Il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla nazione davanti alla Camere riunite, il quindicesimo della sua lunga stagione politica, oltre a toccare temi interni, ha affrontato la delicata questione del dispiegamento dei missili a corto e medio raggio in Europa da parte degli Stati Uniti.

Putin ha spronato il governo ad avere più coraggio nel realizzare gli obiettivi del Piano Nazionale di sviluppo.  Un punto nevralgico è quello delle misure di contrasto alla povertà. Per il leader russo non è più rimandabile un “nuovo contratto sociale” che dia “9 milioni di persone” la possibilità di usufruire di “percorsi di formazione” per poi “ottenere un lavoro o avviare un’attività”.

Il leader ha ravvisato la necessità di un cambio di passo anche nella Sanità e della tutela ambientale, con nuove leggi più stringenti contro le discariche” e la transizione verso un’economia più sostenibile.

“Le risorse, ha ammonito Putin, ci sono e se le sono guadagnate i russi. La gente entro un anno deve vedere che la qualità della sua vita aumenta”.

Il passaggio del discorso di Vladimir Putin che ha fatto più rumore sui media europei, è quello riguardante il trattato INF e i rapporti di forza con gli Stati Uniti. Qualora Trump dovesse dispiegare i missili a medio e corto raggio in Europa, Mosca risponderà “immediatamente” prendendo di mira non solo i razzi stessi ma anche “i luoghi dove si prendono le decisioni politiche”.

“Il collocamento dei missili Usa in Europa è una minaccia estremamente pericolosa per la sicurezza della Russia e della pace in generale. Non credo che la situazione internazionale di oggi sia tale da richiedere una esacerbazione ulteriore e irresponsabile, non vogliamo questo”, ha aggiunto Putin.

Il presidente russo ha annunciato anche lo sviluppo di nuovi sofisticatissimi armamenti, come il missile ipersonico Tsirkon, pensato per la Marina.

Mosca, ha assicurato Putin, non cederà mai alle mire di “dominio globale” degli Usa e “svilupperà sempre” risposte militari in grado di contrastarle.

L’identità russa è perfettamente condensata in queste parole, che dovrebbero far riflettere chi è al governo di quegli Stati europei ondeggianti tra Berlino e Washington, senza una reale autonomia politica, militare ed economica: “La Russia era, è e sarà uno Stato sovrano e indipendente. È semplicemente un assioma, o sarà così o non esisterà affatto. Dovrebbe essere chiaro a tutti noi. Dobbiamo capire ed esserne consapevoli. La Russia non può non essere uno Stato se non sarà sovrana. Alcuni Paesi potrebbero, non la Russia”.

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