Libia: Russia, Italia, Putin.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato di voler tenere sotto controllo la popolarità della musica rap, affinché non porti al degrado della Russia.

Putin, allarmato dalla crescente popolarità di quella musica, afferma che occorra trovare un metodo per guidarla e dirigerla.

Putin ha replicato così allo spunto del produttore Igor Matvienko, che chiedeva di strutturare un sistema di guida ai concerti dedicato ai genitori: «Dici che il rap si basa su tre pilastri: sesso, droga e protesta. Di tutti questi, la droga è il più preoccupante. È la via verso il degrado di un Paese. Le parolacce fanno parte del nostro linguaggio. Il problema è solo come le usi».

Non quindi un rap di Stato, ma solo dei tentativi di gestire un fenomeno che spesso sfocia nel vero e proprio incitamento alla violenza.

L’Fsb, erede del KGB, è sceso in campo per rafforzare i controlli dei poliziotti  per accompagnare le restrizioni e i controlli dei poliziotti nei confronti di alcuni dei “cantanti” più virulenti, i cui testi inneggiano apertamente alla droga e al suicidio.

Massimiliano Greco

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