Nessun partito o movimento negli ultimi dieci anni è riuscito a riempire Piazza del Popolo a Roma come oggi ha fatto il movimento che rifiuta l’anomalia italiana del Racket Pass. I media faranno di tutto per nascondere la portata della notizia e i politici del regime del Draghistan faranno di tutto per lordare questo popolo in movimento con ogni genere di etichetta denigratoria“. Non usa giri di parole l’onorevole Pino Cabras per commentare l’imponente manifestazione popolare di oggi nella capitale.

Monta la protesta in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo del certificato verde per tutti i lavoratori dal prossimo 15 ottobre. Migliaia di persone sono scese in piazza, lanciando un messaggio chiaro al premier Draghi. “Libertà, libertà”, il grido intonato dai manifestanti. Sono stati lanciati diversi fumogeni. Al grido di “No Green Pass” e “libertà”, un gruppo di manifestanti ha poi occupato anche la sede nazionale della Cgil in Corso d’Italia, sfondando le porte d’ingresso.

Se ci sarà determinazione sufficiente, continua Cabras, la vittoria di questo popolo sarà possibile, perché l’estorsione sta incontrando il suo limite, sta giungendo alla soglia che non consente di comprimere ulteriormente la volontà di quei cittadini a cui Brunetta vuol far pagare un abnorme e sadico costo psichico, economico, sociale“.

Anche gli incauti apprendisti stregoni alla guida di varie regioni si stanno accorgendo in ritardo che il 15 ottobre non ci sarà alcun miglioramento sanitario ma una tragedia burocratica unica al mondo che incepperà interi settori lavorativi. Ora pietiscono rinvii, ma questa è polvere accumulata sotto il tappeto“, spiega il deputato sardo, Vicepresidente della Commissione Affari esteri e comunitari.

Il Racket Pass, conclude Cabras, è incostituzionale. Pertanto i parlamentari di L’Alternativa c’è sosterranno e presenteranno i ricorsi che porteranno a rimuovere le cause che hanno attentato al patto civile. In queste piazze c’è l’alternativa al Draghistan”.

Infine un avvertimento a chi scende in piazza in maniera convinta, libera e pacifica: “Occorre non accettare le provocazioni, sempre presenti quando sono in gioco i rapporti di forza fra popolo e potere. Quest’ultimo ha sempre pedine violente da valorizzare. Fermezza democratica, isolare i violenti“.

Il riferimento è alle poche decine di facinorosi che hanno assaltato la sede della CGIL. Gli immancabili provocatori che, recitando a memoria il solito copione, con la loro stupidità hanno consentito al governo e alla sua corte di gazzettieri di fiducia di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla questione principale.

Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica