari e finanziari. Per quanto riguarda i club più importanti del nostro calcio il Parma si è salvato per il rotto della cuffia da una penalizzazione che avrebbe potuto costargli la salvezza alla fine del campionato. La sentenza di primo grado del tribunale federale aveva comminato 5 punti di penalizzazione alla società emiliana per una presunta combine in Parma-Spezia. L’illecito è stato poi derubricato a tentativo di illecito e il Parma dovrà pagare soltanto una multa. Il Chievo invece è stato salvato da un vizio di forma dall’eventuale retrocessione a tavolino o da una forte penalizzazione per aver truccato le plusvalenze di alcuni giocatori venduti dalla squadra clivense, ma la società di Campedelli rischia ancora nel processo bis.

Dalla Serie B alla Serie C invece è stata un’ecatombe, con fallimenti clamorosi come quelli dell’Avellino, del Bari, dl Cesena e quello di gennaio del Vicenza. Fallite anche la Juve Stabia, la Reggiana, Fidelis Andria, Lucchese e Trapani. Nelle due serie minori alberga il caos, la Lega di B ha deciso di partire a 19 senza accogliere ripescaggi, i calendari sono stati sorteggiati soltanto pochi giorni fa e si prevedono diversi ricorsi a vari organi di giustizia, sportiva e non.

Riflessioni e pronostici: sarà l’Inter l’anti-Juve, Lautaro Martinez la giovane sorpresa. La Juventus ha buone chances in Champions League

Abbiamo chiesto ai nostri redattori sportivi un commento alle vicende di quest’estate, ma anche una previsione dell’andamento del campionato, con uno sguardo anche al calcio internazionale.

La Serie A a livello manageriale, cosa cambia da quest’anno

Partiamo da Cristiano Ronaldo, con l’arrivo di CR7 molti opinionisti si sono lasciati andare, sostenendo che il portoghese possa portare benefici a tutta la Lega di Serie A, sarà vero?

Marco Bagozzi: No. Porterà benefici alla Juventus e basta. Perché continuerà a vincere e continuerà ad arricchirsi. Le altre, a meno di proprietà ambiziose (Suning, ad esempio) rincorreranno rischiando di svenarsi per avvicinarsi al club bianconero. E, in un sistema sempre incapace di auto-regolamentarsi come il calcio italiano, il rischio è del crollo economico, come già nei casi di Fiorentina, Lazio, Roma, Parma degli anni 2000. 

Francesco Scabar: In termini di visibilità sicuramente perché parliamo di uno dei primi dieci/quindici più forti calciatori della storia, in termini tecnici sono un po’ più perplesso perché il fuoriclasse portoghese sarà più concentrato sulla Champions (vuole il suo sesto alloro europeo) che sul campionato che considererà alla stregua di partite di allenamento.

Michele Cotugno Depalma: Sicuramente ha portato benefici al calciomercato, perché ha dato la scossa anche alle storiche rivali della Juventus, che comunque non dovrebbe avere problemi a ripetersi. Certamente attirerà più riflettori di quelli degli anni passati, soprattutto a livello di immagine, di marketing e di prestigio.

Federico Camarin: Cristiano Ronaldo non è solo un campione sportivo, ma anche (e soprattutto) un fenomeno mediatico, capace di attrarre a sé il mondo giornalistico come nessun’altro. E’ chiaro perciò come il campionato italiano rispetto al passato recente ne gioverà in termini di visibilità e quindi di introiti, dato che il portoghese è oramai un “marchio” pubblicitario di inestimabile valore. I grandi benefici li ha avuti sin dalle prime ore dopo l’acquisto la stessa società, con la vendita in massa di gadget e magliette (record storico, una ogni 48 secondi), e nei prossimi mesi vedremo le conseguenze positive anche nella nostra Serie A.

Il calcio italiano è per certi versi ancora malato, cosa si può fare per guarirlo?

