partiti, elezioni, sondaggi

Molto probabilmente, com’è avvenuto con le elezioni politiche del 2013, anche con quelle del 2018 non ci saranno molte pagine di storia da scrivere e da ricordare. Se cinque anni fa le elezioni erano state vissute come la risposta al difficile se non addirittura disastroso biennio 2011-2013, con una grande affermazione dell’astensionismo ma soprattutto del Movimento 5 Stelle, quest’anno invece anche le poche speranze ed aspettative che avevano caratterizzato quella tornata non si vedranno, anche perché al loro posto in tutti questi anni non ha fatto altro che crescere la rabbia, insieme alla paura.

Il “partito della rabbia e della paura” è probabilmente il grande vincitore, forse anche più che morale, di queste elezioni che ancora devono avvenire. In queste settimane i vari candidati hanno infatti fomentato nei loro elettorati di riferimento le più varie paure nei confronti degli avversari, allo scopo di cementarsi addosso quanti più voti possibile. Contemporaneamente, la rabbia di un corpo elettorale sempre più stanco, deluso e disilluso ha fatto il resto. Di fronte ad una situazione tanto disastrosa, che dovrebbe indurre alla riflessione i partiti di maggioranza quanto quelli di opposizione, l’unico diversivo a cui si è fatto ricorso è stato quello, ormai trito e ritrito, del fascismo e dell’antifascismo, del comunismo e dell’anticomunismo, del razzismo e così via. La strumentalizzazione di certi recentissimi e gravissimi fatti di cronaca è stata, da questo punto di vista, il termometro perfetto della grave febbre che sta sfiancando tutto il paese.

Ecco, potremmo dire che la “delusione”, intesa anche come “disperazione”, sia il vero manifesto politico ed ideologico di questo stravincente “partito della rabbia e della paura”. Il disincanto accompagna tutto questo ambaradan, e si sostanzia nella convinzione di molti elettori secondo cui i giochi politici sarebbero ormai già fatti e che le elezioni, quindi, rappresentino a questo punto solo una “proforma” che non contribuirà a cambiare per niente le cose. Pochi, ormai, si fidano davvero delle parole dei leader delle due formazioni storiche, centrodestra e centrosinistra, mentre i più pensano che Renzi e Berlusconi abbiano già progettato, sottobanco, un nuovo governo delle larghe intese, da formarsi indipendentemente dai numeri che usciranno dalle urne. Il Patto del Nazareno, forse, non è davvero mai morto, e Salvini e Meloni manifestano sempre un certo significativo nervosismo ogni qual volta si parli della possibilità di un tradimento da parte di Forza Italia, che evidentemente non ritengono del tutto peregrino. Del pari, anche nel centrosinistra c’è chi teme che Emma Bonino e il suo +Europa vogliano approfittare del passaggio offerto dal PD per entrare in parlamento e quindi procedere con una loro corsa in solitario, voltando momentaneamente le spalle a Renzi per poi magari tornare ad offrirsi in un secondo tempo, quando ci sarà da formare la Grande Coalizione, vendendosi ad un prezzo più alto. Un disegno che, a guardar bene, finora è stato rimproverato soprattutto a Liberi e Uguali di Grasso, D’Alema e compagnia.

I 5 Stelle corrono da soli, ma hanno già il tallone d’Achille dei dieci e più candidati che, stando ai patti, dovrebbero dimettersi subito dopo essere stati eletti per via della loro “indegnità”. Anche in questo caso i più maligni insinuano, e non sono in pochi a contraddirli, che questi parlamentari anziché andarsene preferiranno invece aderire ad altri gruppi o confluire nel gruppo misto, restando quindi in parlamento e magari andando a formare un po’ di truppa cammellata per puntellare un possibile governo delle larghe intese. Ciò alimenta l’idea che nei confronti del M5S sia sempre più palese una “conventio ad excludendum” simile a quella che nella Prima Repubblica gli altri partiti dell’arco costituzionale attuavano nei confronti del vecchio PCI, alleandosi tutti fra loro pur di relegarlo all’opposizione.

