Putin scienze russia

In un discorso tenuto nella città siberiana di Novosibirsk, il presidente uscente della Federazione Russa Vladimir Putin ha fatto il punto della situazione dello sviluppo scientifico in Russia.

La città siberiana, costruita nel 1983 all’epoca di Alessandro III è la terza città della Russia per numero di abitanti, ed è un centro importante sia per l’industria chimica e farmaceutica, che per la ricerca scientifica. Novosibirsk è infatti la sede della cittadella di Akademgorodok, fondata negli anni ’50, e dotata di una decina di istituti di ricerca scientifici, tra i quali l’Istituto di Fisica Nucleare Budker.

Nel Giorno della Scienza Russa il presidente Putin ha visitato l’istituto di Fisica Nucleare di Budker e ha parlato al Consiglio per la Scienza e l’Educazione della Federazione Russa. Putin ha sottolineato che ricercatori e istituzioni russe sono oggi già impegnati in progetti scientifici internazionali, come il Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, un impianto termonucleare in Francia e il laser a elettroni liberi sviluppato in Germania.

Tuttavia l’intenzione della Federazione è quella di rilanciarsi come punto di riferimento della ricerca scientifica internazionale, un obiettivo che potrebbe liberare politicamente la Russia dal giogo delle sanzioni, restituendogli ulteriore prestigio. Già negli ultimi anni la Russia, con l’abbandono delle missioni spaziali da parte della NASA, è diventato l’unico punto di riferimento internazionali per le ricerche compiute nello Spazio. Anche nella Fisica delle alte energie, Mosca resta un punto di riferimento, soprattutto per quel che concerne la realizzazione e la manutenzione dell’acceleratore di particelle del CERN.

Ma l’obiettivo di Putin è quello di tornare ai livelli di sviluppo che appartenevano al periodo sovietico, quando il gigante russo battagliava con la superpotenza americana nella ricerca scientifica. È quanto si evince dalle parole di Putin: “Noi dobbiamo fornire gli strumenti per attrarre i migliori ricercatori nei nostri più importanti laboratori, inoltre dobbiamo formare dei validi ricercatori internazionali qui in Russia”

La Federazione ha varato per attrarre ricercatori russi e internazionali ben 90 milioni di rubli per ogni istituto di ricerca per i prossimi 3 anni (2018-2020) da spendere in borse di studio. L’intenzione è oltre a quella del prestigio, di evitare la classica fuga di cervelli verso i centri di ricerca occidentali. “Scienziati e giovani ricercatori hanno bisogno di vedere che è interessante lavorare in Russia, perché vengono fissati obiettivi ambiziosi, che sono in linea con le sfide del tempo, e sono state create le condizioni per raggiungere questi obiettivi realizzando risultati eccezionali e risolvere i compiti che il nostro paese ha dovuto affrontare” ha dichiarato Putin.

Il presidente uscente ha inoltre recapitato il premio ai giovani scienziati e ricercatori più validi, un premio che si tiene ogni anno in Russia.

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