MB: Personalmente non penso che il calcio italiano sia malato. Ma proprio morto. O quantomeno agonizzante. Solo la grande abilità di fare calcio di alcuni dirigenti, sia nelle piccole realtà che nelle grandi, e la disponibilità economica di qualche “folle” investitore, stanno tenendo in vita un feticcio. In fin dei conti, anche a livello mondiale, il nostro campionato si vende solo per la storia dei simboli che si vedono in tv. A livello tattico non offre nulla, a livello infastrutturale è pari ad un paese del terzo mondo, gli orari sono penalizzanti per tutti, tifosi locali o spettatori lontani. La soluzione sarebbe un drastico cambiamento, ai limiti del “violento”.

FS: Domanda da un milione di Euro: finché le società saranno composte da personaggi senza scrupoli che si attorniano di pescecani che pensano esclusivamente al proprio tornaconto il nostro movimento non ha futuro perché in questo momento si sta reggendo solo grazie alla passione di milioni di appassionati, senza la gente che va allo stadio o che assiste le partite sulla pay-tv tutto il baraccone è destinato ad implodere! La soluzione ideale sarebbe un bel crollo sistemico, ma credo che il bubbone questa volta debba scoppiare anche a livello planetario perché i movimenti affaristi di questo calcio non sono più gestiti dal Luciano Moggi di turno (personaggio di cui tutto si può dire ma i cui tentacoli non varcavano mai i confini nazionali) ma da autentiche piovre affaristiche (procuratori, fondi d’investimento, scatole cinesi) che muovono soldi ed affari lungo tutto il globo calcistico. Se un giorno il sistema calcio crollerà il tonfo sarà bello pesante.

MCD: Serve la volontà di fare riforme serie e strutturate. E un controllo che sia serio, efficace ed efficiente a tutti i livelli. Dalla serie A alla Terza Categoria.

FC: Il calcio italiano è sempre stato malato, e non è mai guarito, neppure per un istante. Non sono bastati i maxi processi calciopoli negli anni ’80 e quelli degli anni zero, specchietti per le allodole. Figuriamoci una disinfezione superficiale allontanando “solo” certi soggetti ritenuti i soli colpevoli. Tutto ciò non potrà mai bastare, per il semplice fatto che il calcio è prima di tutto business a livelli ormai impensabili, tra procuratori spietati e società malsane che truffano il bilancio per continuare a militare nelle leghe rispettive, fino alla risanazione dei debiti dell’UE per non farle fallire. L’unica “teorica” soluzione sarebbe un’implosione del sistema stesso, con le migliaia di tifoserie che lasciano il campo con annessi i vari abbonamenti a pay tv e quant’altro. Stadi vuoti, niente abbonamenti, nessun acquisto di gadget o altro, zero scommesse. Utopia, ovviamente.

Che ne pensate dei nuovi diritti tv. Allontaneranno i tifosi dal calcio o sarò occasione per tornare a riempire gli stadi?

MB: Il tifoso da stadio è ormai una chimera dei bei tempi andati. Si muove solo per i grandi eventi o poco più.

FS: Allo spezzatino degli orari si è ora aggiunto lo spezzatino dei diritti TV (Sky, Mediaset, Dazn)… credo che ormai il vero appassionato di calcio, abituato ai bei tempi in cui tutte le partite iniziavano alle tre, si sia fatto il callo di queste cose e che non gli importa più molto di andare ad assistere a spettacoli di bassa lega in stadi vetusti e poco accoglienti.

MCD: Potrebbero allontanare i tifosi dal calcio, soprattutto per lo spezzatino presente e il troppo caos con eccessivi abbonamenti da fare per stare comodamente in poltrona.

FC: Gli stadi italiani sono alquanto discutibili in termini strutturali, ma la passione per il giuoco calcio qui in Italia fa passare tutto in secondo piano, idem per la questione diritti televisivi.

Il Calciomercato e il calcio internazionale

Veniamo al protagonista dell’estate, il calciomercato, chi si è rinforzato di più, Juventus a parte?

MB: Le due milanesi hanno fatto un mercato intelligente. L’Inter ha pescato Lautaro Martinez, gran sorpresa di questo precampionato, ed è andata sul sicuro con tre colpi di sicuro rendimento: De Vrij, Nainggolan e Vrsaljko. In più c’è la variabile Keita Balde, che potrebbe finalmente esplodere in un club di vertice. Il Milan invece metterà nel bottino i soliti 25/30 del Pipita, che dovrebbero garantire un bel salto di qualità in classifica. Oltre a Bakayoko, interessantissimo l’arrivo di Laxalt, passato sottotraccia, ma gran giocatore. 

