Vladimir Putin

La legge russa sulla “propaganda omosessuale” scatenò al tempo della sua approvazione, nel giugno 2013, una rappresaglia mediatica di primo livello – che poche volte si è potuta misurare nella lunga storia della guerra ideologica dell’Occidente contro la Russia – con il classico corollario di accuse al governo di Putin: “legge omofobica”, “criminalizzazione dell’omosessualità” e via dicendo. La pubblicazione della traduzione integrale di tale norma – non frammentata o citata in modo parziale dai più diversi siti e blog – consente un commento ‘a freddo’ su questa recente disposizione.

In primis, non si tratta di una legge concepita ex novo ma di una semplice modifica di articoli di legge già esistenti. In questo caso, parliamo dell’inserimento del comma 21 all’articolo 6 del Codice Federale sugli illeciti amministrativi, nella cornice della Legge Federale russa sulla protezione dei minori. Queste modifiche comportano sanzioni amministrative, quindi pecuniarie, e non portano a pene detentive (a meno che non si siano commessi reati penalmente punibili, come il legislatore più volte ripete).

In secundis, è altrettanto improprio parlare di limitazioni (o perfino divieti) ‘di Stato’ al discorso pubblico sul tema dell’omosessualità, in quanto la sanzione non colpisce o penalizza l’orientamento sessuale dell’individuo, ma è pensata per arginare quella propaganda “di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori, che si esprima nella diffusione dell’informazione diretta a formare orientamenti sessuali non tradizionali nei minorenni, nel richiamo a relazioni sessuali non tradizionali, nella rappresentazione distorta circa l’equivalenza sociale tra relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali, o l’imposizione di informazioni sulle relazioni sessuali non tradizionali, che richiami interesse a questi rapporti “. Propaganda, ovvero, come ci dice la Treccani, quella “azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto.”

Tradotto in francese, chi volesse improvvisare sul piazzale di una scuola un discorso retorico sui pregi della sodomia viene multato. Come peraltro verrebbe multato chiunque – etero o gay – si cimentasse nel diffondere in presenza di minori le gioie filosofiche del bondage. Questo perché in Russia, come un po’ ovunque, sono lo Stato e la famiglia ad avere il monopolio sull’educazione e la formazione dei minori, e non i singoli privati in assenza di titoli adeguati. Anche in materia di educazione sessuale, va da sé. Infatti, così come l’educazione sessuale non serve a orientare in un senso o in un altro la sessualità dei minori, questo articolo 6 comma 21 non serve a punire il gay, ma, semmai, il gay (o l’etero) che portasse avanti un discorso contrario ad alcuni principi che il popolo russo (che nella grande maggioranza ha accolto con soddisfazione questi aggiustamenti giuridici) ritiene in piena libertà essere a fondamento del suo vivere civile. E’ comprensibile che per l’occidentale medio la formula “orientamenti sessuali non tradizionali” sia una stranezza o un abominio, ma, senza entrare nel merito del perché in Occidente la si veda a questo modo, sarebbe auspicabile che chi discorre di diritti umani non si dimentichi che di essi, a rigor di logica, farebbero parte anche i diritti dei popoli. E il diritto di un popolo ad autonormarsi in base alle proprie leggi è inalienabile e non deve essere ostacolato da ingerenze di qualsiasi tipo, e soprattutto non da quelle che rifocillano la soft war statunitense contro i nemici di Washington.

I punti di dialogo tra Occidente e Russia peraltro non mancano, e c’è chi sarà sorpreso dal sapere che in Russia la pratica della “maternità surrogata” è perfettamente legale e commercializzata. Del resto, leggi simili a quelle russe sulla protezione dei minori da influenze che possano danneggiare il loro sviluppo morale o spirituale esistono anche in altri Paesi europei, anche se nessun Guardian de noartri ha mai fatto la voce grossa con la Lituania per “difendere” i gay di Vilnius. Stranezze?

Detto ciò, è palese che con le parole “relazioni sessuali non tradizionali fra i minori” si intenda riferirsi principalmente ai rapporti omosessuali e non, per dire, a quelli necrofiliaci. Ma non per discriminare l’omosessualità, bensì per salvaguardare il minore da coloro che desiderano fare della sessualità un’ideologia e per questo promuovono la diffusione di certi comportamenti sessuali ( “non tradizionali” ) come se questi fossero preferibili ad altri. In questo senso, questo articolo di legge difende il diritto dei minori a vivere in modo armonico lo sviluppo della propria indole, senza imposizione esterna. Chiunque abbia familiarità con la Russia sa che non vi sono intrusioni di sorta dello Stato nella vita privata delle persone omosessuali, né vi sono limitazioni all’associazionismo LBGT: a Mosca esistono club, locali, discoteche per una clientela omosessuale esattamente come in tutto l’Occidente liberale. Che poi la cultura russa sia ancora, per ragioni storiche, piuttosto refrattaria alla cosa, è una vera ovvietà. Però è storia. Fino al 2003 l’Oklahoma puniva i rapporti omoerotici fino a 10 anni di carcere, mentre in Russia questo reato è stato abrogato nel 1993. Forse forse non è sempre colpa di Putin.

