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Curdi e Israele

Un nuovo teatro strategico si è aperto in medioriente, dopo le sconfitte e i ripiegamenti di ISIS nella regione ad opera principalmente dei raid aero-navali russi e delle avanzate terrestri siriane e irachene è la volta di un nuovo attore che ha monopolizzato per giorni l’opinione pubblica e la stampa occidentale, il referendum curdo-iracheno.

Referendum che ha visto la vittoria plebiscitaria degli indipendentisti guidati da Barzani, leader di governo del Kurdistan iracheno, ma andiamo oltre, la vittoria degli indipendentisti ha ricevuto solo il riconoscimento del governo di Israele di Benjamin Netanyahu, contrari i Turchi, contrario pure il governo di Baghdad che usa il pugno di ferro e chiude le trattazioni con il governo regionale Curdo.

Qualche giorno fa anche il presidente siriano Bashar Al Assad ha comunicato la sua contrarietà all’indipendentismo curdo in Iraq, ma la cosa che salta più all’occhio è l’appoggio israeliano a questo referendum, la società statunitense “ClipperData” ci fornisce qualche dato interessante, metà del greggio estratto nel “Kurdistan Iracheno” viene spedito in Israele, staccando l’Italia come importatore primario.

Ma aggiungiamo di più, secondo alcuni media israeliani lo scambio petrolifero Kurdistan-Israele avrebbe superato i 3 milioni di barili nel solo mese di settembre, ora capiamo come Benjamin Netanyahu sia entusiasta dell’esito referendario.

Non è la prima volta che i curdi iracheni ricevono sostegno da stati o coalizioni estere, nel 1991 i curdi iracheni si allearono de facto con la coalizione internazionale nell’operazione “Desert Storm” contro Saddam Hussein, nulla di nuovo sotto il sole, ma d’altronde se la causa curda viene appoggiata da un professionista della destabilizzazione quale Bernard Henri-Lévy, c’è poco da stare allegri.

Ma l’intesa curdo-israeliana non si ferma qua, un ufficiale dei Peshmerga (la milizia del Kurdistan iracheno) saluta così l’appoggio di Benjamin Netanyahu alla loro causa.

Un risvolto preoccupante nel sempre più complesso scenario del medio oriente e nell’anarchia irachena post-baathista.

 

5 COMMENTI

  1. Bene hanno fatto i curdi ad allearsi con l unica democrazia del medioriente. Ottima idea anche quella di vendere petrolio all’Italia e a Israele. Sembra quasi che ci siate rimasti male, che volevate qualche bella alleanza con qualche regime dittatoriale tipo Turchia o Iran?

    • Sig. Mario forse Lei non ha letto le mail svelate di Killary Clinton oppure non ha seguito la stessa nel confronto con Trump dove ha chiaramente detto che se avesse vinto avrebbe aiutato i curdi del nord della Siria. Comprendo il suo commento se Lei fosse un sostenitore del governo criminale di Usa e Israele ma noto che nella sinistra ci sono i fan dei curdi che manifestano contro i dittatori fasssisti come Assad . Se Ernesto Guevara fosse ancora tra noi impugnerebbe il fucile per difendere la sovranità della Siria dagli attacchi nazisionisti e avrebbe difeso la sovranità di Yugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia e Ucraina. Oggi il Che starebbe con Maduro a difendere la rivoluzione bolivariana dagli attacchi imperialisti.

      • Sono di sinistra ma non condivido molti punti. Ho un amica Venezuelana che mi ha detto che Maduro è un fascista ed è un criminale. Ha affamato il popolo venezuelano vivendo nel lusso più sfrenato. Hs eliminato la liberta’ di stamoa. Che Guevara lo avrebbe ucciso, le sue parole erano il popolo prima di tutto. Riguardo la Siria Assad è un dittatore crudele. Tifare per lui è indegno per qualsiasi persona di sinistra. Ed è anche indegno tifare per gli iraniani che combattono insieme con lui per conto di un regime toecratico in cui il popolo subisce le angherie di una classe dirigente corrotta e perversa. Per questo Tito per i curdi contro Assad ed Erdogan. Due fascisti islamisti accumunati solo dalla passione per i soldi,il potere e il nepotismo.

  2. I Curdi si tanno mettendo in un vicolo cieco,praticamente avranno tutti nemici, nessuno in quella zona permettera’ la nascita di uno stato curdo.
    Inoltre i curdi sono divisi tra loro e presto emergeranno le divisioni etniche inevitabili, Barzani rappresenta solo una parte dei curdi e neanche maggioritaria.
    Inoltre questa “strana” alleanza con lo stato sionista non potra’ che portargli problemi enormi che pagheranno amaramente.
    In pratica si sta preparando una seconda guerra in medio oriente sponsorizzata da Israele (coma ha gia’ fatto con Isis e compaqnia cantante A;l Nusra e A Qaida ormai evidenti propaggini sioniste-americane).
    Il destino dei curdi diviene quello che si era detto in precedenza, cioe’ burattini pronti per massacri al soldi di potentati americani e sionisti.
    Presto vedremo i curdi soccombere sotto i colpi di turchi, iraqeni e iraniani.
    Un destino terribile che avrebbero potuto evitare ma la loro classe politica corrotta e stupida sta spingendo il popolo curdo verso la loro fine anche fisica.

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