CONDIVIDI

C’è chi paga 850 euro per ascoltare il discorso di Barack Obama a Seeds&Chips, la manifestazione in tema di innovazione e sostenibilità del cibo, e chi, oltre due milioni di famiglie, non può nemmeno mangiare in maniera dignitosa.

Più di cinque milioni di persone, in Italia, sono in condizioni di povertà alimentare, cioè possono spendere per l’acquisto di generi alimentari risorse inferiori rispetto a una soglia standard accettabile.

E il loro numero continua a crescere: l’aumento è stato del 57% negli ultimi 10 anni.

E’ quanto emerge da una ricerca del Censis su come mangiano gli italiani presentata in occasione dell’inaugurazione di “Tuttofood”, la rassegna specializzata di Fiera Milano in corso fino a giovedì.

La povertà alimentare, troppo spesso nascosta per vergogna, è un fenomeno sociale diffuso e crescente nel tempo anche nelle aree più benestanti del Paese.

In dieci anni, 800mila nuclei familiari non hanno avuto denaro a sufficienza per mangiare in alcuni periodi dell’anno (+57%, pari a 2,2 milioni di persone). E sono aumentate dell’87% le famiglie che non possono permettersi un pasto a base di carne o pesce almeno una volta ogni due giorni (1,4 milioni di nuclei familiari in più, pari oggi a 3 milioni).

I dati diffusi dal Censis, indicano poi che la povertà alimentare è piu diffusa al Nord-Est (il 9,2% delle famiglie) e al Sud (9%), tra le famiglie con oltre tre figli (6,5%) e con capofamiglia straniero (il 14,1% contro il 7,5% di quelle con capofamiglia italiano).

E colpisce di più le famiglie di chi è diventato maggiorenne nel nuovo millennio (il 14%) rispetto a quelle dei nati dal 1946 al 1964 (8,3%) e degli anziani (6%).

Degli italiani che non hanno il problema della spesa alimentare, più di un milione sono ingordi, mangiano troppo di tutto; 1,4 milioni sono vegetariani e vegani; 14,5 milioni sono pragmatici, cioè mangiano di tutto un po’. 7,3 milioni sono amanti dei prodotti tipici e dei cibi genuini; 6,4 milioni sono salutisti.

Ci sono poi 3,1 milioni di sperimentatori, dediti alle nuove pietanze e alle nuove diete, contro 2,4 milioni di abitudinari, che mangiano quasi sempre le stesse cose.

Non mancano gli eccessi e le cattive abitudini. Sono complessivamente 36 milioni gli italiani che buttano il cibo avanzato in tavola o rimasto inutilizzato oltre la data della scadenza (4,9 milioni lo fanno regolarmente).

Lo spreco alimentare è trasversale alla società, ma sprecano di più i millennial (80,2%), le persone laureate (78,3%) e i benestanti (72,7%).

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO