Il deputato grillino Pino Cabras risponde agli attacchi del partito unico americano in Italia, ironizzando sulle equazioni facilone delle sue penne avvelenate.

Il “deep state” statunitense e le sue quinte colonne nel nostro paese, mal tollerano la posizione di buon senso del governo italiano sul Venezuela che, di fatto, ha sbarrato la strada alle pulsioni golpiste del notabilato di Bruxelles, ansioso di issare Juan Guaidò, la creatura di Leopoldo Lopez, alla guida del paese caraibico.

“La mia posizione sulle vicende venezuelane, scrive in un post su facebook il direttore della rivista megachip.info, è lontanissima dal considerare Maduro un modello. Ma una parte della stampa italiana ragiona così: se non ritieni auspicabile spalleggiare la riuscita di un golpe istituzionale come quello di Guaidò, sei automaticamente un ‘fan entusiasta’ del presidente. Nientemeno che Aldo Grasso mi cita in un articolo intitolato ‘I fedelissimi di Maduro’. Cartalibera invece mi inserisce nella lista ‘Ecco chi fa il tifo per Maduro e chi per Guaidò’. Ragionamenti articolati? Ma quando mai? Siccome loro sono tifosi, ai loro occhi tutti non possono che essere tifosi. Dove si suggeriscono mediazioni, prudenze negoziali, tenute in conto degli interessi in gioco, i polarizzatori bruciano ogni terreno d’intesa”.

I POLARIZZATORILa mia posizione sulle vicende venezuelane è lontanissima dal considerare Maduro un modello. Ma una…

Posted by Pino Cabras on Tuesday, February 5, 2019

 

Cabras evidenzia lo strabismo di certi “additatori”, rimarcandone duramente la doppiezza: “Anche se hanno leccato i piedi di certi emiri con il cuore di un piranha e steso tappeti rossi a ogni sorta di distruttore di diritti umani, si presentano come appassionati difensori delle libertà”.

“Dobbiamo difendere la verità delle nostre reali posizioni contro le manipolazioni, rivendicare il realismo, denunciare la subalternità della grande corrente dei media all’agenda venezuelana oggi saldamente in mano a Elliot Abrams, storico patron di ogni forma di golpismo e di ogni sorta di violazione massiccia dei diritti umani in America Latina. Un vecchio arnese neocon, un nome centrale di questa crisi che non osano disturbare con qualche seria inchiesta”, scrive ancora il deputato sardo.

Juan Guaidò, fino a poco tempo fa popolare in Venezuela unicamente per la protesta anti-Maduro a culo scoperto, gode della “benedizione” del vicepresidente Usa Mike Pence e dell’appoggio dell’élite della Ivy League, dei circoli di Washington e del potentissimo National Endowment for Democracy. Gli States stanno muovendo tutte le pedine a disposizione per far cadere il legittimo presidente Nicolas Maduro. Il no di Russia e Cina alle ingerenze trumpiane nelle questioni interne di uno Stato sovrano, ha per ora rallentato le operazioni. E la posizione italiana a Bruxelles ha evitato la formazione di un monoblocco pro Guaidò in Europa. Ma gli equilibri sono molto sottili e i falchi continuano a svolazzare minacciosamente attorno ai fuochi di guerra.

 

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