Il 31 ottobre, in una clinica romana, è morto il grande vignettista Vincenzo Apicella. Nella sua lunga carriera artista era stato molto poliedrico, spaziando dalla pittura al design, dal giornalismo satirico alla collaborazione con varie riviste, anche economiche e conservatrici, ma sempre mantenendo la sua riconoscibilissima impronta di fierissimo militante comunista ed antimperialista.

Aveva 96 anni e per 50 anni della sua lunga vita aveva vissuto a Londra, prestando il suo genio a pubblicazioni come The Observer, The Guardian, Punch, The Economist, Private Eye e Harpers & Queen.

Anche lui, come un altro grande artista scomparso lo stesso giorno, ovvero Carlo Giuffrè, era nato a Napoli, per l’esattezza il 26 giugno 1922, e la lunga permanenza in Inghilterra non aveva mai messo in discussione il suo animo solare e partenopeo. Nei primi Anni ’50 aveva iniziato l’attività di disegnatore e nel 1953 aveva tenuto a battesimo, a Venezia, la rivista Melodramma. L’anno dopo, quando la rivista aveva cessato le pubblicazioni, aveva deciso di trasferirsi in Inghilterra, dandosi a varie attività artistiche: dai manifesti e le scenografie per la televisione fino ai cartoni animati, senza soprattutto dimenticare le vignette per riviste e quotidiani.

In Italia l’attività di Apicella si concentrò invece soprattutto su Epoca, un altro periodico di grande qualità che oggi non esce più, oltre che sul periodico La Città Futura e sul quotidiano Liberazione. Molte sue vignette, tremendamente sagaci, e soprattutto tremendamente sincere, destarono scandalo: ma ad Apicella piaceva molto l’idea di “épater la bourgeoisie”, ovvero di “scandalizzare la borghesia” e soprattutto la morale borghese, quel perbenismo che oggi sembra pervadere, per ironia della sorte, proprio gli eredi di quella sinistra che un tempo tale morale tanto strenuamente la combatteva.

Apicella è morto fedele a sé stesso, fino all’ultimo momento, e già solo per questo, oltre che per le valide idee che aveva, merita da tutti noi un immenso rispetto. Opinione Pubblica, che ebbe il piacere di pubblicare delle sue vignette che ci propose, s’associa al lutto dei suoi cari e di tutti coloro che l’hanno sempre stimato ed apprezzato.

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