FS: Tutte le aspiranti antagoniste della Juventus si sono mosse molto bene sul mercato, la palma di “regina del mercato estivo” la darei all’Inter che con gli innesti di Keita e Lautaro Martinez ha trovato delle spalle degne di Icardi, inoltre gli innesti di, Vrsaljko, De Vrji, Asamoah in difesa e di Nainggolan a centrocampo hanno dato a Spalletti una rosa di tutto spessore, il tecnico di Certaldo però adesso non può proprio sbagliare perché la società lo ha accontentato in tutto e per tutto. Anche il Milan si è mosso bene piazzando il colpo Higuain, un attaccante che da solo sposta gli equilibri anche se forse ai rossoneri manca qualcosa in mezzo. Sul terzo gradino metto la Roma che ha acquistato Cristante, Pastore (da verificare la sua collocazione nel modulo di Di Francesco) ed N’Zonzi. Il Napoli ci ha ormai abituato a sessioni estive a farii spenti però Verdi è il miglior talento italiano in circolazione ed ha affidato la panchina a un certo Ancelotti. Insomma la bella notizia è che nel nostro campionato si è tornati a spendere e che è tornata gente di nome.

MCD: La squadra che si è rinforzata meglio è senza dubbio l’Inter, che dopo due-tre stagioni di acquisti capotici, ha pensato a colmare i punti di debolezza. L’unico neo, forse, è che ancora manca un regista in mezzo al campo. Anche il Milan ha fatto un mercato intelligente. Davvero egregio il lavoro di Leonardo e Maldini, andati a operare la dove serviva. Quello che serve, a oggi, è ancora un po’ di qualità e cervello a centrocampo. E un po’ di esperienza in panchina da parte di Gattuso, chiamato a gestire molte più pressioni rispetto alla passata stagione. Stesso discorso fatto per le milanesi vale per la Roma, molto attiva soprattutto a centrocampo con i colpi Cristante, Nzonzi e Pastore. La compagine di Di Francesco sembra più attrezzata dell’anno passato, soprattutto perché più completa. Il punto interrogativo – grosso – può essere rappresentato dal portiere. Il Napoli è stata la prima a piazzare il colpo a effetto, con l’arrivo di Carlo Ancelotti in panchina, ma è rimasta la squadra dell’anno scorso. Sembra essere un gradino sotto le milanesi. Mercato fermo anche quello della Lazio. La squadra biancoceleste è la stessa dell’anno scorso, seppur priva di Felipe Anderson, volato oltremanica. Il gruppo collaudato può essere un punto di forza, ma sembra difficile ripetere l’ultimo Campionato.

FC: L’arrivo di CR7 ha senza dubbio rinforzato l’organico già ben nutrito della vecchia signora. Sul valore tecnico non servono commenti, idem sul versante carismatico, avendo dalla sua una forte leadership e una mentalità vincente. Parliamo di un calciatore simbolo dell’attuale epoca calcistica, il solo assieme a Messi che ha saputo vincere da protagonista (e ripetutamente) la più ambita coppa europea, la Champions League. Gli altri acquisti di spessore, Cancelo e Emre Can, assieme all’etichettato “traditore” Bonucci, completano una buona scheda di rinforzo generale. Direi superiore agli altri club. 

Proiettiamoci in prospettiva europea: da quest’anno avremo di nuovo 4 squadre in Champions, riusciranno a fare bene i nostri club nella massima competizione europea o la semifinale della Roma dello scorso anno è stata solo una bella favola?

MB: L’Inter rischia un girone di ferro, visto che è in quarta fascia. Dovesse riuscire a superarlo diventerebbe la vera incognita. La Juve ha tutte le carte per arrivare fino in fondo. Napoli e Roma, a meno di sorteggi particolarmente vantaggiosi, le vedo come le meno pronte per il palcoscenico europeo.

