Stamattina, Salvini e la Raggi hanno dato il via allo sgombero di un importante campo rom a Roma. Il campo è situato nella parte nord della capitale, e le operazioni sono cominciate all’alba.

Il governo e il sindaco di Roma hanno così deciso di ignorare le raccomandazioni della CEDU, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che si era espressa in difesa dei campi rom.

Motivi igienico-sanitari alla base della decisione di agire in barba alla CEDU e a Strasburgo.

Salvini, che proprio ieri aveva incontrato la Raggi, esulta con un tweet: «È in corso lo sgombero del campo Rom Camping River di Roma. Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!».

Per il momento non si registrano particolari tensioni, ma alcuni rom hanno esposto striscioni contro il sindaco di Roma, chiedendo di essere “lasciati in pace.”

Lo sgombero è stato pacifico, ma alcuni rom hanno lo stesso promesso rappresaglie.

Una ventina di rom, sui 150 presenti, ha accettato le soluzioni abitative alternative offerte dal Comune.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla Raggi con un lungo post su Facebook:

“Da oggi, il Camping River chiude. Altri nuclei familiari, dopo quelli che hanno già accettato negli ultimi mesi, si stanno ora trasferendo presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale: continuiamo a mettere a loro disposizione soluzioni che consentono alle famiglie di restare unite” ha scritto il sindaco di Roma.

“Sempre più persone, inoltre, stanno chiedendo ai nostri operatori informazioni riguardo le misure di inclusione abitativa e lavorativa, e i rientri volontari assistiti nei Paesi di origine. È inaccettabile continuare a finanziare luoghi come questi dove si favorisce la ghettizzazione e, soprattutto, dove le condizioni di vita non tutelano i diritti di bambini, donne e uomini” ha aggiunto la Raggi.

Furibonda l’Associazione 21 luglio.
“Ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione del governo italiano di fronte alla Corte per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Un precedente unico e gravissimo. Siamo in contatto con la Corte di Strasburgo e ci hanno confermato che non c’è stata alcuna retromarcia. Se le notizie sono confermate la situazione è senza precedenti. D’altronde dopo le parole di ieri del ministro dell’Interno tutto ciò non stupisce.”

Massimiliano Greco

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