E’ stata indubbiamente molto fruttuosa la visita del primo ministro Giuseppe Conte a Mosca, ospite del Presidente russo Vladimir Putin. In mattinata, fuori dalle mura del Cremlino, Conte ha deposto dei fiori sulla tomba del Milite Ignoto: è stato l’inizio ufficiale della giornata, che ha poi visto il primo ministro confrontarsi con le autorità russe su una lunga serie di dossier, dai rapporti con l’UE alla Libia, fino alle sanzioni.

All’Expo Center di Mosca ha incontrato l’ambasciatore italiano nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano, e gli imprenditori italiani del settore calzaturiero attivi nel paese. La presidente di Assocalzaturifici, Annarita Pilotti, in tale occasione gli ha chiesto un maggior impegno dell’Italia nel sostenere le proprie aziende in Russia e nel lavorare per trovare una soluzione all’annoso tema delle sanzioni. Conte ha risposto definendo la Russia per l’Italia “partner strategico” e “di riguardo”, e di voler in un certo qual modo ridare vita al G8 lavorando per un incontro fra Mosca e i membri del G7.

Anche sulle sanzioni, pur esprimendosi diplomaticamente, è stato netto: “non possono costituire un fine, quanto piuttosto un mezzo per impostare la risoluzione di divergenze”. E’ opinione sempre più condivisa, non soltanto nel mondo imprenditoriale ma anche nelle fila della maggioranza, che le sanzioni alla Russia e le controsanzioni di Mosca ai paesi occidentali abbiano danneggiato profondamente l’Italia, favorendo altri competitori internazionali che sono di fatto subentrati nella sua fornitura di beni e servizi.

Da parte di Conte, infine, è stata ribadita “una costante disponibilità al dialogo” con Putin e con la Russia. Successivamente il primo ministro ha visitato i vari espositori presenti all’Expo Center.

La giornata moscovita di Conte è proseguita quindi con l’incontro con Dmitry Medvedev presso il Palazzo dei Ricevimenti del Governo Russo e quindi al Cremlino per i colloqui col Presidente Putin. In tale occasione, Conte ha invitato Putin a ritornare in Italia, paese dove a suo dire “manca da troppo tempo”. A sostegno del suo invito, il fatto che i rapporti fra Italia e Federazione Russa siano oggi “un’amicizia solida che va oltre le difficoltà del momento”, al punto che anche il commercio fra i due paesi “nel 2018 ha ripreso slancio” malgrado il peso incontestabile rappresentato proprio dalle sanzioni.

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