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L'Ambasciatore eritreo, Fessehazion Pietros.

Due giorni fa, per l’esattezza lo scorso 5 luglio, l’ambasciatore presso la Repubblica Italiana dello Stato d’Eritrea, Fessehazion Pietros, è stato aggredito mentre usciva da un ristorante del centro di Roma, presso la Stazione Termini, mentre lo accompagnava una delegazione eritrea venuta a partecipare ad una festa della comunità che si teneva proprio in quel locale.

Nell’aggressione l’ambasciatore ha riportato delle lievi ferite, mentre altri membri della delegazione hanno riportato lesioni più gravi: uno di loro ha addirittura avuto un trauma cranico.

L’assalitore è un giovane eritreo, già noto alle Forze dell’Ordine anche per precedenti minacce rivolte allo stesso ambasciatore, a cui è stato contestato il reato di tentato omicidio, con moventi individuabili in non precisate motivazioni politiche.

Il tutto avviene in un clima di omertosa ostilità nei confronti della Comunità Eritrea in Italia e dei rappresentanti politici ed istituzionali dell’Eritrea in Italia. Per elementari questioni di “ragion politica”, infatti, le autorità italiane mantengono nei confronti dell’Eritrea e dei suoi esponenti in Italia un atteggiamento fondamentalmente ostile, e si girano dall’altra parte di fronte ad ogni concreto e lampante atteggiamento di boicottaggio o di disturbo di cui sono rese oggetto.

Per esempio lo scorso 1 luglio si è tenuto a Roma, nella zona di Fiumicino, il Festival Eritreo, e a soli settanta metri di distanza, nel totale e complice silenzio delle istituzioni, si è svolto un sit-in di protesta di presunti rifugiati eritrei. Il Senatore Aldo Di Biagio aveva a tal proposito denunciato il fatto senza ricevere particolare ascolto. Il tutto è molto preoccupante, se pensiamo che al Festival Eritreo, oltre allo stesso ambasciatore, era presente anche il Ministro eritreo degli Esteri Osman Saleh insieme al Consigliere politico del Presidente eritreo, Yemane Gebreab. La sicurezza di così importanti figure istituzionali era dunque potenzialmente in pericolo.

Sul grave fatto dell’aggressione ai danni dell’ambasciatore eritreo sempre il Senatore Di Biagio ha fatto un’altra interrogazione al Ministro dell’Interno e a quello degli Esteri.

La Redazione di Opinione Pubblica esprime con questo articolo la sua piena solidarietà all’ambasciatore Fessehazion Pietros, condannando simili atti alimentati certamente da un insano clima di demonizzazione a cui l’Eritrea e la sua Comunità sono soggetti in Italia.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l’Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

4 COMMENTI

  1. Se i dissidenti non possono manifestare le loro ragioni in Italia (stato democratico) dove possono farlo visto che al loro paese non possono e sono costretti a fuggire e chiedere asilo politico? Non credo proprio che l’Italia sia ostile al popolo eritreo ma forse non approva le dittature. Sarà così?

  2. La perpetrata ostilita alla nostra comunita e le continue denigrazioni del nostro governo specialmente dal 03/10/2013 da parte delle istituzione italiane li rende complici se non i veri mandanti dell’agressione verso i nostri rappresentanti. Speriamo che si rendano conto della gravita dei fatti e comincino a dialogare con i veri rappresentanti della comunita e non i delinquenti e trafficanti di persone come hanno fatto sinora.

  3. Le faccio i miei complimenti e di i tanti eritrei come me( io sono Italo eritreo) è uno dei pochi che a messo in luce il problema che c’è tra l’Italia e l’ eritrea, questo fare finta di niente. È pure tra i due stati ci dovrebbe essere una collaborazione priorità ,visto il passato (ex colonia). Ce da dire pure che lo stato Eritreo non è che si comporti bene con i cittadini italiani ( visto che a sequestrato proprietà )senza un valido motivo ,frutto di sacrifici fatti dai nostri padri. Giustamente da un paese democratico come il nostro ( Italia) ci si aspettava un comportamento migliori verso la comunità eritrea. La saluto e spero di risentirla.

    • Caro Giuseppe, forse non ti ricordi che e’ il governo etiope di Menghistu che ha nazionalizzato(sequestrato) proprieta ed espulso migliaia di Italiani nostri compagni di scuola ed i loro genitori, con cui abbiamo pianto al momento della loro partenza. Il nostro governo, che io sappia ha cercato sin dall’inizio di ingaggiare buoni rapporti con governi che si sono susseguiti in Italia ma in vano tranne con alcuni.Aveva dato anche la disponibilia a riconsegnare ai legittimi proprietari le proprieta che non sono stati indennizzati dal governo Italiano.

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