piscine

L’Italia occupa il quarto posto nella classifica delle Nazioni europee che contano il maggior numero di piscine private. L’indagine condotta da Assopiscine ha fotografato la situazione sul piano nazionale: in Italia, le piscine private sarebbero circa 360.000, con una prevalenza nel Lazio, che si attesta tra le prime regioni italiane per la presenza di piscine private. Seguono Toscana e Lombardia.

Per quanto riguarda le piscine pubbliche, sembra che, nel giro di un decennio, il numero sia raddoppiato, specialmente in Veneto dove i costi di gestione sono diventati insostenibili ed i costi energetici hanno subito un aumento del 40%. Complice di questa impennata del settore delle piscine private e pubbliche è la tendenza sempre più spiccata degli italiani verso le attività acquatiche.

La ricerca

Stando ai dati forniti dall’indagine Ipsos in riferimento al 2016, sembra che il nuoto sia diventato lo sport prediletto dagli italiani, basti pensare che, in Veneto, il 14,8% della popolazione si tiene in forma in piscina. Ma il caso della regione Veneto è simbolico: sul territorio esiste una piscina pubblica ogni 8.500 abitanti circa, un dato allarmante se consideriamo che, in tempi pre-crisi, il rapporto più equilibrato era di un impianto ogni 37.000 abitanti.

L’andamento del comparto sembra essere caratterizzato da una congiuntura più che positiva, con delle criticità economiche riguardanti la situazione delle piscine pubbliche, aggravata dalla difficoltà delle amministrazioni comunali nei processi di adeguamento degli impianti, la maggior parte dei quali risulta obsoleta.

Diversa è la situazione delle piscine private, il cui settore mostra oggi segnali positivi dovuti alla ripresa dell’economia nostrana negli anni successivi alla crisi. Secondo i dati forniti dai produttori italiani, il numero delle piscine private costruite nel 2016 sfiora le 10.000 realizzazioni, con l’investimento economico maggiore – il 17% – sostenuto dai cittadini lombardi. Complice di questo aumento di trend è anche la promozione dell’attività sportiva e di uno stile di vita sempre più sano a cui gli italiani sembrano non voler rinunciare.

Alla luce di quanto appena detto, si stima una crescita ulteriore che interesserà il settore delle piscine private nei prossimi anni, con la speranza di un miglioramento dal punto di vista normativo. Un impedimento alla crescita del comparto in Italia è appunto rappresentato dalla complessità del quadro normativo, la cui carenza è tale da non comprendere una normativa che regolarizzi il ruolo del costruttore di piscine.

Un po’ di chiarezza

Fortunatamente, è stato fatto un po’ di ordine nel quadro normativo con la pubblicazione, in lingua italiana, delle tre norme tecniche UNI EN 16713 che regolamentano gli impianti di trattamento dell’acqua, le indicazioni per l’iter inerente alla normazione delle piscine private, cominciato con la pubblicazione delle tra norme UNI EN 16582 che interessano la parte strutturale e quella dei test di sicurezza.

Ma la normativa risulta ancora incompleta e carente in relazione al ruolo dei professionisti del settore e della loro formazione continua. Se consideriamo la velocità con cui si evolve il comparto delle piscine private in Italia, è assurdo pensare che esistano carenze circa la formazione di questi professionisti. Eppure, le Aziende produttrici che vogliono fornire ai propri tecnici la possibilità di una formazione continua devono farlo per conto proprio, poiché non esiste alcun tipo di adeguamento nelle scuole o nei corsi formativi o di aggiornamento per questi professionisti del settore. In realtà, vista l’evoluzione del comparto, la possibilità di garantire la formazione e l’aggiornamento continui ai propri dipendenti è fondamentale, sia sul fronte normativo che pratico.

L’attenzione alla formazione dei propri dipendenti si traduce automaticamente in una maggiore fiducia del pubblico nei riguardi dell’azienda, nonché nella possibilità di offrire ai Clienti pacchetti personalizzati con soluzioni innovative e tecnologie all’avanguardia.

Da una ricerca è emerso che un numero sempre maggiore di italiani tende a richiedere soluzioni personalizzabili anche nei dettagli. Cresce anche l’interesse per l’utilizzo di materiali sostenibili e tecnologie meno inquinanti che consentono di risparmiare salvaguardando l’ambiente.

Ma quali sono i trend del momento in materia di piscine private?

Ci risponde un produttore di piscine con sede a Roma, il quale tiene a specificare che: “tra i modelli di piscine più apprezzati e richiesti attualmente dal pubblico vi sono le piscine a sbalzo, apprezzate naturalmente da chi vive ai piani alti, come gli attici, dove questo genere di piscine trova la sua resa estetica migliore”. [si consulti il video di una piscina nel vuoto realizzata su un attico capitolino].

Le piscine a sbalzo sono caratterizzate da lavorazioni particolari, ricercate e personalizzate in ogni dettaglio per offrire un’esperienza acquatica unica ed esclusiva. Tra i modelli più interessanti in termini di tecnologia sostenibile troviamo le piscine senza cloro, le cui acque vengono trattate senza sostanze dannose per la salute dell’individuo e dell’ecosistema.

In quest’ottica, va detto che il progresso sta facendo passi da gigante come la “piscina autosufficiente”, un’iniziativa di Assopiscine finalizzata alla promozione di un nuovo modello sostenibile di piscina.

La piscina autosufficiente

Si tratta di un progetto che potrebbe andare a costituire, in futuro, una risorsa davvero importante per tutti: la piscina autosufficiente non solo non spreca acqua, ma potrebbe diventare una risorsa idrica in un tempo soggetto a repentini e stravolgenti cambiamenti climatici.

Produttori, architetti, operatori e gestori del settore saranno quindi impegnati nello sviluppo di ogni aspetto della piscina del futuro, con lo scopo di tutelare preservare la risorsa più preziosa di tutte: l’acqua.

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