LEGGE FEDERALE DELLA FEDERAZIONE RUSSA DEL 29 GIUGNO 2013 N 135-F3 DELLA CITTA’ DI MOSCA

“Sull’introduzione di modifiche all’articolo 5 della Legge Federale “Sulla protezione dei bambini dall’informazione nociva alla loro salute e sviluppo” e agli atti legislativi separati della Federazione Russa aventi scopo di difendere i bambini dall’informazione che propagandi la negazione dei tradizionali valori familiari”

Accolta dalla Duma di Stato in data 11 giugno 2013

Approvata dal Consiglio della Federazione in data 26 giugno 2013

Articolo 1

Il punto 4 della sezione 2 dell’articolo 5 della Legge Federale del 29 dicembre 2010 N 436-F3 “Sulla protezione dei bambini dall’informazione nociva alla loro salute e sviluppo” (Raccolta delle leggi della Federazione Russa, 2011, N 1, p. 48; 2013, N 14, p. 1658) dopo la parola “valori” aggiungere le parole “, che propagandino relazioni sessuali non tradizionali”.

Articolo 2

Il punto 1 dell’articolo 14 della Legge Federale del 24 luglio 1998 N 124-F3 “Sulle tutele fondamentali del bambino nella Federazione Russa” dopo le parole “di carattere pornografico,” aggiungere le parole “dall’informazione, che propagandi relazioni sessuali non tradizionali”

Articolo 3

Inserire nel Codice della Federazione Russa sugli illeciti amministrativi le seguenti modifiche:

1) al paragrafo primo della sezione 1 dell’articolo 3.5 sostituire le parole “agli articoli 5.38, 20.2” con le parole “all’articolo 5.38, sezioni 2 e 4 dell’articolo 6.21, all’articolo 20.2”, sostituire le parole “considerati nella sezione 2 dell’articolo 14.16” con le parole “considerati nella sezione 2 dell’articolo 6.21, nella sezione 2 dell’articolo 14.16”;

2) nel capitolo 6:

a) nella sezione 1 dell’articolo 6.17:

al paragrafo primo sostituire le parole “all’articolo 6.20” con le parole “agli articoli 6.20, 6.21”;

al paragrafo secondo sostituire le parole “e (o) amministrativo” con le parole “o amministrativo”

b) aggiungere all’articolo 6.21 il seguente contenuto:

“Articolo 6.21. La propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori

La propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori, che si esprima nella diffusione dell’informazione diretta a formare orientamenti sessuali non tradizionali nei minorenni, nel richiamo a relazioni sessuali non tradizionali, nella rappresentazione distorta circa l’equivalenza sociale tra relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali, o l’imposizione di informazioni sulle relazioni sessuali non tradizionali, che richiami interesse a questi rapporti, se tali attività non portano ad atti penalmente punibili, –

implica l’applicazione di una sanzione amministrativa nei confronti del cittadino nella misura di quattromila fino ai cinquemila rubli; dei pubblici ufficiali – da quarantamila a cinquantamila rubli; degli enti giuridici – da ottocentomila a un milione di rubli o la sospensione amministrativa delle funzioni per un limite fino a novecento giorni.

2. Le attività, prese in considerazione nella prima sezione del presente articolo, compiute con l’utilizzo di mezzi di informazione di massa e (o) di reti di informazione e telecomunicazione (ivi compresa la rete “Internet”), se tali attività non portano ad atti penalmente punibili, –

comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa nei confronti del cittadino dai cinquantamila ai centomila rubli; dei pubblici ufficiali – da centomila a duecentomila rubli; degli enti giuridici – di un milione di rubli o la sospensione amministrativa delle funzioni per un limite fino a novecento giorni.

3. Le attività, prese in considerazione nella prima sezione del presente articolo, compiute da cittadini stranieri o da persone senza cittadinanza, se tali attività non portano ad atti penalmente punibili, –

comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa nella misura di quattromila fino ai cinquemila rubli insieme all’allontanamento amministrativo fuori dai confini della Federazione Russa oppure l’arresto amministrativo per una durata fino a quindici giorni insieme all’allontanamento amministrativo fuori dai confini della Federazione Russa.

4. Le attività, prese in considerazione nella prima sezione del presente articolo, compiute da un cittadino straniero o da una persona senza cittadinanza con l’utilizzo di mezzi di informazione di massa e (o) di reti di informazione e telecomunicazione (ivi compresa la rete “Internet”), se tali attività non portano ad atti penalmente punibili, –

comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa nella misura di cinquantamila fino a centomila rubli insieme all’allontanamento amministrativo fuori dai confini della Federazione Russa oppure l’arresto amministrativo per una durata fino a quindici giorni insieme all’allontanamento amministrativo fuori dai confini della Federazione Russa.”;

La presente Legge Federale entra in vigore dal giorno della sua pubblicazione ufficiale.

Il Presidente della Federazione Russa V. Putin

Federico Pastore

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