Eritrea
Festeggiamenti ad Asmara, capitale dell'Eritrea (foto di EastAFRO).

Era il 24 Maggio del 1991 quando le truppe del Fronte Popolare di Liberazione dell’Eritrea entravano ad Asmara, dopo giorni in cui avevano riscosso continui successi conquistando una posizione dietro l’altra.

La vittoriosa Operazione Fenkil, lanciata nelle settimane precedenti, aveva permesso una rapidissima avanzata sul territorio, a danno delle truppe nemiche ormai demoralizzate e alla fuga, dipendenti dal regime di Menghistu a sua volta prossimo al tracollo verticale. Erano giorni di grandi aspettative e di euforia, euforia che esplose letteralmente nei giorni a venire, quando con l’entrata ad Asmara divenne subito chiaro che l’Eritrea aveva vinto la sua battaglia e che i trenta e lunghi anni di guerra sino a quel momento patiti erano ormai finalmente conclusi con l’arrivo di quella conquista così vitale ed importante.

Due anni dopo, nel 1993, sempre il 24 Maggio, si tenne il referendum che approvò a larghissima maggioranza l’indipendenza del Paese. Da quel momento l’Eritrea diventava il più giovane Stato africano, un record detenuto almeno fino a quando non è divenuto indipendente il Sud Sudan, ma soprattutto in quel giorno l’Eritrea diventava l’ultima ex colonia occidentale a guadagnarsi finalmente l’indipendenza. Il caso dell’Eritrea, in effetti, era stato sin da subito più unico che raro, trattandosi proprio dell’unica ex colonia italiana a Seconda Guerra Mondiale finita a non ottenere la libertà nella forma di Stato autonomo, ma venendo piuttosto “trasmessa” alla vicina Etiopia quasi come una sorta di “riparazione di guerra” o “baratto diplomatico” nel nuovo gioco di potenze venutosi allora a creare. Da quella stranezza politica, sempre più incomprensibile a molti eritrei, era partito poi l’impulso da cui sarebbe scaturita la Guerra di Liberazione del 1961-1991.

E’ per tutte queste ragioni che potremmo dire che Maggio sia il mese dell’Eritrea, senza limitarsi solo alla data del 24: per tutte le importanti vittorie che precedettero quel giorno e l’entrata in Asmara, per quest’ultimo storico fatto ancora e, infine, per l’esito trionfale del referendum di due anni dopo.

Dal 1993 ad oggi, ovviamente, il Paese ha conosciuto fasi molto distinte fra loro: alcune positive, altre decisamente negative. La guerra col vicino etiopico del 1998-2000 ha lasciato profonde ferite da ambo le parti, e pesanti strascichi politici che si sono ben presto sostanziati in crescenti sanzioni, nel 2009 e nel 2011, con vari tentativi di destabilizzare ed isolare la piccola e giovane nazione affacciata sul Mar Rosso. Tuttavia, lo spirito di “resilienza” (parola molto cara a tanti eritrei) ha permesso di superare queste difficili prove, e alla fine la situazione internazionale ha assunto connotati decisamente più favorevoli per Asmara.

Nel 2018 in Etiopia è avvenuto un radicale cambiamento di rotta, con la caduta della vecchia maggioranza egemonizzata dal Fronte Popolare di Liberazione del Tigray, acerrimo nemico di Asmara e responsabile della guerra di vent’anni prima. Al suo posto, è giunto un nuovo governo, guidato dal giovane Abiy Ahmed, che ha iniziato fin da subito a rivoluzionare la politica interna ed estera del proprio Paese. L’Etiopia non soltanto ha avviato, infatti, profonde liberalizzazioni interne, ma ha anche cercato e ottenuto la pace con vari gruppi etnici al suo interno, e soprattutto ha seppellito l’ascia di guerra con l’Eritrea, riconoscendo tutti i termini degli Accordi di Algeri del 2000. A quel punto, grazie alla nuova sinergia fra Eritrea ed Etiopia che ne è derivata, è cominciato anche un prezioso processo di sostegno alla pace e all’integrazione che sta coinvolgendo tutta la regione del Corno d’Africa oltre a numerosi ed importanti Stati vicini. Anche con altre nazioni occidentali hanno ben presto cominciato a migliorare, e i rinati rapporti diplomatici e politici fra Italia ed Eritrea ne sono un valido e gradito esempio.

Le insidie e gli ostacoli non mancheranno mai, ma decisamente in Patria così come nel resto del Mondo i cittadini eritrei e i loro amici hanno potuto godersi un 28esimo Anniversario dell’Indipendenza che, rispetto a quello dello scorso anno, è stato ancora più bello, positivo e carico di buone promesse. L’obiettivo e l’auspicio è di continuare dunque in questo crescendo, vivendo di anno in anno compleanni sempre migliori.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.