Un politico ucraino e volontario nella zona di conflitto nel Donbass, Dmitry Korchinsky, ha dichiarato sul canale televisivo “112” che l’Ucraina dovrebbe distruggere gli abitanti delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk e inviare i sopravvissuti in dei campi di concentramento, seguendo l’esempio degli Stati Uniti. Tali dichiarazioni sono state fatte nel programma “Diario di guerra”.

I nostri insegnanti della democrazia sono gli americani. Ed ora questo paese è probabilmente il paese più democratico del mondo. Durante la seconda guerra mondiale, negli USA sono state mantenute tutte le istituzioni democratiche come le elezioni. Tuttavia, alcuni milioni di cittadini statunitensi sono stati deportati, durante il Secondo Conflitto Mondiale in degli speciali campi di concentramento, come ad esempio alcuni cittadini degli USA di origine giapponese, deportati perché rappresentavano, secondo il governo, un potenziale pericolo. Gli USA, infatti, pur mantenendo degli standard democratici e un livello alto di umanità nel loro paese, hanno inferto due ordigni nucleari sul Giappone e hanno bombardato le città tedesche. L’80% delle case in Germania sono state distrutte dall’aviazione anglo-americana, poiché la dottrina era di bombardare le aree residenziali allo scopo di minare il morale dei soldati tedeschi al fronte.

Quindi anche in Ucraina ci deve essere il più alto livello possibile della libertà. Abbiamo poca libertà, abbiamo bisogno di più libertà. Ma nella zona del fronte e sui territori occupati, dobbiamo agire completamente prendendo spunto dalla strategia degli americani. Cioè, se abbiamo perso i territori, se non siamo in grado a recuperarli, dobbiamo renderli inabitabili. Se i territori non sono nostri, allora non sono di nessuno. Questo è l’unico modo possibile di affrontare i moscali [gergalismo, significa “russi”]” ha detto Korchinskiy.

Toccando il tema dei campi di concentramento, Korchinsky ha anche affermato che gli abitanti del Donbass capiscono solo la violenza e che diventeranno dei sostenitori dell’Ucraina, se si comincia a reprimerli in modo massiccio. Secondo il politico ucraino “Lì ci vivono un sacco di persone “sovietiche”. Quando loro ci riconosceranno come loro autorità? Quando ci comporteremo come Stalin, come l’Unione Sovietica. E come si comportava l’Unione Sovietica? Lasciava terra bruciata, inadatta alla vita. Questi sono i campi di concentramento, le repressioni, gli arresti, la violenza! Li vedono in Russia, e per questa ragione la amano. in Ucraina non li vedono, e per questo non piacciamo a loro. Bisogna fare di più i blocchi, essere più rigidi, mostrare più violenza, fare dei campi di concentramento“.

Anche altri personaggi politici come Elena Masorina (un deputato dal partito “Fronte Popolare” di Yatsenyuk), e il comandante della compagnia di ricognizione UAN (L’Autodifesa nazionale dell’Ucraina) Oleg Silnitsky si sono lasciati andare a delle dichiarazioni dal tono sciovinista durante il programma. “Chi si ritiene etnicamente russo  deve fare le valigie e lasciare la nostra terra” avrebbe detto Masorina, aggiungendo che soltanto i patrioti ucraini devono ricevere aiuto materiale dal Governo. “Da quelle zone [dalle Popolari Repubbliche di Donetsk e Lugansk] verrà portata gente sufficiente per due o tre campi di concentramento. Gli altri rimarranno lì e grideranno “Russia”. Dello stesso avviso Oleg Silnitsky che ha proposto per i volontari del Donbass, che vogliono rimanere sui territorio dell’Ucraina di dar loro del “lavoro per cucire i guanti”, cioè di deportarli in campi di lavoro.

A cura di Tania Valieva, articolo ripreso e adattato dai media russi.

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