Sputnik V: vaccinato ambasciatore italiano in Russia Terracciano

Il 18 gennaio, l’ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, ha reso noto durante la conferenza “Importanti legami storici tra Russia e Bari” di essersi vaccinato contro il coronavirus con il vaccino russo Sputnik V. Terracciano ha riferito di non aver riscontrato effetti collaterali in seguito all’assunzione del vaccino e che nel prossimo futuro si sottoporrà al test per la verifica degli anticorpi.

“Questo porta ad alcuni pensieri amari riguardo al fatto che, anche in un momento così difficile e drammatico come la pandemia di coronavirus, ci siano stati tentativi di politicizzare il tema della vaccinazione e dell’assistenza. Questo non può che causare rammarico” ha affermato l’ambasciatore italiano, citato dall’agenzia di stampa russa TASS. Terracciano ha aggiunto che non intende confrontare i diversi vaccini per determinare quello migliore, e ha sottolineato che il governo italiano “ritiene importante cooperare con tutti i paesi in questo settore”.

A inizio novembre dello scorso anno, anche il presidente della Camera di Commercio Italo-Russa Vincenzo Trani, si è vaccinato con lo Sputnik V. Trani è stato il primo straniero ad aver ricevuto il vaccino russo contro il coronavirus, e ha riferito di non aver riscontrato effetti collaterali. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, John Sullivan, ha invece declinato l’offerta del vaccino che gli era stata fatta dal Ministero degli Esteri russo. “L’ambasciatore Sullivan ringrazia per l’offerta, ma non vorrebbe prendere la dose di Sputnik V a un cittadino russo” ha twittato l’addetto stampa dell’ambasciata americana in Russia. Secondo Sullivan gli USA hanno già approvato due vaccini contro il coronavirus (Pfizer e Moderna) che aiutano a combattere il virus in Unione Europea, Regno Unito e Sud America. 

Lo Sputnik V è il primo dei tre vaccini sviluppati dalla Federazione Russa, ed è stato sviluppato dal Centro di ricerca Gamaleya di Mosca. È stato registrato l’11 agosto scorso ed è commercializzato dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, il quale amministra le trattative per l’esportazione e la produzione del vaccino all’estero. L’assunzione dello Sputnik V consiste nella somministrazione di due dosi con un intervallo di 21 giorni. Si tratta di un vaccino che non richiede una temperatura di conservazione particolarmente bassa, ovvero compresa tra i +2 e i +8 gradi Celsius (il vaccino Pfizer necessita invece di una temperatura di circa -70 gradi per la conservazione), e questo rappresenta un vantaggio anche per la sua esportazione nei paesi caldi. 

Silvia Vittoria Missotti

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