Sembra proprio che l’Italia in Europa sia considerata come il classico compagno di classe di cui tutti si approfittano. Siamo il paese che ha avuto tre presidenti del consiglio che hanno bypassato le elezioni politiche e rischiamo addirittura di averne un quarto. Eh sì, l’aria è quella grigia, quella di un certo novembre 2011… Ci si riferisce ovviamente allo scontro fra il premier italiano Matteo Renzi e il lussemburghese Jean Claude Junker, presidente della Commissione europea.
Giusto per ribadire concetti che spero siano noti a tutti, la Commissione europea è l’unico organo europeo in grado di proporre leggi. Il candidato a presidente della Commission viene presentato al Parlamento Europeo dal Consiglio europeo. I cittadini europei votano per il Parlamento europeo che ha però solo un potere consultivo: può approvare le leggi della Commissione ma non legiferare. Insomma tutto molto democratico…
In questi giorni il suddetto presidente, non eletto da nessuno, lamenta il fatto di non avere più interlocutori a Roma, Renzi replica sostenendo che l’Italia non si farà intimidire ecc. Il classico gioco delle parti che aveva caratterizzato anche il periodo antecedente al golpe di Mario Monti nel 2011. Renzi è entrato in Europa con il suo classico sorriso sulla faccia, pacche sulle spalle, cercando di guadagnare quella credibilità che, però, sembra non aver ottenuto. Si vede molto bene dalle decisioni prese dai vertici dell’Unione, decisioni che non hanno mai favorito gli interessi italiani.

Come già detto, l’Italia è la pecora nera dell’Unione. Nelle scorse settimane a Palazzo Chigi si sono irritati per l’abbandono del progetto della South Stream, un progetto di gasdotto che avrebbe collegato la Russia all’Europa mentre è stato concesso il potenziamento di North Stream. Sostenuto da chi? Dalla Germania ovviamente. E ancora, l’Italia ha lanciato la proposta di redistribuzione dei profughi, proposta bollata perché a quanto pare non sono state prese le impronte digitali alla frontiera (oltre al danno la beffa). Di questi giorni sono invece le polemiche riguardanti le clausole di flessibilità alla legge di stabilità, ancora sotto giudizio a Bruxelles, e l’istuzione di una bad bank italiana in grado di liberare gli istituti in difficoltà da 200 miliardi di crediti deteriorati. Questa soluzione tuttavia andrebbe contro il bail in europeo, appena entrato in vigore, che vieta di salvare le banche eccessivamente esposte con fondi pubblici ma impone a rifarsi delle perdite sugli obbligazionisti e sui correntisti che hanno sottoscritto conti correnti di più di 100 mila euro. Non dimentichiamoci però che, invece, la bella e buona Germania dal 2008 continua a elargire alle proprie banche aiuti pubblici per un ammontare di 500 miliardi: siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri, mi verrebbe da dire.
Ora bisogna capire se queste scaramucce con Junker sono solamente uno specchietto per le allodole al fine di strappare consensi da quel bacino elettorale che simpatizza con movimenti anti-euro (vedi Lega e M5S) e intanto il governo italiano accetta supinamente tutto quello che gli viene propinato da Bruxelles. Oppure Renzi vuole effettivamente fare gli interessi del suo paese. Ma ammessa quest’ultima ipotesi il problema è che si vuole ancora una volta cercare di cambiare il sistema euro dall’interno e non uscire completamente dalla gabbia. Basti guardare quello che è successo in Grecia questa estate con Tsipras: vince il referendum ma poi si inginocchia a Bruxelles. Renzi sarà anche un venditore di fumo, ma che in Europa non si facciano gli interessi dell’Italia è palese e quindi è giusto sostenere il nostro paese. Renzi stesso sui social ha scritto, riferendosi alla Commissione europea, “Ci vogliono deboli”e allora che passi dai tweet ai fatti, che ribalti il tavolo europeo e restituisca un po’ di dignità all’Italia. Basta aspettare responsi e comandi sul da fare. Il popolo italiano sa provvedere a se stesso da solo. Renzi per una volta deve dimostrare di essere italiano, altrimenti è molto plausibile che venga commissariato dalla Troika e rimpiazzato (leggi pugnalato) da qualcuno che proviene dalle sue stesse fila. A quel punto tutti noi assisteremo a un film già visto circa cinque anni fa e sarà ancora più evidente la totale assenza di democrazia e sovranità di questo paese e popolo.

Articolo di Simone Mela

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