Il fascino di una Porsche 911 prima serie è indiscutibile. Un’auto unica nel suo genere, prodotta dal 1964 al 1989 in una infinità di varianti ma sempre fedele alla tradizione della Casa di Stoccarda, con una linea ormai iconica e l’inconfondibile ruggito metallico del sei cilindri raffreddato ad aria. Tuttavia, i prezzi delle Porsche d’epoca negli ultimi dieci anni sono lievitati ben oltre le possibilità di molti potenziali acquirenti: le 356, anche le versioni più recenti, non si trovano a meno di 60.000 Euro, mentre le 911 hanno già raggiunto prezzi tra i 70.000 e i 120.000 Euro. Senza contare che il sei cilindri non è affatto parco di benzina.

Ma rinunciando a due cilindri, e risparmiando decine di migliaia di Euro, è possibile trovare un’automobile con tutto il fascino della 911 prima serie e consumi di carburante accettabili. L’auto in questione, provata per voi, è la Porsche 912.

Torniamo indietro di alcuni decenni. E’ il 1964, la Porsche sta per mandare in pensione la 356 dopo averne prodotto una ultima versione, la 356 C, dotata di motore 1600cc quattro cilindri boxer in due versioni da 75 oppure 95 cavalli. A raccoglierne il pesante testimone è la nuovissima 911, una coupè a quattro posti dotata di motore sei cilindri boxer posto in posizione posteriore a sbalzo. Sotto tutti i profili è un’auto dalle prestazioni superiori rispetto alla 356, ma non raccoglie subito i consensi del pubblico. A tanti “puristi” del marchio tedesco la linea non piace, e piace ancora meno il prezzo di listino: la nuova 911 costa 24.500 Marchi contro i circa 18.000 della vecchia 356 – un Volkswagen Maggiolino, per fare un paragone, costa circa 6000 Marchi.

Per offrire un prodotto “di ingresso” con un prezzo più abbordabile la Porsche decide di montare il motore quattro cilindri della 356 sulla carrozzeria della 911: nasce così la 912. Il risultato è apprezzato dai clienti e l’auto resta in produzione dal 1965 al 1969 superando addirittura, con oltre 28.000 esemplari, le vendite della 911. Il “pensionamento” del modello dopo soli quattro anni di vendite è stato dovuto all’arrivo della spyder 914, prodotta in collaborazione con la Volkswagen: un’auto che, per ironia della sorte, non brillerà mai nè per prestazioni nè per vendite.

Ma tornando alla nostra vettura, in cosa differisce dalla 911? I primissimi esemplari a “passo corto”, prodotti nel biennio 1965-1966, si distinguono per il cruscotto a tre strumenti circolari -gli stessi della 356- mentre dal 1965 al 1969 il cruscotto diventa a cinque strumenti come quello della 911 e il passo è allungato di due centimetri. Questi ultimi modelli sono, sia all’interno che all’esterno, indistinguibili dalla 911.

A fare la vera differenza tra i due modelli è appunto il motore: la 912 equipaggia un quattro cilindri 1600 cc raffreddato ad aria da 90 cavalli -contro i 130 cavalli della 911 2.0 e i 150 della successiva 2.2- e 120Nm di coppia, alimentato con due carburatori Solex doppio corpo e distribuzione ad aste e bilancieri. Rispetto alla 356 la 911 beneficia di un cambio a cinque rapporti e dell’impianto elettrico a 12 Volt. Aprendo il cofano posteriore, salta subito all’occhio come il vano motore sia ampio rispetto alle dimensioni del motore stesso, il quale è ancorato al telaio tramite una robusta barra di metallo. La 911 è nota per essere una macchina dal comportamento rabbioso e talvolta imprevedibile. Come se la caverà invece la modesta 912?


Proviamo la macchina. L’occasione ci è fornita da una Porsche 912 del 1967, recentemente restaurata in un bellissimo colore rosso acceso con interni neri. Il cruscotto a cinque strumenti è attraversato da una striscia di alluminio e il volante è un quattro razze con corpo centrale in metallo e corona in radica.

Girando la chiave -la quale è, come da tradizione Porsche, a sinistra del volante -non si sentirà il rombo rabbioso del “flat-six” tedesco, ma un suono più metallico e meno armonioso, che gli appassionati chiamano “pentola di fagioli”. Lo stesso identico suono, non una nota in meno, della 356. La guida della 912 è particolare: non affatica quanto una 911, ed è molto più comoda di una 356. Il cambio a cinque marce, ereditato dalla 911, si accoppia bene al quattro cilindri e grazie ai rapporti più lunghi privilegia un’andatura regolare. Lo 0-100 è coperto in 12.8 secondi, quanto una moderna utilitaria, e la velocità massima è di 185 km orari. Il telaio, i freni, la taratura delle sospensioni, tutto è “abbondante” rispetto alle prestazioni offerte dal motore.

Nonostante le gomme strette, 165 su cerchi da 15 pollici, l’entrata in curva è sicura e la leggerezza dell’anteriore si accompagna ad un leggero sottosterzo che tuttavia non mette mai in crisi la tenuta di strada. La leva del cambio è lunga e talvolta imprecisa, ma le cambiate non sono difficili, e il piccolo quattro cilindri dà il meglio di sè intorno ai 3000-4000 giri, arrivando a una linea rossa di 6000. La vettura è “calibrata” per potenze ben maggiori, e con questo motore si trova a proprio agio: se avesse venti, trenta cavalli in più non noterebbe la differenza. I sedili anteriori sono un ottimo compromesso tra una seduta comoda e sportiva: pur non avvolgenti e privi di poggiatesta, sono imbottiti e rigidi al punto giusto, permettendo una seduta quasi ergonomica.

Anche i quattro freni a disco, non servoassistiti ma di dimensioni generose, gestiscono bene i soli 1050kg di peso della 912. Il motore, dal canto suo, “sente” i quasi 300kg in più rispetto alla 356, e per muoversi con elasticità va tenuto sempre a medi regimi, ma totalizza un consumo di 12 kilometri con un litro. Rispetto ai 6-7 km al litro della 911, è un risultato eccellente.

Insomma: Porsche di serie B? Auto “vorrei-ma-non-posso”? Niente affatto. E’ un’auto di sostanza, che si guida con eleganza e comodità, e offre tutto il fascino di una sportiva Anni ’60 con costi di gestione contenuti. Anche se mancano due cilindri, non preoccupatevi: nessuno ve lo rinfaccerà. E gli sguardi sulla vostra
auto pioveranno.

Quanto spendere per una 912? Come ho già scritto, oggi una 911 ha raggiunto prezzi intorno agli 80-120.000 Euro; una 912 invece si può trovare in buone condizioni per cifre intorno ai 40-50.000. Di più se vi capita una “tre strumenti” o una ben più rara “Targa”, ma sempre molto meno di una 911. Per i ricambi non serve faticare: quasi tutti sono ancora disponibili dalla Casa madre, e si trovano con estrema facilità.

Federico Bezzi

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