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Putin a Sochi si complimenta con Gentiloni: “Purtroppo, negli ultimi anni avevamo assistito a un declino dell’interscambio tra Italia e Russia. Ma da quando lei è diventato primo ministro, l’interscambio ha ripreso a crescere.” Il premier replica: “Mi fa molto piacere questa opportunità di incontro sia per i rapporti Italia-Russia, ottimi e eccellenti, sia per parlare della delicata situazione internazionale in cui ci troviamo.”

L’economia russa resta ancora molto legata alle materie prime, per questo una loro fluttuazione anche minima può alterare, e di molto, il quadro complessivo. A ogni modo, questo se da una parte sfavorisce l’edilizia straniera, lascia ampie “praterie” in moltissimi altri settori.

Forse è proprio per questo che Gentiloni, che pure fino a qualche settimana fa faceva la voce grossa contro Mosca, adesso ritorna sul solco tracciato da Renzi, e cioè la contrarietà al rinnovo automatico delle sanzioni alla Russia. Anche se Gentiloni si è affrettato ad aggiungere che l’Italia non romperà con gli alleati.

Durante l’incontro fra Gentiloni e Putin, ENI e il gigante russo dell’energia, Rosneft, hanno firmato un accordo di collaborazione in vari settori, fra cui quello estrattivo e nello sviluppo tecnologico.

In sostanza, l’interscambio fa i due Paesi ha ripreso a crescere, ma l’Italia è ostacolata da lacci che lei stessa si è fatta mettere addosso, in particolare le sanzioni contro Mosca, ma anche il ruolo di Roma nel sostenere i terroristi siriani e la deposizione di Assad, e le molte ambiguità in Libia, per non parlare del sostegno dato all’Ucraina.

Tutto ciò frena in qualche modo quella che potrebbe essere una collaborazione ancora più proficua.

Massimiliano Greco

 

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/

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