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Bail in risparmi banche

L’anno scorso siamo stati spettatori del fallimento di ben 4 Banche italiane: Banca Marche, Banca Etruria, Cariferrara e Carichieti. Il tutto per un totale di 430 mln di euro persi da oltre 140.000 risparmiatori. In realtà, l’intero sistema bancario ha sopportato perdite per 3,6 mld di €, tra aumenti di capitale e investimenti, e oggi non riesce a rivendere le “nuove banche” ripulite e ricapitalizzate.

Aldilà di ogni commento populista, il decreto salva-banche del governo ha limitato i danni: la sua assenza avrebbe infatti attivato il bail-in, mettendo a rischio anche i depositi sopra i 100.000 €, non coperti dal fondo di garanzia. Purtroppo chi aveva invece investito i propri risparmi in azioni e obbligazioni subordinate, ha dovuto assistere all’azzeramento del proprio investimento finanziario con conseguenze in alcuni casi drammatiche.

Cercando di andare oltre i comportamenti dolosi dei soggetti coinvolti (amministratori, controllori, istituzioni), questi spiacevoli episodi di cronaca portano a riflettere sulle modalità di scelta dell’Istituto di Credito con cui intrattenere rapporti, oltre ad una più generica riflessione di educazione finanziaria. Per evitare che tale scenario possa colpirci è fondamentale ragionare sulla nostra dose di responsabilità. 

Qual è modo giusto di investire i propri risparmi?

Normalmente il modo con cui viene selezionata una Banca è soggetto a tre variabili:

– I costi
– Il tasso di interesse sui depositi
– L’amico o il parente che vi lavora

Nonostante ciò, rimane pressoché impossibile stabilire quale sia la Banca più economica o quella che rende di più. Il motivo è che costi e tassi di interesse non sono i parametri giusti per questo tipo di scelta, perché ormai tutte le Banche offrono i servizi di base ad un costo simile e la remunerazione sulle somme depositate è più o meno la stessa. La terza variabile poi è la più pericolosa di tutte, in quanto l’idea di avere una persona “amica” all’interno dell’istituto di credito ci fa sentire padroni di segreti nascosti ai più, cosa naturalmente del tutto fuorviante.

Per evitare di rimanere intrappolati in situazioni pericolose dove si rischia addirittura di perdere qualcuno dei propri risparmi è quindi indispensabile utilizzare i giusti parametri di selezione delle Banche (attenzione al plurale):

1. La presenza ubiqua

Nonostante la comodità di avere sotto casa una filiale della Cassa di Risparmio locale e la sensazione di avere a che fare con un istituto più sano e trasparente, le difficoltà che si possono presentare sono molte. Potresti non riuscire a trovare un bancomat una volta uscito dalla tua provincia (figuriamoci dall’Italia), o avere problemi con le carte e un circuito di pagamento limitato. Meglio affidarsi ad una Banca presente su tutto il territorio nazionale o, ancora meglio, una Banca online che superi i confini geografici.

2. La qualità del costumer service

Siamo ancora troppo abituati ad entrare fisicamente in una filiale per risolvere le questioni relative al denaro. In realtà la quasi totalità dei problemi di base possono essere sistemati per telefono. Lo spauracchio dei call-center ha inibito la nostra fiducia nei confronti di questo strumento, eppure ci sono Banche che offrono un servizio di customer service eccellente. Un po’ come quando inviti qualcuno a cena, il modo in cui tratti il tuo ospite è lo specchio del tipo di persona che sei, no?

3. La solidità patrimoniale

Come sappiamo, le principali Banche europee sono ora soggette ai famosi Stress Test, i quali offrono indicazioni utili sul loro stato di salute. In realtà la vera spada di Damocle per le Banche è il livello delle sofferenze, quando il loro rapporto rispetto ai prestiti “sani” è eccessivo, scatta l’allarme rosso.

Premesso che non si chiede a nessuno di diventare un analista finanziario e leggersi i bilanci trimestrali di tutte le banche, per scegliere dove investire i nostri risparmi possiamo usare un parametro immediato che cattura la fotografia di questa situazione: il tasso di interesse sui depositi liberi.

Se questo tasso è molto più alto rispetto agli altri (e se supera l’inflazione), allora c’è qualcosa che non quadra. Molto probabilmente la Banca sta facendo “raccolta”, cioè cerca di recuperare liquidità immediata. Forse è meglio non dover scoprire perché!

4. La funzione prevalente

Questo aspetto serve per sfatare il mito che le Banche sono tutte uguali. In realtà andrebbero distinte a seconda della loro funzione prevalente.

Risparmiare ed investire sono due cose distinte e così dovrebbero esserlo le Banche su cui ci appoggiamo per svolgerle. In linea generale, avere rapporti con solo una Banca ci espone ad una forte concentrazione del rischio. In caso di fallimento o di problema tecnico l’operatività potrebbe ridursi o bloccarsi per un periodo indefinito.

L’ultimo punto sollecita una riflessione aggiuntiva di educazione finanziaria, ovvero la diversificazione del rischio (cfr. Cos’è la diversificazione e quando dobbiamo applicarla? – Mypecunia). Una gestione intelligente del proprio denaro evita di “concentrare tutte le uova nello stesso paniere”.

Per questo motivo, depositare i propri risparmi e contemporaneamente investire (tramite azioni o obbligazioni) nella Banca stessa è un comportamento molto rischioso. Equivale a puntare tutta la sicurezza economica presente e futura sulla stabilità della Banca. Un po’ eccessivo non trovate?

Matteo Biancolini

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