Queste amministrative sono state sicuramente nel segno dei 5 stelle. I pentastellati hanno infatti riportato due importanti vittorie a Roma e a Torino. Nella capitale, Virginia Raggi, come da previsione, ha decisamente sbaragliato la concorrenza di Roberto Giachetti (Pd) raggiungendo il 67%. La stessa Raggi nella conferenza stampa post-vittoria ha dichiarato: “Voglio condividere con voi un momento importante, oggi hanno vinto i cittadini di Roma. Voglio ringraziare tutti i romani che mi hanno affidato questo compito importante che porterò avanti per cinque anni”.

Quella di Roma è sicuramente una vittoria di fondamentale importanza per il Movimento. Si tratterebbe infatti del primo vero banco di prova. Una buona gestione della città andrebbe sicuramente a consolidare quella che è la dimensione nazionale del M5S che, a detta del principale esponente del direttorio, Luigi di Maio, sta assumendo una caratura governativa. Ma, mentre la battaglia di Roma era già, sin dal principio, virtualmente chiusa, con un Giachetti che si è definito penalizzato dal suo stesso partito, la vittoria di Torino è stata una vera e propria sorpresa.

Chiara Appendino è riuscita infatti a recuperare quei dieci punti di distacco che la separavano nel primo turno da Piero Fassino (Pd) ottendendo un 55% che gli ha permesso di aggiudicarsi la vittoria. Ció che ha permesso a questa giovane candidata di ribaltare notevolmente la situazione è stata probabilmente la stessa natura camaleontica del Movimento, capace di attirare sia l’elettorato di destra che quello di una parte di sinistra anti-renziana. Ciò che più ha stupito di questa vittoria, è il modo in cui era stata condotta la campagna elettorale della vincitrice cha ha prediletto un approccio molto cauto all’insegna della calma. Queste le sue parole in conferenza stampa: “È una grande emozione, è stato un lungo cammino. Ogni torinese dovrà sentire Palazzo di Città come la sua casa, la cui porta sarà sempre aperta”. “Sarò il sindaco di tutti, dei sostenitori e di chi critica”, ha aggiunto il neo sindaco.

Queste due vittorie targate 5 stelle hanno sicuramente un peso considerevole dal punto di vista nazionale anche se Renzi cerca di minimizzare ed esclude che possano avere un qualche riflesso sulla sua leadership. Il premier continua infatti a sottolineare che il vero test sarà il referendum costituzionale d’ottobre, rispetto al quale continua a professare grande ottimismo.

Retorica a parte, l’aver vinto, di pochi punti, solo a Milano con Beppe Sala che ha battuto al fotofinish il suo sfidante Stefano Parisi (centrodestra) e Merola a Bologna, non possono farlo sorridere. L’aver perso due città importanti come la capitale e Torino non è un dato da sottovalutare. Si tratta chiaramente di un segnale di cui Renzi, in vista del referendum a cui ha legato la sua permanenza come capo del governo, deve tenere conto. L’aver infatti personalizzato in maniera così marcata il voto di ottobre a fronte dei deludentissimi risultati di queste amministrative, potrebbe rivelarsi una mossa azzardata oltre che sbagliata.

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