Nell’abituale discorso annuale del Presidente della Federazione Russa indirizzato dal Cremlino all’Assamblea Federale, Vladimir Putin poche ore fa ha toccato i principali temi della politica nazionale. Dall’economia al sociale, passando per la situazione politica internazionale, dal Salone di San Giorgio Vladimir Vladimirovich ha affrontato in maniera precipua il tema cogente del terrorismo.

Dopo aver chiesto un minuto di silenzio ai rappresentanti dell’Assemblea riuniti in sala, in ricordo dei caduti vittime dell’aggressione da parte di Ankara lo scorso 24 Novembre Putin ha ricordato come già la Russia ha dovuto affrontare nel recente passato il cancro del terrorismo, al quale, ricorda, “abbiamo” – simbolicamente – “spezzato quasi del tutto la colonna vertebrale, ed impiegandoci ben dieci anni”. Al riguardo, il Presidente russo invita a non abbassare la guardia, spiegando che sebbene “abbiamo cacciato via i terroristi dalla Russia, la minaccia del terrorismo è attualmente in ascesa”.

“L’esercito russo è lì soprattutto per difendere i cittadini russi” argomenta Vladimir Putin, che spiega “molti di questi jihadisti sono cittadini russi immigrati in Siria per rispondere alla chiamata dell’ISIS e accumulando armi, potere e denaro”, che poi “userà” – continua Putin  – “per perseguitare, torturare e uccidere gente”. Era quindi “nostro dovere”, motiva il Presidente, “scendere in campo per sconfiggere il terrorismo a seguito di una legittima richiesta del Governo siriano”.

“Bisogna eliminare le differenze e formare un fronte unito contro l’ISIS ed il terrorismo, ogni Stato Civile ha il dovere di fare qualcosa di concreto per eliminare il terrore” insiste su questo punto Vladimir Vladimirovich, che non le manda a dire nemmeno al nemico del momento, la Turchia: “Bisogna combattere il terrorismo con atti concreti e non proteggendo e assistendo i ribelli. Non si possono fare affari con i terroristi e i criminali”. E poi accusa senza mezzi termini Ankara di fare affari con i terroristi – “abbiamo molti vecchi amici in Turchia, loro non hanno nessuna colpa di cosa stanno ordendo le élite del loro popolo. Che la Turchia aiuti i terroristi non è una cosa nuova: allo stesso modo davano rifugio morale e materiale ai terroristi del Caucaso negli anni ’90 e 2000”.

Il Capo di Stato della Fed. Russa ha poi sancito la fine dell’argomento terrorismo sottolineando che “la Russia è tranquilla e non avrà reazioni nervose e dannose per se stessa per il mondo”

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