FS: Su questo sono un pochino più perplesso. Tra le italiane solo la Juve ha nomi e profondità di rosa idonei per giungere fino in fondo, il Napoli ha in Ancelotti un fattore importante per affermarsi anche in campo europeo anche se personalmente sono convinto che i partenopei possano dire la loro in Europa League più che in Champions League. La Roma ha già fatto un miracolo l’anno scorso e temo non possa ripetersi mentre l’Inter la vedo un po’ un’incognita e potrebbe pagare nella fase iniziale il rodaggio dei nuovi innesti.

MCD: Delle quattro squadre impegnate, la Juventus è obbligata a fare bene, visto il mercato pro-Champions League effettuato. Le altre tre sono un punto di domanda. Vedrei bene Napoli grazie all’esperienza di Ancelotti, e l’Inter, anche se tutto dipende dai gironi. Le premesse perr fare bene, insomma, ci sono.

FC: Tornare ad avere 4 squadre in Champions non va a braccetto con le chance di vittoria, se queste non sono sostenute da rose competitive e un’idea di gioco. Bisognerà attendere l’inizio della Serie A per fare una riflessione a riguardo. Per il momento si possono spendere delle parole di elogio sulla Juve, società solida con un vero progetto iniziato quasi decennio fa e portato a compimento con l’attuale finestra di mercato. La Roma ha navigato tra pochi alti e molti bassi nel macrocosmo internazionale, l’exploit della scorsa stagione lo vedo difficilmente ripetibile, ma ce lo auguriamo tutti.

La Juventus riuscirà a vincere la tanto agognata coppa dalle grandi orecchie?

MB: La Champions è la Coppa dei dettagli, che si vince in poche gare, che devono essere preparate, fisicamente prima che tatticamente, al meglio. Però è indubbio che i bianconeri siano la squadra che più si è rinforzata a livello europeo. Il rischio è però vivere la competizione in maniera ossessiva.

FS: La coppa dalle grandi orecchie ormai è una vera e propria ossessione in casa juventina. A mio avviso quest’anno i bianconeri sono, se non i favoriti numero uno, tra i grandi favoriti per la vittoria finale, è proprio il caso di dirlo: ora o mai più.

MCD: Il mercato compiuto dimostra che a Vinovo la Coppa dalle grandi orecchie è diventata un’ossessione. Difficile dire se riuscirà a vincerla o meno, sicuramente con Cristiano Ronaldo è all’altezza delle più grandi d’Europa.
Nel vecchio continente, soltanto il Real Madrid sulla carta è ancora più forte dei campioni d’Italia. Ma occhio a Paris Saint Germain e Manchester City.

FC: Come detto poc’anzi, la società Juventina ha dato prova di quali risultati eccellenti si possano raggiungere perseguendo degli obiettivi ben mirati e lavorando con dedizione anno dopo anno affinché si realizzino. Da sette anni vince e convince entro i confini nazionali, manca solamente la conferma europea. Per la dirigenza bianconera la Champions League è ormai la ragion d’essere, scudetti e coppe di lega non contano più, importa solamente quel trofeo. Vincerlo vorrebbe dire chiudere finalmente il cerchio, e ritengo che quest’anno per loro sia davvero l’ultima chance per riuscirci. Le giustificazioni di tale affermazioni sono per lo più generazionali e motivazionali. Giungere in finale per la terza volta e perderla nonostante tutti gli sforzi fatti sinora, compreso il super acquisto CR7, sarebbe il colpo di grazia per la società e la squadra stessa. Il ciclo Juve in termini anagrafici, almeno per alcuni, sta per chiudersi.

Serie A 2018/2019: le previsioni della Redazione sportiva

Veniamo al campionato italiano vero e proprio, l’anno scorso la Juventus ha dovuto sudarsi il campionato fino alle ultimissime giornate, quest’anno vi sarà ancora un’anti-Juve o i bianconeri sono troppo lontani?

MB: Forse l’Inter, ma la Juventus pare ancora troppo la più forte.

FS: L’Inter potrebbe essere una papabile anti-Juve anche se, come già detto prima, temo che pagherà l’iniziale fase di rodaggio perché è difficile che così tanti nuovi acquisti si amalgamino subito.

