Con due articoli (FIFA, la congiura dietro le quinte e Ma è il “modello Barca” la svolta etica dell’UEFA?) avevamo già sollevato il tappeto che nascondeva la polvere del candidato alla presidenza FIFA e attuale presidente UEFA Michel Platini. L’ex stella del calcio francese, tra un’idea bizzarra (il “cartellino bianco” con l’espulsione a tempo) e qualche svista di troppo (il fair play finanziario per i top club e le finestre di mercato aperte ad hoc per il Barcellona), rimane il candidato prediletto dell’Europa calcistica, quella legata alle antiche tradizioni futbolistiche e ai vecchi rapporti di forza in seno al massimo organismo calcistico mondiale. Ma, notizia di ieri, sul francese incombe un dossier ancora segreto, probabilmente uscito dalle stanze della sede zurighese della FIFA: Platini, scheletri nell’armadio.

Oltre a critiche da un punto di vista morale ed etico (ma basterebbe a screditarlo lo squallido comportamento, più volte confermato da diverse fonti, tenuto il 29 maggio 1985 a Bruxelles…) ci sono accuse dettagliate sul ruolo di Platini nei confronti degli emiri del Qatar.

Il mondiale qatariota sarebbe dovuto essere la pietra dello scandalo Blatter, ma in realtà, nonostante la corruzione sia comprovata, sembra quello più solido a differenza di quanto si pensa in merito al prossimo mondiale russo del 2018. Platini, infatti, è stato uno dei “grandi elettori” di Khalifa Al Thani e compagnia. Inoltre, Laurent, il figlio del presidente, è Acting Managing Director della Pilatus Sports Management, una società svizzera controllata dal Qatar Sports Investments, proprietaria del Paris Saint Germain e sponsor del Barcellona (attraverso la Qatar Foundation) ed è attualmente CEO della Burrda Sports, società qatariota produttrice di materiale tecnico con sede a Ginevra e Doha.

Un conflitto di interessi che lega indissolubilmente la famiglia Platini al Qatar e che spiega la dolcezza con la quale le Roi guarda agli ingenti investimenti della famiglia Al Thani nel PSG, alla faccia del fair play finanziario.

Ancora una volta la lettura geopolitica ci viene in soccorso: il principale avversario di Platini è il sudcoreano Chung Mong-Joon, figlio del fondatore della Hyundai e presidente della Football Association di Seul, ma soprattutto membro del partito conservatore Saenuri, la cui figura principale è l’attuale presidentessa della Corea del Sud Park Geun-Hye che sta avvicinando sempre più il paese alla Cina (parteciperà ufficialmente alla parata militare del 3 settembre per celebrare il settantesimo anniversario della vittoria dell’Armata Popolare Cinese contro l’aggressione giapponese). Il sostegno di Pechino, sempre più sostanzioso, risulterà fondamentale nelle prossime elezioni alla presidenza della FIFA.

Marco Bagozzi

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Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"