Insomma, chi vivrà vedrà: mancano ormai poche ore al momento del voto, ma già sappiamo che queste elezioni non saranno di certo storiche. Di storico ci sarà soltanto lo stato d’animo, decisamente negativo, con cui si andrà a votare o si sceglierà addirittura di disertare le urne.

3 COMMENTI

  1. Io ho maturato la decisione di non andare a votare …
    Ora basta alle elezioni farsa che ti fanno credere che sei in una democrazia in realta’ siamo in un sistema mistificato dove in realta’ i poteri forti sono dappertutto e in tutti i gruppi e che dopo le elezioni fanno come vogliono loro alla faccia degli eettori.
    Forse una astensione di massa potrebbe fare crollare questo sistema delegittimandolo completamente e alla fine chi va a”governare” soprattutto quelli che fanno i giochini postelettorali sanno che non rappresentano piu’ nessuno e soprattutto che i cittadini possano non rispondere piu’ a governi minoritari e senza consenso della VERA maggioranza.
    Quindi se vogliamo veramente cambiare dobbiamo disertare le urne in massa …solo a quel punto la crisi sara’ al punto di non ritorno e allora si possono veramente aprire prospettive di cambi radicali e significativi…

  2. Peccato per il finale…anche se il commento sulle “elezioni della borghesia”…sembrasse portasse alla sua scontata conclusione e invece si chiude con “addirittura disertare le urne”…
    Dopo quattro governi illegittimi le classi dominanti che hanno portato alla bancarotta il paese…(ma ditemi ma perché un disoccupato o un precario o uno fra 10 milioni di poveri dovrebbe andare a votare?) portano, a modo loro, noi del “popolino” (così ci vedono lor signori…) a mettere una scheda nelle urne. Dato che ho visitato parecchie volte la Serbia come a fa a ancora a candidarsi il “criminale di guerra” Massima D’Alema…in quella coalizione che già per il nome che hanno scelto “Liberi e Uguali” (come diceva in suo film Nanni Moretti “le parole sono importanti…”) è una presa per i fondelli..
    Vado a concludere con, come penso che doveva concludersi il vostro commento, con” l’astensionismo elettorale” è rivoluzionario e di impegnarsi personalmente e di fare politica ogni giorno, anche se come goccia nell’oceano, e non a delegare in questa continua illusione elettorale.

    Grazie per l’attenzione.

    Stefano Contena Valsecchi

    • mi dispiace, ma non sono riuscito a capire le sue osservazioni; a dire il vero non ho nemmeno capito se è favorevole o meno all’astensione :(
      personalmente, ho gradito l’articolo, che ha suscitato in me una strana impressione, apparentemente non collegata: c’è una distanza stellare tra “la gente” e la classe politica; e questo è assurdo, considerando che il governo di un paese esiste unicamente come “servizio” ai cittadini.
      come abbiamo fatto a trovarci in una situazione così assurda? chi ha costruito questa struttura “politica” che non è assolutamente in grado di rappresentare le persone della nazione?
      è maledettamente difficile prendere una posizione seria in questo “casino” ! votare? non votare? e per chi? chi potrà portare il mio pensiero nell’aula in cui verranno prese le decisioni?
      tutto questo mi rattrista profondamente. mi fa sembrare incredibile questo non poter fare niente di significativo.
      vorrei poter cambiare paese, o tempo storico, o entrambi … ma sono qui, adesso. con tutte queste vergognose menzogne proclamate a destra e a manca, con queste “facce di bronzo” che sembra ci considerino solo degli imbecilli che credono scioccamente alle loro fandonie … mamma mia, che pena!
      cosa farò? … cosa posso fare che abbia un minimo senso?
      voterò, per non affidare ad altri la scelta che spetta anche a me.
      voterò … ma chi?
      auguro a tutti di saper trovare una risposta degna del nostro valore di persone.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome