Caso Qatar, Isaias Afewerki (pres. Eritrea): pace solo con il diritto internazionale

Pochi giorni fa il Presidente eritreo Isaias Afewerki ha mandato un importante messaggio a vari Presidenti e premier del mondo chiedendo loro d’esercitare tutta l’influenza di cui dispongono sul Consiglio di Sicurezza dell’ONU, affinché questi possa rivedere le proprie posizioni sull’Eritrea e comprendere le grandi ingiustizie a cui essa è da tempo sottoposta.

Nel suo messaggio, il Presidente Afewerki ha ribadito che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha l’obbligo, la responsabilità primaria e il mandato legale per assicurare e promuovere la sicurezza e la pace delle nazioni sovrane e di conseguenza anche per garantire il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

A tal proposito Afewerki ha voluto spendere alcune parole a proposito della crisi frontaliera fra Etiopia ed Eritrea, frutto della guerra del 1998-2000. Questa disputa di confine, secondo il Presidente eritreo, è dovuta all’azione di Washington che ha cercato di mettere contro due popoli, quello etiopico ed eritreo, uniti da profondi legami storici, culturali e religiosi, per crearsi l’occasione con cui ingerire negli affari interni del Corno d’Africa.

Infatti, malgrado il raggiungimento degli Accordi di Algeri nel 2000, gli Stati Uniti hanno sempre usato tutta la loro influenza nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU affinché essi rimanessero inapplicati e la crisi venisse addirittura esacerbata.

Successivamente gli Stati Uniti e i loro alleati hanno accusato l’Eritrea di sostenere le milizie di al Shabaab in Somalia, malgrado non vi fosse alcuna prova che potesse suffragarlo. Ma, senza tener conto di ciò, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU emise delle ingiuste sanzioni contro l’Eritrea nel dicembre del 2009.

Come se non bastasse tutto ciò, il Presidente Afewerki ha ricordato che per destabilizzare ed indebolire l’Eritrea sono state poi attuate altre provocazioni, come ad esempio le varie accuse di violazioni dei diritti umani, i frequenti attacchi militari lanciati contro il paese ed infine il traffico di esseri umani organizzato da varie reti criminali finalizzate ad incitare molti giovani ad abbandonare il paese.

Secondo Isaias Afewerki il diritto internazionale deve finalmente essere rispettato e pertanto si deve smettere, una volta per tutte, di seguire la legge della giungla. Solo il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, liberato da certi condizionamenti esterni, potrà pertanto sindacare sul diritto internazionale e sul suo rispetto, cominciando per esempio a deliberare sull’occupazione di territori sovrani da parte di altri paesi, a ritirare le sanzioni finora indette e a chiedere il termine di tutte le varie provocazioni sinora attuate, tutti danni dei quali l’Eritrea in questi anni ha dovuto dolorosamente fare le spese.

E’ evidente, nelle parole usate da Afewerki, la preoccupazione per la situazione internazionale, che sta conoscendo una sempre maggior recrudescenza. La rottura fra Arabia Saudita, coi suoi relativi alleati, ed il Qatar, può portare a conseguenze anche nel Corno d’Africa, dopo che già ha creato non pochi problemi nello Yemen, un paese che con l’Eritrea vanta forti e storici legami. La rivalità fra sauditi, qatarioti ed iraniani ha già profondamente segnato le vicende politiche della regione, coinvolgendo non solo l’Eritrea ma anche Gibuti, la Somalia e l’Etiopia (a tacere del Sudan e dell’Egitto, fino ad estendersi a tutto il Maghreb).

In uno scenario di crescente tensione regionale ed interregionale, l’Eritrea ribadisce dunque l’importanza del diritto di fronte al facile uso della forza e ai danni provocati da qualsiasi irragionevole arbitrio.

3 COMMENTI

  1. I share the opinion given by Mr Bruno he is right U.N. doesn’t exist if exists is just to be a puppet of the USA. U.N. is following the footsteps of League of Nation which is dead and gone for good. U.N. will have the same fate.
    Hope to see its destruction soon.

  2. In my opinion all these problems in Ethiopia and Eritrea have the origins , Starting from colonialists .Even though these two countries could have resolved their problems differently and smoothly too .
    In today world the Arab countries such as the Saud’s are very good in hiding their true color of their missions . They used their money to hiding their true agenda .
    Heating up Their misunderstanding and creating problems is like the advantage of hitting the metal while it’s hot, and to play the roll of expansion of Islam and the cancellation of Christianity in the these two country (Ethiopia and Eritrea) which they firmly determined to hold on to Christianity . The Saudi’s specially show their soft and smooth political moves but play hard behind the seen by involving other countries to accomplish their missions on behalf of them without the others knowing it . That’s were the power of money play . In my personal opinion (acting as if pretending to stay neutral ) is the game of the Arabs specially the Saud’s when it comes to These two nations but one people and more

  3. Il commento del Presidente dello Stato di Eritrea è estremamante puntuale e costruttivo. Ma l’ONU dov’è? Ricordiamoci che Eritrea e Etiopia hanno in comune una grosssa percentuale di Cristiani Copti e Cattolici o protestanti. E questa condizione permette loro di convivere con le altre religioni da sempre presenti nei due Stati dove vige uguaglianza religiosa. Sono posizioni che al di là dei problemi confinari pone questi due Paesi in una situazione privilegiata che non vede essere distrutta da altri poteri internazionali.

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