MCD: L’anno scorso i bianconeri hanno vinto molte partite per episodi fortunosi, per la qualità della rosa, per suicidi del Napoli nelle gare che contavano. Quest’anno si presenta ancora più forte. Non ha venduto nessun big – Higuain e Buffon a parte chiaramente – e si è rinforzata in tutti i reparti, perché non sono da sottovalutare Cancelo ed Emre Can. È la più forte, senza dubbio. L’Antijuve potrebbe essere l’Inter, ma con le dovute distanze.

FC: La Juve potrebbe perdere il campionato soltanto direzionando le sue forza altrove, ossia fuori dai confini nazionali, verso la coppa dalle grandi orecchie. Solo così può non vincerla e interrompere il suo dominio, ma è una scelta che prenderà coscientemente, e non sarà dovuta dagli avversari.

Zone Champions League e Europa League: quali sono le squadre più attrezzate?

FS: Napoli, Milan e Roma hanno tutte le carte in regola per arrivare tra le prime quattro, attenzione a possibili incursioni piratesche del Torino della vecchia volpe Mazzarri.

MCD: La Champions League non dovrebbe sfuggire a Inter e Roma, mentre per il quarto posto se la giocano Milan e Napoli. In Europa League ci andranno Lazio, una tra Milan e Napoli, e Fiorentina. 

Salvezza: chi non manterrà la categoria?

Udinese, Chievo e Frosinone sono le squadre che preoccupano di più la redazione. Il Chievo per motivi anagrafici e per le cessioni di calciatori importanti, l’Udinese vende ma l’era dei Pozzo sembra lontana dai tempi migliori, Frosinone perché avrebbe avuto bisogno di qualcosa in più sul mercato.

La sorpresa del campionato?

Tutti concordano sull’ottimo mercato della Fiorentina che ha saputo trattenere Chiesa e prendere giocatori importanti, fiducia su Mazzarri e il suo Torino da parte di Scabar. Entrambe hanno trattenuto i loro giocatori e si sono rinforzate.

La delusione del campionato?

Scabar e Camarin puntano sulla Lazio, Bagozzi invece trova deludente la Roma, Cotugno Depalma punta forte sul Chievo come possibile delusione del campionato.

I calciatori

Chi sarà la sorpresa di quest’anno tra i tesserati dei club di A?

Federico Camarin punta su Federico Chiesa, che potrebbe definitivamente esplodere e Nicolò Barella, un centrocampista di talento e qualità che ha impressionato sin dalle categorie giovanili. Gli altri redattori puntano soprattutto sull’attaccante dell’Under 20 argentina Lautaro Martinez.

Il capocannoniere (cr7 a parte)?

MB: Higuain

FS: Icardi

MCD: Higuain o Icardi

FC: Tra gli umani Icardi o Dzeko. 

La delusione del campionato?

Bagozzi e Scabar puntano su Pastore, Cotugno Depalma su Boateng

Il giovane più interessante?

MB: Favilli (Juventus, p. Genoa)

FS: Matteo Pessina (Atalanta)

MCD: Kluivert jr.  (Roma)

FC: Barella (Cagliari)

Champions League, quali le favorite del calcio europeo?

Finita l’era Zidane e Ronaldo al Real Madrid, quali sono le squadre più attrezzate per vincere la coppa europea più importante?

MB: Il Real non va sottovalutato, nonostante la sconfitta in Supercoppa. Rimane comunque una squadra composta da grandissimi campioni. Poi ci metterei il Manchester City, il Barcellona, il Liverpool e la Juventus.

FC:  Come già detto sopra la Juventus è la mia grande favorita per la vittoria finale. Il Real ha infatti la pancia piena e senza Ronaldo non ha l’arma letale negli ultimi sedici metri, il Bayern ed il Barcellona sono a fine ciclo mentre l’avversario più ostico per la squadra di Allegri potrebbe rivelarsi il Manchester City di Guardiola.

MCD: Il Real parte sempre favorito, perché è la più completa e campione in carica. Ma in generale vedo un grande equilibrio perché nessuna squadra, Juventus a parte, ha effettuato colpi cinematografici.

FC: Occhio di riguardo per la sopracitata Juventus, e a ruota: Manchester City, Liverpool e la possibile mina vagante Barcellona. Il Real Madrid, se pure sazio dal ciclo apparentemente chiuso dopo la disfatta in Supercoppa UEFA, potrebbe ancora dire la sua.

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