Esame azero per l’Italia di Antonio Conte, che fra due giorni scenderà in campo a Baku contro i padroni di casa dell’Azerbiagian. La gara, apparentemente semplice (all’andata a Palermo finì appena 2-1 per gli azzurri), potrebbe garantire il pass diretto ad Euro 2016 con una giornata d’anticipo, evitando agli azzurri i patemi di un incontro non semplice a Roma contro la Norvegia.

La partita cade in un momento d’oro per il calcio azero. Dopo l’esordio del Neftçi, nell’edizione 2012-13, e la partecipazione del Qarabağ, nell’edizione 2014-15 (pareggiò con Saint Etienne ed Inter e vinse per 2-0 contro il Dnipro, poi finalista nella competizione), per la prima volta sono ben due le squadre azere a partecipare all’Europa League: lo stesso Qarabağ e il Gabala.

Un risultato importantissimo per l’emergente repubblica caucasica, che sta cercando attraverso lo sport una forma di legittimazione a pieno titolo fra le nazioni europee.

I risultati delle squadre di club hanno garantito un importante sviluppo a tutto il movimento calcistico azero: sconfitte di misura con Bulgaria (2-1 a Sofia), Italia (2-1 a Palermo) e Norvegia (1-0 a Baku), vittoria contro Malta (2-0 a Baku), pareggio a reti bianche ancora contro la Norvegia ad Oslo e contro la Croazia a Baku, sono risultati incoraggianti soprattutto dal 2008, quando sulla panchina sedeva il tedesco Berti Vogts. Ora il tecnico è la leggenda croata Robert Prosinečki.

La presenza di importanti investimenti nel calcio locale (uomini d’affari che hanno investito nelle squadre della Premyer Liqası sono Hafiz Mammadov, proprietario dell’FK Baku, Jahangir Hajiyev dell’Inter Baku, Tale Heydarov dell’FK Gabala e Mubariz Mansimov al Khazar Lankaran), le partnership con Atletico di Madrid e Manchester United e l’organizzazione di eventi internazionali (l’Azerbaigian è paese ospitante di un girone di Euro 2020 e dell’intero campionato europeo under-17 del 2016), rappresentano i punti di forza di un sistema in continuo sviluppo e consolidamento.

In campo, Conte non può contare sull’ottimo stato di forma di Lorenzo Insigne, in questo periodo il più forte giocatore italiano, bloccato da un versamento al ginocchio, e con ogni probabilità opterà per il tridente El Shaarawy-Pellè-Candreva, con Florenzi spostato sulla linea difensiva. A centrocampo la qualità di Pirlo, Verratti e Bertolacci, ancora alla ricerca di un ruolo nel Milan.

Nella squadra di Prosinečki, probabilmente schierata con un difensivo 4-5-1, il peso dell’attacco poggerà sulle spalle di Ruslan Qurbanov, bomber dei “petrolieri” del Neftçi, mentre il centrocampo sarà guidato dal venticinquenne del Karlsruhe Dimitrij Nazarov.

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