In Abruzzo vince di larga misura il Centrodestra con un boom della Lega superiore anche alle più rosee previsioni, tiene il Centrosinistra come coalizione, mentre continua ad arretrare il Pd come partito. Stecca il Movimento Cinque Stelle che perde poco rispetto alle regionali del 2014 ma dimezza le percentuali del 4 marzo 2018. L’Abruzzo sarà la settimana regione italiana controllata dal Centrodestra insieme a Molise, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.

Con il 48,03% delle preferenze, Marco Marsilio, candidato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione politica e Udc, è il nuovo presidente della Regione Abruzzo. Giovanni Legnini, presentato da Pd, Leu, Centro democratico, Centristi per l’Europa e da altre liste civiche, ha ottenuto invece il 31,28% delle preferenze, e la candidata del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, il 20,20%. Stefano Fajani di Casapound Italia ha ottenuto infine lo 0,47% dei voti.

La Lega stacca e straccia alleati ed avversari e diventa il primo partito in Abruzzo con il 26% delle preferenze, raddoppiando il dato già ottimo delle Politiche quando aveva ottenuto il 13,8%. Il raffronto con le nazionali è amarissimo con il M5S che passa dal 39,85% al 18% circa. Il Pd scende dal 13,82% al 12% circa. Forza Italia sotto la soglia del 10% (meno di un terzo della Lega), rispetto al già magro 4 marzo (14,44%) perde circa cinque punti. Benino Fratelli d’Italia, con il 6,5%, leggermente in crescita (5,03%). Il dato definitivo dell’affluenza è del 53,1%. Il calo, rispetto al 61,55% della precedente tornata, è dell’8,43%.

Nel 2014, il piddino D’Alfonso vinse con il 46,2% dei voti. Dietro di lui il candidato del centrodestra, Giovanni Chiodi, al 29,2%, e la candidata del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, al 21,4%. Entrando nel dettaglio delle singole liste, chi ha perso più di tutti è stato il Pd: allora ottenne il 25,4% dei consensi, oggi solo l’11%, nonostante parte di quei voti siano recuperati dalle tante liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Nel centrodestra a dettare legge era Forza Italia, con il 16,6%, il 7% in più di oggi. Rispetto al 2014, avanza, invece, Fratelli d’Italia: dal 2,9% al 6,5%. Fragoroso è il botto della Lega che non presentò alcuna lista in Abruzzo. Il balzo è da primato: da 0 al 27,4%. Il Movimento 5 Stelle, come lista, raccoglie quasi due punti percentuali in meno.

Marsilio, neo-governatore ed esponente di Fratelli d’Italia, ha inviato subito un messaggio chiaro agli abruzzesi: “La ricostruzione sarà la nostra priorità assoluta. È rimasta ferma in questi ultimi tempi, è una vergogna che dobbiamo cancellare assolutamente. Il centrodestra ha già dimostrato con la ricostruzione del 2009 e torneremo a replicare quel modello. La mia assoluta priorità è rimettere in pochi mesi le persone nelle condizioni di rientrare nelle loro case”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha rassicurato sulle sorti dell’esecutivo nazionale: “Avanti con il lavoro. Abbiamo tanti impegni da mantenere”. Poi ha ringraziato gli elettori abruzzesi: “Grazie Abruzzo! Grazie Italia. Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro”, ha esultato sui social il vicepremier leghista, vincitore assoluto di queste elezioni.

Sara Marcozzi ha attribuito il risultato non esaltante del suo movimento alla presenza delle liste civiche a sostegno dei suoi avversari: “È successo ciò che dicevamo da anni. Grandi coalizioni formate da ‘liste civetta’ hanno determinato questo risultato. Sono i pacchetti di voti che si spostano, con portatori sani di voti che passano dal centrosinistra al centrodestra e viceversa. Noi siamo soddisfatti perché abbiamo lavorato sui temi e non sulla propaganda, senza portatori di voti e ‘portatori d’acqua’. Permettere, un mese prima, a 8 liste create ad hoc di partecipare alle elezioni è una sconfitta della democrazia”.

Forzata e politicamente non di spessore appare anche la critica al vincitore: “Ha vinto un candidato che non è neanche abruzzese. Noi abbiamo portato avanti temi regionali, il candidato di centrodestra no. Gli consigliamo di mettere in atto le proposte del M5S”.

Quello in Abruzzo era un test elettorale importante anche per i rapporti di forza all’interno della maggioranza di governo. E il responso è solare: la Lega è in ottima salute ed evidentemente appare più affidabile del M5s agli occhi degli elettori. Chi ha voluto strumentalizzare politicamente Sanremo ed immaginava una ripresa di Pd ed alleati, sta masticando amaro. Il voto popolare non può essere bilanciato o superato da quello “ponderato” ed inamidato delle giurie d’onore composte da radical chic. Dall’aperitivo vip di Capalbio ai confetti verdi di Sulmona, la distanza può essere davvero breve.

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