manlio di stefano

In questi giorni si è tenuto a Mosca il congresso di Russia Unita, il partito del presidente russo Vladimir Putin e partecipare ai lavori congressuali c’era anche Manlio Di Stefano, deputato che fa parte commissione Affari esteri nelle file del Movimento Cinque Stelle.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il parlamentare ha dichiarato che erano presenti una quarantina di delegazioni internazionali, tra cui solo una decina di rappresentanti hanno preso la parola. “Con la Russia i rapporti sono buoni: per dare idea dell’attenzione che c’è su di noi, io sono stato il terzo a prendere la parola,” ha aggiunto Di Stefano. Al congresso, questi ha parlato di come l’espansione della NATO verso Est possa creare problemi, e della necessità di porre fine alle sanzioni nei confronti della Russia, nell’interesse delle aziende italiane.
Il Movimento Cinque Stelle ha chiesto un voto parlamentare sulla questione delle sanzioni entro il 31 luglio riguardo alla decisione di prolungarle fino al 31 gennaio 2017 da parte del Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti, un organo del Consiglio dell’Unione Europea). Anche il leader del Movimento, Beppe Grillo, ha criticato il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti con queste parole: “Se fossi al governo il trattato lo farei con i Brics, con i russi, con i cinesi. Smettiamo di trattare con gli americani, ripeto: sono dalla parte sbagliata della storia”.
Per quanto riguarda i rapporti con la Russia, i Cinque Stelle sono in linea con la Lega Nord (di cui una delegazione era presente al congresso di Russia Unita), anche questa sostenitrice dell’abolizione delle sanzioni contro la Russia.
Il 17 giugno, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di estendere la scadenza delle misure restrittive per l’annessione della Crimea alla Russia al 23 giugno 2017.
Il 27 giugno, il Senato italiano ha respinto le due proposte di risoluzione relative alla soppressione delle sanzioni contro la Russia presentate dal Movimento Cinque Stelle e dalla Lega Nord. Il documento su cui il Senato ha dato un parere negativo trattava, inoltre, dell’avvio di una cooperazione tra UE e diversi Paesi, tra cui la Russia, anche a livello di intelligence per prevenire e contrastare il terrorismo.
Da Mosca, il Ministero degli Esteri russo ha nuovamente ribadito che le sanzioni sono controproducenti, e si è dichiarato pronto ad una piena cooperazione con l’Unione Europea e con gli Stati Uniti, una volta che questi abbiano rimosso le sanzioni.
La Brexit ha portato alla luce i problemi esistenti nell’UE, a livello politico e burocratico. La decisione dei cittadini britannici di uscire dall’Unione Europea rischia ora di innescare un “effetto domino”, con altri referendum simili in altri Paesi dell’Unione.
In un quadro come questo, un riavvicinamento con la Russia sarebbe importante, in quanto il Paese rappresenta un solido partner economico e commerciale per la ripresa delle aziende italiane, oltre che un forte partner militare, contro il contro il terrorismo internazionale di matrice islamica.

Silvia Vittoria Missotti

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