Tanto tuonò che piovve. In un articolo di dicembre (“Facebook: perché il social network di Zuckerberg non è più il preferito dal pubblico. E dal potere”), avevamo delineato le possibili ragioni degli attacchi di stampa e borsa contro Facebook. A distanza di sei mesi, e dopo le ripetute minacce di Soros, è avvenuto quel che si temeva: numerosissime pagine pro Lega e M5S sono state chiuse con l’ accusa di “disinformazione”, con sentiti complimenti da parte di Renzi e di altri esponenti filoeuropeisti.

Il giocattolo preferito delle elites euroatlantiche, nato come il classico esempio di “due piccioni con una fava” (profitto da una parte, scopi geopolitici e schedatura di massa dall’altra), era sfuggito di mano. A costringere il “collega” Zuckerberg a rinunciare a una pur piccola parte dei suoi guadagni e a stroncare le opinioni scomode (già fortemente limitate), è stata l’“associazione” Avaaz. Appartenente alla galassia di ONG e “movimenti” fondati e/o finanziati da Soros, Avaaz è una delle tante entità-ombra dematerializzate come lo sono i colossi della web economy. Nessuno sa chi siano (sembra che i loro sodali “operativi” agiscano in anonimato in Irlanda), ma decidono loro cosa sia giusto per il popolo: ovviamente, ciò che è giusto per i loro mandanti.

Ecco come lottano contro i “colleghi recalcitranti” di Facebook, in una pagina dal titolo eloquente, ovvero “Ecco come aggiustiamo Facebook in Europa”. Citiamo testualmente: “….l’UE dovrebbe regolare Facebook e gli altri giganti dei social media! Se lasciamo che si “autogestiscano”, la loro priorità saranno gli azionisti. Le leggi europee dovrebbero invece fargli mettere i cittadini al primo posto. Obbligate Facebook a dirci la verità. Devono essere trasparenti al 100% sui profili falsi e la disinformazione, anche attraverso controlli indipendenti”. Qualunque persona sana di mente può capire l’aggressività e il potenziale antidemocratico di queste frasi, nascosta dietro la “tutela dei cittadini”.

Ovviamente le migliaia di bugie spudorate sulle armi di distruzione di massa in Siria, sui migranti che scappano dalla guerra, sulla “ripresa economica” in Grecia e tante, tante altre, non sono prese in considerazione. Ma tant’è. Avaaz, come tutte le organizzazioni-ombra di Soros, può contare su una potenza di fuoco di miliardi di dollari. Che la recrudescenza della censura fosse nell’aria era abbastanza scontato: l’indifferenza alcolica e antidemocratica di Juncker (“anche se dovessero vincere i sovranisti non cambieremo nulla”), la rabbia repressa del fantoccio Macron (“i sovranisti sono peggio della peste”), l’isolamento e conseguente cacciata dell’editore di Salvini al Salone del Libro, la repressione silenziosa dei Gilet Gialli massacrati a colpi di flashball, la recrudescenza del dibattito, erano tutti segnali logici. Il potere si sente in pericolo e userà tutti (e ribadiamo tutti) i mezzi a sua disposizione per stroncare e reprimere ogni segnale di dissenso.

Siamo in effetti a un ulteriore step della creazione del “frame” informativo. Le pagine Facebook ritenute “non obiettive” sono state chiuse con la forza e rese invisibili a quasi 3 milioni di persone. Ora tutto dipende dal responso delle urne europee. L’Italia è l’unico Paese occidentale “importante” con un governo non allineato con l’UE, e ciò è imperdonabile per le elites euroatlantiche. Se dovessero vincere le fazioni filoeuropee, probabilmente la pressione contro l’Italia calerà leggermente, e si lavorerà di cesello (come avvenuto sinora) per portare il governo gialloverde al collasso, facendolo morire di morte naturale, fra disinformazione vera, conseguente calo di consenso e dissidi interni endogeni ed esogeni. Se dovessero vincere le forze sovraniste, invece, le armi passeranno, verosimilmente, al terrorismo economico: le agenzie di rating ci abbasseranno a livello spazzatura, lo spread schizzerà alle stelle e si inserirà il previsto governo Draghi.

Si tenga conto, in ogni caso, che gli europeisti sono pronti a tutto. Il fascismo è alle porte, ma è colorato di blu con stelle gialle. In mancanza di questa presa di coscienza, ogni ulteriore considerazione è puramente superflua.

Filippo Redarguiti

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